[News] Brutti, puzzolenti e sfigati
L’agenzia di comunicazione 404, la trovate dopo la 402 e prima della 406, ha delineato il profilo del videogiocatore italiano medio. Riporto:
“sono uomini dai 17 ai 30 anni che tendono ad isolarsi, frequentano poco gli amici e la famiglia e giocano alla guerra per sentirsi onnipotenti.”
Eh, si son scordati l’alcolismo, il furto con scasso e la rogna, ma per il resto ci siamo. Ma continuo:
“Dalla ricerca emerge che il 74% degli intervistati passa più di tre ore al giorno giocando a videogames; solo il 17% dedica almeno mezz’ora al giorno alla lettura; il 78% preferirebbe vivere nella realtà virtuale attraverso un avatar (di questi il 94% farebbe fare al suo avatar cose che sono proibite). Inoltre, il 74% degli intervistati è disposto a vivere una vita virtuale permanente, senza ritorno alla realtà; il 65% accetterebbe dietro compenso di diventare la pedina di un gioco, anche sapendo di essere controllato totalmente da un’altra persona; l’82% vorrebbe telecomandare una persona e decidere della vita e della morte.”
Eh, vorrei averla scritta io stà roba. Ma non è finita:
“Dal sondaggio emerge che la maggioranza dei giocatori ricerca la sensazione di onnipotenza con i videogiochi di guerra e gli “sparatutto”, cui si somma un forte desiderio di controllo. Il 70% dei giocatori infatti si cimenterebbe in Slayer, il videogame protagonista del film Gamer in cui dei detenuti condannati a morte sono usati come pedine dai giocatori in battaglie all’ultimo sangue. Inoltre, per il 90% degli intervistati è inaccettabile qualsiasi censura dei videogame perché è proprio nell’alto contenuto di violenza l’attrattiva di un videogioco. Non è dunque un caso che il 40% vorrebbe essere il protagonista di Resident Evil, in cui per sopravvivere bisogna uccidere esseri umani trasformati in zombie; il 20% quello di Grand Theft Auto con la motivazione «ho sempre desiderato arricchirmi alle spese degli altri»; il 30% protagonisti di Call of Duty con la motivazione «ho la guerra che mi scorre nelle vene»; il 10% di Pro Evolution Soccer con la motivazione «diventerei il calciatore più forte di tutti i tempi».”
Uno degli intervistati era un serial killer, uno era Hitler, gli altri invece non erano gente per bene. E noi lavoriamo…
Fonte: www3.lastampa.it





















