Vintage Games

18 feb 2010 di

Sparate al Capoverso

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Perché libri?
 Perché ogni tanto fareste bene a leggere, capre. Scherzi a parte, questa nuova rubrica di Babel nasce con il preciso scopo di rendere noto alle masse che esistono in commercio libri più o meno interessanti, alcuni illuminanti, altri piuttosto inutili, che parlano di videogiochi. L’idea è quella di dare al lettore qualche spunto per arricchire la sua biblioteca e per invogliarlo a non fermarsi alla superficie delle cose. Ci riusciremo? Assolutamente no e non coviamo nessuna illusione in tal senso. Dai, facciamo così: prendetelo come un atto di autoerotismo. Bello spunto per i commenti, nevvero?

Comunque, tornando seri, qui vorremmo parlare di tutti quei testi che hanno a che fare con il mondo degli ormoni virtuali. Saggi, romanzi, guide, racconti; va bene tutto. I film no, a quelli ci pensa Vito. Ovviamente sono ben accetti consigli e segnalazioni. Fatevi vivi, soprattutto se conoscete qualche oscuro libercolo che non ha letto nemmeno l’autore, pubblicato da una qualche casa editrice very underground.

Vintage Games
di Bill Loguidice e Matt Barton
Edizioni Raganella, 2009


Avevo letto l’edizione inglese di Vintage Games e l’avevo trovato interessante e ben fatto. Quando ho saputo che sarebbe stato tradotto in italiano e che sarebbe stato il titolo d’esordio di una novella casa editrice, edizioni Raganella, sono stato doppiamente contento perché ho pensato che forse anche nel nostro paese esiste un pubblico desideroso di approfondire i videogiochi e che c’è qualcuno che spera di intercettarlo. Vintage Games è un testo informato che affronta la storia dei videogiochi partendo da singoli titoli particolarmente significativi. Secondo gli autori:

“…non c’è modo migliore di studiare gli oltre cinquant’anni di evoluzione dei videogame che leggere la storia dei più influenti di sempre (e possibilmente giocarci)”.

Il libro è suddiviso in venticinque capitoli, più altri nove bonus consultabili gratuitamente online (per ora ne sono stati tradotti soltanto cinque, per leggerli andate su http://www.vintagegames.it/bonus.shtml), ognuno dei quali mutua il titolo da quello di un videogioco. Una suddivisione tematica e non cronologica (ad esempio il primo capitolo è dedicato ad Alone in the Dark, pubblicato nel 1992, mentre l’ottavo a Flight Simulator, pubblicato nel 1980) consente al fruitore una lettura non lineare a seconda delle sue preferenze o della semplice necessità di consultazione, facilitata dal fatto che i capitoli sono sistemati in ordine alfabetico. Da questo è possibile desumere anche che gli autori non hanno voluto creare nessuna gerarchizzazione, dando a tutti i titoli la stessa rilevanza relativa.

Ovviamente, se si fossero limitati a parlare di un singolo gioco per capitolo avrebbero finito per realizzare una specie di raccolta di recensioni lunghe. Il loro intento è invece molto diverso: sfruttano quello che considerano come il titolo cardine di un genere per parlare del genere stesso, tracciandone la storia e l’evoluzione e indicando, dove possibile, le fonti d’ispirazione culturali, per arrivare a parlare di tutte le derivazioni che ne sono nate, toccando spesso titoli molto recenti.

Nonostante la moltitudine di riferimenti, la lettura è scorrevole e piacevole, mai pedante o troppo pesante, anche grazie all’ottima traduzione in italiano che non peggiora il testo originale (si vede la competenza in materia di chi l’ha fatta).

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

  • http://www.facebook.com/people/Andrea-Corti/1435406733 Andrea Corti

    preso ieri!
    letti i capitoli su ff7,castle wolfenstein e alone in the dark.
    devo dire che il libro spiega molto bene i vari giochi e riesce a connettere tranquillamente il gioco descritto a quelli simili spieganod chi a preso da chi.
    ottimo acquisto ;)
    consigliato…

  • http://SitoInternet andrea

    sembra interessante…quasi quasi lo prendo….

  • Stefano Lucchi

    lessi i capitoli gratuiti in inglese a suo tempo e li trovai interessanti, tanto che ero già mezzo intenzionato a comprare il volume direttamente in inglese. Visto che lo hanno pubblicato anche da noi nella nostra lingua l'acquisto diventa obbligatorio

  • Stefano Lucchi

    lessi i capitoli gratuiti in inglese a suo tempo e li trovai interessanti, tanto che ero già mezzo intenzionato a comprare il volume direttamente in inglese. Visto che lo hanno pubblicato anche da noi nella nostra lingua l'acquisto diventa obbligatorio