La Tristologia di Navarrosh
Secondo appuntamento della Tristologia, che stavolta andrà a vagliare il peggio del peggio disponibile su piattaforma Microsoft. Ritroviamo una vecchia conoscenza che solo per decenza non andremo a recensire (Gravity Games), in compenso un certo eroe DC sembra aver avuto un oscuro passato.
Miami Vice
Scelto per il trittico semplicemente perché uno dei pochi titoli ad essere arrivato miracolosamente anche da noi, e quindi tra i pochi con abbastanza informazioni per parlarne. Una sola recensione, non si capisce se per necessità o per pietà. Ma d’altronde per un redattore recensire giochi di merda è un po’ una disgrazia. O una missione a seconda della rubrica. Di ‘Vice’ bastava la City di Grand Theft Auto, ma evidentemente qualcuno in Atomic avrà pensato che riesumare una serie anni ’80 per farne un videogioco fosse una buona idea, immagino non abbiano mai visto il trattamento videoludico riservato a Supercar (Knight Rider). Sarà, ma secondo me fare uscire il gioco direttamente a prezzo budget è già di per sé una mezza ammissione di colpa. Crockett e Tubbs sono i protagonisti di questo gioco che con il senno di poi si rifarebbe a Army Of Two, ma che per qualità sparatorie potrebbe essere paragonato a Lone Soldier. Povera grafica, povero sonoro, povero gameplay, povera telecamera, poveri noi. Di giochi così ne abbiamo visti e ne vedremo ancora. Nemmeno Miami Vice sembra così terribile quando vuole, ma non credo di ricordare un gioco in cui un cattivo, ricevuto una pallottola, si ritrova a terra spalmato senza un’animazione in mezzo, come in stile Automan. Momento clou: appena morti a causa di una telecamera che fa quel che gli pare, vi verrà chiesto di ripetere tutto il livello d’daccapo, con vostra gioia e divertimento. Ehm.
sviluppatore: atomic planet
produttore: davilex games
uscita: 2004
Aquaman: Battle for Atlantis
“Somebody save him” si potrebbe dire parafrasando un verso della colonna sonora di Smallville, nota serie di supereroi per ‘tineigier’ capace di far sembrare Heroes una trasmissione culturalmente impegnata. Nel cappello introduttivo non stavamo alludendo a Batman, che pure con Dark Tomorrow aveva toccato il fondo ma non aveva per nulla iniziato a scavare, come Metacritics e soci lasciano supporre. Protagonista di questo gioco è invece Aquaman, cugino anfibio dell’uomo in calzamaglia, nella sua prima, e probabilmente ultima apparizione videoludica. A dire il vero Mobygames ci svela un precedente titolo nel ‘96, ma visto il voto affibiatogli, direi che è meglio non infierire. Non parte con il piede giusto questo Aquaman se il primo livello è intitolato ‘Disturbing Development’. Il senso del gioco è sostanzialmente questo: premere ‘A’ per fare avanzare l’avatar tra città sottomarine deserte. Di tanto in tanto saltano fuori nemici, in solitaria o accompagnati da scagnozzi e ostaggi da salvare, a quel punto premere ‘A’ per eliminare ¾ dei nemici su schermo schiacciando il pulsante a random sperando di colpire qualcuno. Avanzare con ‘A’ verso il nemico successivo. Fondamentalmente il gameplay non sembra troppo dissimile al tristemente arcinoto Superman: Man Of Steel. Siamo sotto l’oceano ma in Aquaman il suono si propaga come nello spazio, ovvero non si propaga. Nessun effetto, nessuna parte parlata (visto che la storyline si protrae tramite fumetti), giusto una musichina a condire il tutto. Aquaman è disponibile anche per GameCube, come dire: uniti nella disgrazia!
sviluppatore: lucky chicken games
produttore: tdk mediactive
uscita: 2003
Drake of 99 Dragons
Come per la volta scorsa, ho lasciato per ultimo il titolo al top della flop ten in entrambi Metacritics e Gamerankings. Dopo aver avuto modo di provarlo in versione PC, se da un lato posso confermare la demenza di certe scelte di design, dall’altro inizio a dubitare dei gusti degli ‘ammeregani’ che hanno relegato il titolo forse fin troppo in fondo alla classifica. Drake è fondamentalmente Max Payne in cel shading e con controlli con evidenti problemi di stitichezza. Ma di quelli forti direi, talmente forti da cancellare qualsiasi elemento di pregio all’interno del gioco e rendere ogni fase di azione andata male involontariamente tragicomica. Il sonoro non aiuta, l’unico suono che sentirete per tutta la durata del gioco sarà un “Nooo!” in fase di morte dei nemici, palesemente sintetizzato e irritante come pochi. Tecnicamente Drake non sfigura affatto contro altre produzioni, soprattutto nelle ambientazioni più che discrete sebbene un po’ ripetitive e nelle fasi di distruzione dove parecchi oggetti volano su schermo senza che il motore grafico ne risenta troppo. Peccato però che ciò non basti. Sembra quasi che grafica e level design siano stati realizzati da un’altra software house, lasciando agli Idol il compito di portare a termine il progetto. È davvero incredibile come ambientazioni che virtualmente avrebbero potuto dare molto di più siano state di fatto sprecate. Menzione di disonore del mese vede Gamespot assegnare al titolo la valutazione di secondo peggior gioco di sempre dopo il celeberrimo Big Rings, che sicuramente tratteremo in una delle prossime Tristologie.
sviluppatore: idol fx ab
produttore: majesco
uscita: 2003
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