RingCast Episodio 34

16 gen 2010 di

RingCast Episodio 34

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2010, anno del seguito di Odissea nello Spazio che nessuno si è mai cagato, ma soprattutto anno durante il quale non farete altro che muovervi davanti allo schermo come se un branco di tarantole assassine avesse deciso di divorarvi. Di fronte a questa triste prospettiva, RingCast inaugura un’altra brillante stagione con argomenti spumeggianti e destinati a generare scalpore sia nella comunità scientifica che presso la Segreteria Vaticana. In questo episodio: voti e opinioni nei videogiochi, cinema: La Signora dei Cavalli e altri raffinati film d’essai, Giappone: preparativi in corso, soldati pesantemente armati che si toccano, drammi sulla tavoletta del water, le parole di ricerca più amate dai videogiocatori, Dragon Age Origins e il suo cazzo di inventario, il francese per tutti, isole popolate da uomini nudi e barbuti, Microsoft Gameroom e il concetto di rapina, Natal che perde pezzi, capolavori per PS3 che hanno giocato in otto persone su tutto il pianeta, Rockstar e il suo nuovo approccio alla schiavitù e last but not least, la verità sul fratello segreto di Gesù.

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I link di questa puntata:

Scrivi a RingCast: ringcast@parliamodivideogiochi.it
Il blog di Vitoiuvara: vitoiuvara.blogspot.com
Il blog di Ferruccio: http://www.singleplayercoop.com/
Ci trovate anche sul forum: http://www.tfpforum.it
Superdiretta Multi (primi minuti): QUI
Podcast #71 Multi (a circa 1:20:00): QUI
In sottofondo all’episodio: Royskopp – This Must be It dall’album Junior

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  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Lo so, continua a darmi errore quando lo uppo, non so bene cosa fare :)

  • aaa

    su last.fm manca l'episodio 34

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Su http://www.tfpforum.it, in particolare sezione Media, ci sono diverse recensioni di film con tag [cinema] a nome suo.

  • giogio

    ciao ragazzi mi sapete dire dove trovare qualche scritto di fulgenzio?

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Su http://www.tfpforum.it, in particolare sezione Media, ci sono diverse recensioni di film con tag [cinema] a nome suo.

  • giogio

    ciao ragazzi mi sapete dire dove trovare qualche scritto di fulgenzio?

  • Fleym

    Bellissima puntata.
    Sono anch'io per togliere i voti da Bab3l. Io penso il problema sia nella testa di chi le legge le recensioni: quelle di film e musica non sono scritte per un pubblico di bimbominkia, quelle di videogiochi *devono*. Bab3l se ne può fottere, ma una realtà mainstream come Multiplayer per esigenze di fatturato no, sono costrette ad assecondare: è importante ciò che vende (come i confronti Ps3360) non ciò che si comprerebbe.
    Sui lavoratori Rockstar, tralasciando che in Usa lo sciopero è un attentato comunista alla libertà di sfruttamento punito con 6 anni di Shinobi Ps2, dico io ci vuole tanto a scioperare in blocco? Se i lavoratori per primi non hanno interesse a far valere i propri diritti chi lo dovrebbe fare?

  • Fleym

    Bellissima puntata.
    Sono anch'io per togliere i voti da Bab3l. Io penso il problema sia nella testa di chi le legge le recensioni: quelle di film e musica non sono scritte per un pubblico di bimbominkia, quelle di videogiochi *devono*. Bab3l se ne può fottere, ma una realtà mainstream come Multiplayer per esigenze di fatturato no, sono costrette ad assecondare: è importante ciò che vende (come i confronti Ps3360) non ciò che si comprerebbe.
    Sui lavoratori Rockstar, tralasciando che in Usa lo sciopero è un attentato comunista alla libertà di sfruttamento punito con 6 anni di Shinobi Ps2, dico io ci vuole tanto a scioperare in blocco? Se i lavoratori per primi non hanno interesse a far valere i propri diritti chi lo dovrebbe fare?

  • Aleparty

    Bellissima puntata, e Fulgenzio è davvero un grande!

  • Josh

    Mano alzata e pacca sulla spalla a vito, che ci prende in pieno quando sottolinea come il momento idilliaco dell'industria dei giochini sia tale proprio perchè costruito a martellate sulle nerdiche spalle di sviluppatori, traduttori, designer tester e via dicendo….

