Mass Effect 2

Mass Effect 2

Tanto così

Imparare dai propri errori è importante. Dopo che questo Sanremo verrà ignorato pure dalle solite salme che occupano annualmente la platea, per dirne una, gli organizzatori arderanno viva la Clerici e torneranno a fidarsi del brillante, giovanile e saltellante Pippo Baudo. Mass Effect 2 è il miglior seguito della storia dei videogiochi, a prescindere da quanto sia un ottimo gioco. Perché BioWare ha ascoltato, ha capito e si è sporcata le mani proprio dove il fango ricopriva il capolavoro. Seppure rivoluzionato, però, il gioco non rinnega mai le sue umili origini e insegna all’intero settore come due anni di lavoro possano servire a qualcosa.

Dove le quest secondarie erano futile e noioso setaccio di pianeti aridi, per esempio, si è rilanciato con missioni esteticamente appaganti, dallo svolgimento ugualmente insignificante forse, ma lontane dal binario riproporsi di strutture identiche tra loro. A queste e a quelle principali, quasi a voler esagerare, si accodano missioni della via di mezzo, legate ai compagni di viaggio, con più testicoli quadrati di tutte le altre. In queste si nasconde il segreto della serie: il potere di prendere decisioni vere e incontrollabili, decisioni al buio che scandagliano l’intera gamma di grigi e costringono a ragionare fuori dagli schemi classici del videogioco. Chi non passeggia per la galassia alla ricerca di obiettivi facili potrà decidere secondo la propria coscienza, le proprie sensazioni, senza un futuro certo o una giustizia inequivocabilmente giusta. Questo è Mass Effect, tremila miliardi di metri sopra al cielo e parecchio spostato sulla destra, ma fin troppo vicino al banale e fallibile vivere comune.

La lotta contro l’usato di EA passa per DLC esclusivi. Un personaggio brutto e insopportabile e una missione da sbadiglio, però, sono troppo poco per cantar vittoria.

Dove c’era un Mako, invece, adesso non c’è più. L’acceleratore è stato spinto con veemenza contro l’azione e il carro attrezzi della galassia non offriva buone garanzie al ritmo scelto. Si spara tanto, a volte tantissimo, ma stavolta i cannoni funzionano e i compagni, tacci loro, son passati dal mago di Oz a riscuotere un cervello. Più o meno, un cervellino dai. Fatto sta che tutte le scelte, dal ritorno delle munizioni, alle armi contate, sembrano prese con troppo sale in zucca per essere contestate. L’orologio segna l’ora esatta adesso e il design ragionato di ambienti ispirati invoglia all’uso tattico di arsenale e compagni. Si spara tanto, a volte tantissimo, ma senza la voglia di farne a meno.

Dove c’era un RPG, c’è un RPG del futuro. Se il genere non imparerà dalla nuova formula ripulita e corretta di questo Mass Effect 2, morirà vecchio e inadatto sulle ceneri della sua controparte giapponese. Niente più caccia agli armadietti, niente più armature d’oro nelle casseforti di un morto di fame, niente inventario da riempire e svuotare, niente mini-punti da accumulare uccidendo cinghiali, niente guardaroba da cambiare per tre punti cucitura in più, niente tempo sprecato e rotture di coglioni. Eppure non manca nulla, solo la forma è tanto diversa da sembrare invisibile e inodore a chi non sa guardare e annusare con i sensi a pieno regime.

Quello che è inspiegabile, in questa melma di Nutella e canditi, è la leggerezza e superficialità di Bioware nel dimenticare l’ultima pennellata. Gli scarabocchi nelle sequenze filmate e nel doppiaggio si sopportano, ma perché? I due mini-giochi sarebbero un successo se non fossero due larve limitate al compitino. La ricerca di risorse (comunque meglio gestibile e tollerabile nella versione PC) sarebbe un extra di tutto rispetto se non remasse contro la praticità e la pulizia del resto dell’avventura. Perché? Ma soprattutto, perché?

Ho avuto un dieci tra le mani prima di riempire gli spazi di questa recensione su un treno diretto a Milano. Per la prima volta, nella mia gloriosa vita da bastardo, ho pensato di toccare la perfezione con i pollici. Ma ho in bocca l’amaro di una trama meno entusiasmante, con colpi di scena meno esplosivi e il mio gioco perfetto non contempla sbavature. Se deve essere nove, però, sia ben chiaro che questo è un nove al quadrato. [9]

piattaforma: 360, pc
sviluppatore: bioware
produttore: electronic arts
versione: pal
provenienza: usa

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  • Cervy
    E' una bella opinione sul gioco.
    La condivido
  • guybrush frisus
    gran bel post, devo dirlo
    sai, anch'io gestisco un blog simile al tuo, ti va di fare un affiliazione?
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