Shadow of Memories – Ritorno al Passato

15 mar 2010 di

Single Player Nerd Co-op

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Questo articolo è stato amichevolmente sottratto a Single Player Nerd Co-op, un blog di videogiochi, pupazzi di pezza e cavalli.

Nei giorni in cui l’attenzione è focalizzata su Heavy Rain, è giusto ricordare una delle avventure più sottovalutate degli ultimi dieci anni, nonché uno dei giochi più affascinanti e innovativi mai visti su PS2. Era il 2002, PS2 faticava ad affermarsi e Konami pubblicava un titolo sviluppato da una parte del team di Silent Hill e diretto da Junko Kawano, già illustratrice di Suikoden. Shadow of Memories (conosciuto come Shadow of Destiny in America) appare già dalla premessa come un gioco diverso dal solito. L’ambientazione è Lebensbaum, un piccolo villaggio tedesco dei giorni nostri. Niente mostri, vampiri o robot: la Germania immaginata da Kawano è vagamente influenzata da un’ottica giapponese, ma resta un luogo ancorato alla realtà. Lebensbaum è una cittadina tranquilla, e la grazia con cui sono rappresentati i dettagli crea un’atmosfera sobria e unica. In altre parole: siamo lontanissimi dalla solita voglia di strafare dei videogiochi.

Il protagonista, Eike, si trova in vacanza a Lebensbaum. All’uscita da un caffè, viene accoltellato e schiatta a due minuti dall’inizio del gioco. Subito dopo la morte si risveglia in un mondo onirico in cui Homunculus, uno strano essere androgino, gli dà un’altra chance portandolo indietro nel tempo e permettendogli di prevenire la propria morte. Da lì in poi si sviluppa un’avventura in cui i viaggi nel tempo sono utilizzati per indagare sugli attentati alla vita di Eike, sul passato di Lebensbaum e sui suoi abitanti.

La meccanica dei viaggi nel tempo dà una potente rinfrescata alla solita struttura delle avventure. Non conta più solo parlare con i personaggi o raccogliere oggetti: molti enigmi vanno risolti trovandosi al posto giusto all’ora (e la data) giusta. La trama stessa, poi, è un capolavoro di narrativa combinatoria. Oltre ai numerosissimi dettagli che possono essere scoperti o ignorati grazie ai viaggi nel tempo, Shadow of Memories ha una storia che cambia radicalmente a seconda delle azioni intraprese. Non c’è, in genere, una sola linea narrativa. Piuttosto ci sono diverse conclusioni possibili e diverse nette diramazioni della trama.

Abbiamo sentito dire spesso, a difesa della rigidità della storia nei videogiochi, che non è possibile avere una buona trama se ci sono troppe diramazioni. Shadow of Memories è la dimostrazione che è possibile avere multipli finali e diverse soluzioni al mistero principale del gioco senza che la qualità della narrazione sia intaccata. La cosa più incredibile è che non ci sono buchi di sceneggiatura o soluzioni palesemente assurde. Anzi, dal punto di vista narrativo Shadow of Memories è un mezzo miracolo. La sua struttura è puro virtuosismo; eppure, qualsiasi scelta si faccia, la storia non cessa mai di essere significativa. Alcuni finali sono tristi, altri malinconici, altri drammatici. Tutti, però, hanno un senso.

Ma a parte la logica interna del sistema di gioco Shadow of Memories è un gioco da recuperare perché è un gioco con qualcosa da dire. Dietro gli avvenimenti si sente la mano di una persona con la volontà di raccontare una storia. La recente riedizione per PSP (al momento solo in America e in Giappone) riaccende la speranza che un giorno si possa vedere un altro gioco simile creato dalla stessa autrice. Magari un eventuale successo di Heavy Rain potrebbe risvegliare l’interesse di produttori e pubblico. Nel frattempo, fatevi un favore e recuperate Shadow of Memories.

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  • jonh57

    Uno dei migliori giochi che abbia giocato su PS2.

    Avevo perfino finito gli 8 finali (6 + 2 se vengono finiti tutti e 6 i finali iniziali). Ogni finale ha un senso, nessuno è banale…
    Davvero da recuperare!

  • http://www.facebook.com/people/Luigi-Ciotti/1550257474 Luigi Ciotti

    Grande Ferruccio!!!
    Hai recuperato un CA-PO-LA-VO-RO tanto ingiustamente trattato da pubblico e critica. Una storia originalissima, con continui colpi di scena e una pervasiva sansazione di lottare contro il fato che ci spingeva verso un'infausto destino. La trama si dipanava con grande abilità narrativa tra passato remoto, passato prossimo e presente, con personaggi originalissimi come Homunculus. Le scelte influenzavano il finale (mi sembra di ricordare che erano 6) non mancavo di commoventi emozioni. Che dire inoltre delle originali soluzioni grafiche, con la scelta dei filtri di colore per marcare il tempo e diverse realizzazioni storiche del medesimo paese.
    Insomma invito tutti a recuperarlo o come nel mio caso a rigiocarlo!

  • Pado

    Quoto tutto, davvero un piccolo gioiello