    ..MA…

    diciamocelo, non è che questi trattamenti siano così fuori dall'ordinario da far gridare allo scandalo interplanetario; più dilazionati nel tempo forse, sicuramente con meno hype dietro, ma qualsiasi consulente informatico o medico specializzando (per citare due esempi che conosco) ci si trova invischiato un giorno si e uno no.

    Quello che veramente rode è vedere come il sogno bagnato di ogni videogiocatore, la vita lavorativa da tutti noi desiderata (“Dì a papà, che farai da grande?” ..” L'astronauta, lo spazzacamino o i giochi del computer”) sia in realta becera, menefreghista e così inglobata nel sistema.

    Un pò come quando sogni di fare il pornoattore e poi scopri che è una merda, che le riprese sembrano più incontri di boxe e che poi muoiono tutti di AIDS e depressione.

  • Josh

    Mano alzata e pacca sulla spalla a vito, che ci prende in pieno quando sottolinea come il momento idilliaco dell'industria dei giochini sia tale proprio perchè costruito a martellate sulle nerdiche spalle di sviluppatori, traduttori, designer tester e via dicendo….

    ..MA…

    diciamocelo, non è che questi trattamenti siano così fuori dall'ordinario da far gridare allo scandalo interplanetario; più dilazionati nel tempo forse, sicuramente con meno hype dietro, ma qualsiasi consulente informatico o medico specializzando (per citare due esempi che conosco) ci si trova invischiato un giorno si e uno no.

    Quello che veramente rode è vedere come il sogno bagnato di ogni videogiocatore, la vita lavorativa da tutti noi desiderata (“Dì a papà, che farai da grande?” ..” L'astronauta, lo spazzacamino o i giochi del computer”) sia in realta becera, menefreghista e così inglobata nel sistema.

    Un pò come quando sogni di fare il pornoattore e poi scopri che è una merda, che le riprese sembrano più incontri di boxe e che poi muoiono tutti di AIDS e depressione.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Fulgenzio mi sa che lo re-invitiamo. Magari facciamo “La Battaglia dei Quarantenni, Fulgenzio VS Renato.” Tra l'altro mi sa che avete in comune l'amore per i film ucraini. Quello per le fruste non so.

  • Renato

    Commenti e precisazioni:
    1) Gatsu vergogna che non conosci Il Nastro Bianco (Das Weisse Band), vincitore della Palma d'Oro a Cannes e del Golden Globe per film straniero, (quest'ultimo giusto ieri!)
    2) Il nomignolo del tizio che faceva sesso coi cavalli è Mr Hands (http://en.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Pinyan) non Mr Handy. Dalla vicenda è stato tratto un film, Zoo, premiato al Sundance Film Festival
    3) Fulgenzio è un grande! Magari un giorno lo incontrerò quando faccio la coda in Posta per ritirare la pensione.

  • Renato

    Commenti e precisazioni:
    1) Gatsu vergogna che non conosci Il Nastro Bianco (Das Weisse Band), vincitore della Palma d'Oro a Cannes e del Golden Globe per film straniero, (quest'ultimo giusto ieri!)
    2) Il nomignolo del tizio che faceva sesso coi cavalli è Mr Hands (http://en.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Pinyan) non Mr Handy. Dalla vicenda è stato tratto un film, Zoo, premiato al Sundance Film Festival
    3) Fulgenzio è un grande! Magari un giorno lo incontrerò quando faccio la coda in Posta per ritirare la pensione.

  • simonetagliaferri

    Infatti molti vecchi giocatori dei titoli Bioware disprezzano discretamente i vari Jade Empire e Mass Effect perché hanno imbarbarito il sistema che gestisce i rapporti tra i personaggi, fin troppo semplificato rispetto a titoli usciti anche molti anni prima.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Buono a sapersi, mi sa che prima o dopo devo recuperare almeno BG2. Detto questo non ha molta importanza che sia innovativo o meno, semplicemente mi sembra funzionare meglio che in Mass Effect, quindi benvenga.

  • simonetagliaferri

    Ho appena finito di ascoltare il podcast. Intanto grazie per le citazioni. Vorrei aggiungere solo una nota (non sulla questione voti perché ci sarebbe da dilungarsi troppo) sulle scelte morali e sui rapporti tra i personaggi in Dragon Age: in realtà tutto quello che vi è piaciuto è già presente nei Baldur's Gate (soprattutto nel secondo) e in altri giochi Bioware e Black Isle (oggi Obsidian… quelli di Neverwinter Nights 2, per intenderci), quindi di innovativo c'è ben poco.

