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Un’altra settimana se ne è andata. Ahhhhh, come passa il tempo. E poi muori.
Dai un valore alla tua miserabile vita leggendo quello che ti sei lasciato alle spalle. Neanche vogliamo sapere il perchè guarda, può succedere anche ai migliori, ti metti in paro e noi ti perdoniamo. E poi sarai il solito nerd sfigato, che c’vrai mai di meglio da fare?
Lunedi
Una volta, ci ricorda Gianluca Girelli, i redattori erano belli, c’avevano il fisico e combattevano draghi alati con le forcine per capelli, che sennò era troppo facile. O forse no? In L’era dei redattori mitici si viaggia nel tempo alla scoperta di un mondo di lettori che insultavano recensori, di lettori che diventano recensori e di recensori che dicevano vaccate. Ah, come cambiano le cose… O forse no?
http://www.parliamodivideogiochi.it/2010/02/28/babel/qpto/lera-dei-redattori-mitici/
Martedi
Per festeggiare la prima recensione di Simone Tagliaferri che non ha causato morte e distruzione, su Parliamo di Videogiochi riproponiamo oggi quella del primo Bioshock a cura di Cristiano Ghigi. Nemmeno mi ricordo chi è questo Cristiano io, ma era su Babel 03 del Febbraio 2008. Nel testo si legge di un gioco parecchio uguale al suo seguito, di una Rapture in formissima e di Big Daddy che te le danno di santa ragione pure se torni in tempo la sera e prendi tutti nove in pagella.
http://www.parliamodivideogiochi.it/2010/03/01/babel/review/babel-003-review-bioshock/
Mercoledi
Di solito, quando leggo gli articoli di Michele Zanetti, mi getto a terra a baciare questa gloriosa terra occidentale. Leggendo la recensione di Demon’s Soul, invece, ho sognato di morire per lui, che nessuno merita tanta sofferenza nella vita. Demon’s Souls, ci dice Michele, necessita di giusto quattro tornate per imparare gli attacchi, è estremamente punitivo e, se gli dici checkpoint, lui ti ride in faccia. Neanche Fisichella si faceva quattro giri in ogni GP. Per rivalutare l’inferno:
http://www.parliamodivideogiochi.it/2010/03/02/babel/second-opinion/demons-souls/
Giovedi
Sapete perchè un’esplosione nucleare non risolverebbe tutti i problemi del mondo? Perchè i cretini non muoiono sul serio, si trasformano in cose fastidiose tipo i centralinisti di telecom o i parcheggiatori abusivi. Simone Tagliaferri, che sta pacificamente costruendo una centrale nucleare in salotto solo per distruggerla e provocare un disastro, ci regala la recensione di S.T.A.L.K.E.R. Call of Pripyat, un seguito con le controradiazioni. Un gioco dove si parla, si spara e si chiama Pripyat ovviamente. E lui non ti risponde mai eh, ti dice che non c’è campo, che non ha visto la chiamata, che forse hai sbagliato numero o che sono morti tutti. Indossate le maschere:
http://www.parliamodivideogiochi.it/2010/03/03/babel/review/s-t-a-l-k-e-r-call-of-pripyat/
Venerdi
Oggi Simone Tagliaferri non picchia nessuno, oggi filosofeggia. Son troppo scemo per capire l’intro del 1943 indie di questo mese, ma è comunque bello leggerlo. In L’idea che un giorno qualcosa possa cambiare – 1 (dove 1 sta indicare che ci sarà un 2 se Gatsu non se lo perde) si parla di Dreamside Maroon, un gioco dove con i rami si raggiunge la luna. Un gioco in bilico tra bellezza e noia, perchè qualcuno ci vedrà dell’arte e altri un pessimo videogioco. Per capire che cazzo vuole dire Simone e poi tornare a raccontarmelo:
Sabato
Io odio leggere i pezzi di Simone Tagliaferri. Almeno una volta, in ogni articolo, ci infila un insulto per chi apprezza le cose che piacciono a me. Oh, succhiamelo, sono uno sensibile io. Che tanto ha insultato pure voi eh, non si salva nessuno. In questo L’idea che un giorno qualcosa possa cambiare – 2 si parla di VVVVVV (6 V credo), un gioco brutto ma bello, e 503 Eco Shooter, un gioco brutto e basta che però ricicla le bottiglie vuote. Se volete fare a botte con Simone:





















