Dante’s Inferno: la demo, minuto per minuzia
Parliamo di Videogiochi vi presenta il meglio de L’antro Atomico del Dr. Manhattan. Tutti gli articoli di questa serie sono stati sgraffignati dal blog personale di Alessandro Apreda. Durante il processo di cut & paste, nessuna clausola contrattuale è stata maltrattata.
Allora, c’è Dante. Che però invece di essere quello solito, quello gobbo con il nasone e il cappello strano e gli aromi per l’arrosto attorno alla fronte, è questo cavaliere delle Crociate tutto muscoloso che si sta cucendo sul petto una croce rossa, dando un nuovo significato al concetto di “punto croce”. Una croce rossa con i cartoni animati dentro…
Nel cartone animato ci stanno i mori che ammazzano un sacco di gente, anche le donne e i bambini e i vecchi e quelli di mezza età e insomma un po’ tutti. Allora arriva Dante, e per tener fede al suo nome participio, prende a dargliele di santa ragione a questi musulmani, nel primo livello di God of War II, quello dell’isola di Rodi. Ma l’ultimo moro rimasto, in quanto saladino più feroce degli altri, al grido di “ti piace o cortiell’ e teccattill’!” gli pianta un pugnale nella schiena e lo uccide. Fine. Anzi, no, che quando arriva la Morte, Dante, da tipo incazzoso qual è, la ammazza e ci frega pura la falce.
Balzato in groppa a un cavallo e imboccata la tangenziale Gerusalemme-Firenze, il cavaliere poeta crociato con la croce animata torna dunque a casa. Ma qui trova tutti morti, e Beatrice con una zinna di fuori e una spada nell’intestino. Lui le sfiora le labbra, e ne esce il fantasma tutto ignudo e abbastanza perato di Beatrice, seguito da una serie di zombie che non si sa bene cosa ci stiano a fare. Per non saper né leggere né scrivere, pur sapendo leggere e scrivere benissimo, Dante li affetta con la falce, e insegue lo spettro della sua amata in una chiesa.
La loro era una storia d’amore. Poi lei gli dice: “Dante, ma va’ all’Inferno!”. E lui equivoca clamorosamente.
Qui, sempre ignuda, abbastanza perata e con delle strane macchie scure tuttaddosso, lei lo rimprovera di aver rotto il loro patto. Il patto?, chiede lui. Ma che cazz… Parte allora dalla croce sul petto un altro cartone animato spiegone in cui si vedono i due tempo addietro, nudi e in ginocchio. Prima di mettersi a formula uno, Beatrice chiede a Dante una certa promessa legata a una croce che lei tiene in mano. Lui dice sì sì, chepoicipensiamo. Il cartone hentai finisce e Beatrice viene trascinata verso l’alto da delle forze arcane. La chiesa va in pezzi e sotto c’è l’Inferno. Ma per eliminare zombie e arpie ora il crociato uomo-participio può usare la summenzionata croce, che spara crocette bianche alla Castlevania. Lo scontro prosegue dabbasso, in mezzo a degli esseri di fiamma.
Alle porte dell’Inferno c’è un tizio che sta aspettando Dante. Un tizio con i capelli a spazzola che potrebbe essere Virgilio, ma anche qualcun altro. Seguono un altro po’ di mostri, che puoi condannare o assolvere. Ma in entrambi i casi li ammazzi, quindi non è che ci sia tutta questa differenza, eh. Altri quick time event, gli scrigni verdi e quelli blu di Kratos, e un caprone gigante da domare e cavalcare come il bestio alla fine di Gears of War 2 (che l’acronimo era sempre GoW, e in Visceral hanno copiato per errore anche da lì). La demo finisce. Quindici minuti e manco una mezza idea, un mezzo design, un attacco un minimo originale. Niente di niente. Ti fermi un attimo a riflettere su quale clone di God of War sia messo peggio, tra questo e Darksiders. Ma lo sforzo mentale è troppo grande, e ti vai a mangiare un po’ di pandoro gelato avanzato in frigo.





