  • CeLoX

    BABEL, sorry.

    Comunque per farla breve era sufficiente evidenziare il sottotitolo di questo sito. Non c'è sempre bisogno di giustificare tutto quanto.

  • http://www.facebook.com/people/Daniele-Pepe/1415298423 Daniele Pepe

    Grande ragazzi! grazie di avermi risposto su MGSOnline.

  • Francesco Miceli

    I video della mia mail:

    Io all'opera:
    In Double:
    http://www.youtube.com/watch?v=Vo4SFEExNZ8

    Single:
    http://www.youtube.com/watch?v=x8FysAOam3w

    Music Game serio (Beatmania IIDX)
    http://www.youtube.com/watch?v=iIkiKA7c … re=related

  • gazadi

    no certo, ma quello che intendo per critica è quella “roba seria”, un certo tipo di studio dell'opera, da diversi punti di vista.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Fermo restando che comunque non serve essere “professionisti” per fare una recensione analitica (“il gioco ha 20 armi da fuoco diverse, usa l'Unreal Engine, gira a 30fps, ha dialoghi curati, ecc…), basta avere un minimo di esperienza nel campo (vito raccontava in privato che su altri lidi un utente gli ha detto: “Scrivi cazzate, e comunque, cos'è una texture?”. Rendiamoci conto della gente che si permette di aprir bocca ^__^). A mio parere, è molto più difficile dare un'opinone su un gioco piuttosto che limitarsi a descriverlo, ed è sia più interessante da scrivere che da leggere. Poi oh, ci devono essere recensioni per tutti i gusti, come è giusto.

    Ad ogni modo, la rivista di chiama BABEL, il 3 nel nome è fortunatamente un retaggio del passato dovuto a necessità pratiche (il nome babel su splinder era preso) che stiamo cercando di eliminare dalla memoria collettiva.

  • CeLoX

    Secondo me state mettendo troppa carne al fuoco, il problema voto è diverso dal problema recensione. Per esempio ho notato solo di recente che Bab3l ha il voto (che comunque continuo a ignorare, secondo me potreste anche permettervi di toglierlo) e mi sono sempre limitato a leggere la recensione pensandola come una rivista alla “nextgame”.

    E' evidente che il punto del discorso è il target a cui si rivolge la rivista. In questo senso, nonostante una mia precedente critica a una recensione preso dalla foga del fanboysmo (ghgh) posso capire che una rivista come Bab3l rivolgendosi a un pubblico maturo, volendo anche di nicchia, se ne frega un po' di essere una sorta di guida all'acquisto ma preferisce semplicemente fornire un punto di vista su un titolo, a prescindere dall'oggettività, e si diverta a lanciarsi in seghe mentali. E' ovvio che se uno la legge per farsi un'idea di cosa acquistare andrà sicuramente a leggere recensioni di siti più mainstream dove si illustra il gioco anche per quel che offre, al pari di chi recensisce un film parla degli attori e della trama, e soprattutto chi lo fa viene pagato.

    La questione professionalità è una questione abbastanza complessa, alla fine probabilmente non contano soltanto gli anni di esperienza ma la quantità di titoli giocati in quegli anni sui diversi sistemi. E chi da al cosiddetto esperto il diritto di valutare un'opera? boh, probabilmente un caspio di nessuno, ma non è nemmeno un problema così importante. Come dice il Bittanti spesso è sufficiente il fermento dei forum.

    Mi piacerebbe solo, dato che ormai la qualità tecnica si sta livellando verso l'alto, vedere recensioni focalizzate maggiormente su ciò che offre in più un videogioco: gameplay e più in generale modalità di interazione e l'effettivo divertimento/interesse portato.

