McFarlane’s Evil Prophecy + Knight Rider 2: The Game + Little Britain: The Videogame
Terzo appuntamento con la Tristologia, che con PS2 chiude la cerchia relativa alle console di scorsa generazione. E’ stata più dura del previsto, sia perché abbiamo dovuto scartare alcuni giochi già trattati, sia perché PS2, dall’alto della sua maggiore popolarità, ha visto pubblicare molta più roba oscena rispetto alla concorrenza. Tipo tie-in da quattro soldi, trasposizioni di serie TV che era meglio lasciare dov’erano, e storie di brutti pupazzi di cui non abbiamo molta voglia di parlare.
McFarlane’s Evil Prophecy
Todd McFarlane è un grande autore di fumetti. E non finiremo mai di ringraziarlo per le fenomenali action figures da lui prodotte. Però di videogiochi non ne capisce una fava, basta dare un’occhiata alle terribili trasposizioni videoludiche dei suoi prodotti (Spawn su tutti). Come gli sia venuto in mente di dare per l’ennesima volta in licenza i principali protagonisti della McFarlane Toys rimane un mistero. Beh, in realtà no, ma ci piace pensarla diversamente. Quattro personaggi fondamentalmente tutti uguali, combattono contro orde di mostri nel più banale e lineare hack’n slash che sia mai stato prodotto. Non ci sarebbe nient’altro da aggiungere, senza voler per forza snocciolare le solite problematiche audio-visive-ludiche che ogni titolo della Tristologia deve possedere di default, ma purtroppo rimangono ancora almeno 800 caratteri da battere! Tra le chicche, una palette di colori virante all’acido, un effetto profondità che stona pesantemente con la pochezza con cui è realizzato tutto il resto e 10 livelli di noia che (s)fortunatamente finiranno molto presto. Il multiplayer in genere da una mano a situazioni ludiche disperate, ma non in questo caso (nonostante la co-op in quattro) a causa di un impianto di gioco che riesce nell’incredibile intento di risultare ancora più sempliciotto rispetto alla controparte single. Una leggenda tutta da verificare narra che abbiano venduto la bellezza di 300 copie di M: EP in tutto il nord America.
Sviluppatore: Konami
Produttore: Konami
Uscita: 2004
Gioco: Knight Rider 2: The Game
Nel numero scorso, nella colonna di Vice City, avevamo parlato di Supecar (Knight Rider) come franchise da lasciare nella naftalina piuttosto che vederlo riutilizzato per qualche tie-in o remake televisivo di dubbia qualità. A distanza di parecchi anni dal poco esaltante titolo Nes, qualcuno ha deciso di riprovarci. Ben due volte, nel 2002 e nel 2004. Come dire, sempre peggio ad ogni episodio. KR2 è una sorta di Interstate ‘76 più noioso, con un’IA dei nemici farlocca e con un sistema di guida che dimostra che i coder non hanno letto lo speciale sui giochi di guida di Babel. Alla guida della vostra auto dovrete pattugliare zone e dirigervi verso obbiettivi, cercando di tanto in tanto di speronare o colpire con armi di varia natura i cattivoni di turno, poco sorprendentemente anche loro a bordo di altre auto. Tutto il gioco si svolge all’interno della vettura, anche quando dovrete aprire cancelli o porte. Ma d’altronde, per un’auto che è in grado di truccare la posizione dei dadi dalla distanza, scardinare lucchetti mi pare il minimo. Non vedendo Micheal Knight, e non sentendolo nemmeno visto che la voce non è nemmeno la sua, inizierete a domandarvi se il tie-in è quello di Supercar o de La Macchina Nera. Senza neanche farlo apposta scopro che una clip di quest’ultimo film è stata inserita in uno degli episodi della serie (durante la sfida con KARR, la KITT cattiva). Pessimi designer sì, ma con una cultura cinematografica non indifferente! Non ci rimane che pregare che a nessuno venga in mente di rovinare altri giovanili ricordi d’infanzia come Automan, Streethawk, A-Team e Supercopter.
Sviluppatore: Davilex Games
Produttore: Davidelex Games
Uscita: 2004
Gioco: Little Britain: The Videogame
Giochi di Merda solitamente non tratta prodotti di questo tipo, poiché nella sempiterna ricerca di capolavori involontari del trash, riteniamo che titoli del genere vengano palesemente realizzati in fretta e furia solo per cavalcare l’onda del successo del prodotto a cui sono legati. Stavolta però faremo un’eccezione per due ragioni: la prima è che, come già successo in precedenza, analizzeremo un titolo ai margini di ogni possibile classifica; la seconda è che LB non è solo un pessimo titolo per PS2, ma anche probabilmente uno dei 10 titoli più brutti di sempre. Il gioco si compone da sette mini-giochi, ma non aspettatevi difficoltà e frenesia di un Ikaruga, in LB è tutto un “one button smashing”. Anche Peter Molyneux è concorde nel semplificare le interfacce di gioco riducendo i tasti. I Revolution non sono i Lionhead, di sicuro però c’è che sono cazzari entrambi. Si va dal clone di Paperboy, al clone di Pac-Man, al clone di Frogger, al clone di “Colpisci la Talpa”, al clone di Columns, al clone di Paperboy nuovamente. Insomma, gameplay sempre nuovi e originali. Si ridesse, ma purtroppo nemmeno quello in quanto i commenti dei due protagonisti si riducono a qualche battuta, piuttosto incomprensibile se non masticate alla perfezione l’ostico accento british delle gag. Banale per l’utenza esperta, incomprensibile ad un pubblico casual che potrebbe trovare interesse nelle meccaniche semplici, LB non sembra essere né carne né pesce. Con quel che costa, molto meglio comprarsi i DVD della serie. Sottotitolati, mi raccomando.
Sviluppatore: Revolution Studios
Produttore: Blast Entertainment Ltd.
Uscita: 2004