  • http://twitter.com/BraunLuiss Luigi Marrone

    Quanto è vero. A ben pensarci molti dei miei acquisti videoludici son motivati da pulsioni totalmente simboliche. Oltre i voti, recensioni, ecc.
    Bayonetta ad esempio lo acquisterei per l'alta e raffinata simbologia culturale che introietta in me. Cultura porno, intendo.
    Nel metterla cosi però la gente s'inquieterebbe di sicuro, puoi starne certo.
    Chissà perchè.
    ;-)

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    C'è ancora, ma cerchiamo di usare tutta la scala dei valori e non quella dall'8 in su. Vito citava un esempio di un forum dove gli utenti si incazzavano perchè Assassin's Creed 2 aveva preso 91 e non 92 o 93. Per me è abbastanza significativo della degenerazione della scala di valori. Un gioco che prende 80 in moltissimi siti è un gioco appena sopra la sufficienza.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    C'è anche da dire che finchè valutiamo i giochi come fossero nuovi modelli di macchine fotografiche (quanti scatti al secondo, qualità delle lenti, definizione dell'immagine, resa dei colori…) non è che andiamo molto lontano. Ferruccio diceva una cosa interessante: puoi recensire un film parlando solo degli attori, o solo degli sviluppi della trama, o solo del simbolismo presente nella pellicola. Se lo fai per un videogioco la gente si inquieta. Perchè?

  • http://twitter.com/BraunLuiss Luigi Marrone

    Quanto è vero. A ben pensarci molti dei miei acquisti videoludici son motivati da pulsioni totalmente simboliche. Oltre i voti, recensioni, ecc.
    Bayonetta ad esempio lo acquisterei per l'alta e raffinata simbologia culturale che introietta in me. Cultura porno, intendo.
    Nel metterla cosi però la gente s'inquieterebbe di sicuro, puoi starne certo.
    Chissà perchè.
    ;-)

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    C'è ancora, ma cerchiamo di usare tutta la scala dei valori e non quella dall'8 in su. Vito citava un esempio di un forum dove gli utenti si incazzavano perchè Assassin's Creed 2 aveva preso 91 e non 92 o 93. Per me è abbastanza significativo della degenerazione della scala di valori. Un gioco che prende 80 in moltissimi siti è un gioco appena sopra la sufficienza.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    C'è anche da dire che finchè valutiamo i giochi come fossero nuovi modelli di macchine fotografiche (quanti scatti al secondo, qualità delle lenti, definizione dell'immagine, resa dei colori…) non è che andiamo molto lontano. Ferruccio diceva una cosa interessante: puoi recensire un film parlando solo degli attori, o solo degli sviluppi della trama, o solo del simbolismo presente nella pellicola. Se lo fai per un videogioco la gente si inquieta. Perchè?

  • Marpo

    Perchè è uno sbaglio?
    Tu credi che ne videogiochi non ci sia proprio nient'altro oltre alla grafica, al gameplay e al sonoro?

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Dissento. Una recensione può e dovrebbe contenere elementi di critica, altrimenti stai veramente facendo la lista della spesa.

  • Anonimo

    critica e recensione sono due cose diverse comunque. Non credo che qua (e pure altrove) si punti alla prima, nemmeno per sbaglio.

  • Derringer

    Musica e cinema, come tutte le forme d'arte, sono caratterizzate da vari tipi di percorsi di studio che portano al riconoscimento di un titolo, una qualifica che simboleggia la competenza in quel campo; tranne rare eccezioni, solitamente chi recensisce una prestazione canora piuttosto che uno spettacolo teatrale è qualcuno specializzato ed esperto nella critica di quel settore (e questo lo so bene perchè in teatro ci lavoro).
    Non è così per i videogiochi, dove i recensori al massimo possono contare su un'esperienza amatoriale decennale per quanto riguarda il videogaming ma non esiste un vero percorso professionale in tal senso, almeno non ancora..

    Per me ostinarsi a voler considerare lo scenario videoulico al pari di uno scenario artistico di più ampio spettro (magari teatrale, giusto per fare un esempio diverso) è uno sbaglio, d'altronde credo lo sappiate bene anche voi.. il numerino al fondo di ogni recensione di Babel c'è ancora o sbaglio?

  • http://www.singleplayercoop.com/ ferruccio

    Derringer, ti stai incartando. Quindi le recensioni di musica e cinema di solito le scrivono critici d'arte?

  • gazadi

    non per questo ci si dovrebbe rassegnare a leggere lunghi elenchi di caratteristiche conditi da qualche aggettivo, ben vengano altri modi di intendere la recensione.

  • Derringer

    Si ma la differenza fondalmentale è che musica e cinema sono considerate forme d'arte, e i critici d'arte sono ufficialmente esistenti e riconosciuti; lo scenario videoludico invece è assai diverso

  • gazadi

    mi chiedo però a chi interessi ancora leggere le recensioni, sono quasi più noiose di un qualsiasi libro di educazione civica.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Scusa Derringer, non esiste nemmeno un titolo di studio ufficiale per scrivere recensioni di musica, nè di cinema. Al massimo “giornalismo”, ma fra il “saper scrivere” e il “saper dire qualcosa di interessante” su un disco e un film ce ne passa. Anche storia del cinema e della musica aiutano, ma nemmeno troppo, credimi. Come diceva vito, la qualità dei giochi è “tecnicamente” così alta ormai che a ragionare per giocabilità-longevità-grafica-sonoro dal 7-8-9-10 veramente non se ne esce. Il 90% dei giochi sta in quella fascia, per il semplice motivo che giochi veramente brutti nemmeno li pubblicano più. Con un approccio mirato, più critico e non meramente a “check-list”, possiamo invece avere delle recensioni più sfaccettante, magari meno comprensive, ma sicuramente più interessanti.
    Anche perchè, chiariamoci, a fare l'elenco praticamente stai ricopiando la press release del publisher, magari adeguandoti a priori alla media di metacritic per non fare la figura del pirla.

  • gallo177

    la nuova rubrica per vedere quanto si è nerd è stupenda, la prossima volta la voglio su vito!! :D

  • Derringer

    Recensioni;
    Vi ho ascoltato fare un confronto fra le recensioni dei film e delle canzoni (solitamente prive di voti) con quelle dei videogiochi (dotate di voto). Vi siete chiesti anche perchè l'utenza si ostini a voler leggere delle recensioni “oggettive” e descrittive nei confronti del gioco (numero di macchine, ore di gioco etc..).
    Vi do il mio parere partendo da quest'ultimo punto:
    Non esiste una laurea in videogaming così come di fatto non esiste nulla che possa qualificare una persona come oggettivamente esperta di videogiochi se non gli anni di esperienza (che ovviamente non possono essere universalmente riconosciuti e non hanno la valenza di un titolo di studio); questo vuol dire che non esisterà mai una recensione oggettiva al 100%… ma attenzione! ciò non significa che “ci si possa permettere” di elargire recensioni ufficialmente dichiarate come soggettive.
    A chi interesserebbe comprare una rivista dove il recensore si limita a dare un parere sul gioco? che senso avrebbe? che differenza ci sarebbe rispetto ai mille commenti leggibili sui forum di videogiochi?
    Non ci sarebbe differenza, è questo il problema; non sussistendo una qualifica che possa identificare il recensore come vero esperto di videogiochi, se questo si limitasse a darne un parere soggettivo non sarebbe diverso del primo stronzo che compra il gioco e lo commenta su un forum qualunque.
    La recensione perderebbe significato, non avrebbe più motivo d'esistere semplicemente perchè di leggere pareri fini a se stessi non fregherebbe quasi a nessuno (sopratutto se si parla di riviste a pagamento).
    Trovo invece che gli elementi informativi siano l'unica chiave possibile per dare ancora un senso alle recensioni di videogiochi; se le recensioni videoludiche non possono far a meno di una componente soggettiva ma allo stesso tempo non possono ambire all'oggettività cristallina (perchè come dicevo prima non esistono esperti di videogiochi con una vera qualifica in tal senso), come possono allora darsi un senso? qual'è il possibile compromesso? il compromesso sta nel mettere alla base della recensione una descrizione di quei pochi elementi oggettivi che non possono essere messi veramente in discussione dal gusto personale (dettaglio grafico, longevità, gameplay etc..) e da li approfondire poi con eventuali commenti e idee proprie…. ma le fondamenta sono quelle e illudersi di non poterle descrivere è utopia.
    Film, canzoni e videogiochi non sono la stessa cosa, non hanno lo stesso pubblico, non hanno la stessa percezione e probabilmente non l'avranno mai… d'altronde sono prodotti intrinsecamente diversi, perchè ostinarsi a volerli considerare delle medesima pasta?
    Il fatto che le recensioni di videogiochi abbiano un voto li rende un prodotto intrinsecamente inferiore rispetto ad un cd musicale o ad un film?
    Io non credo sia così e non capisco questo desiderio di vederli trattati dalla critica nel medesimo modo…

  • Fraws

    Scaricando da Itunes ;D

  • http://twitter.com/Korez Enrico

    In download :D