Motorstorm Arctic Edge

16 dic 2009 di

Ghiaccio, fango e ancora ghiaccio

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Non ho ancora ben chiaro da cosa nasca la tendenza generale a sottovalutare la serie Motorstorm di Evolution Studios nonostante i pareri positivi di critica. Se il primo Motorstorm, titolo di lancio di PlayStation 3, soffriva di qualche carenza tecnica e di un track design buono ma migliorabile, il secondo ha quasi azzerato completamente i difetti risultando IL racing game arcade meglio concepito da anni a questa parte. Le aspettative per l’episodio portatile erano quindi molto alte, e il risultato è probabilmente il migliore possibile, tenendo conto delle differenze tra PlayStation Portable e PS3, di fatto motivo principale di alcuni dei cambiamenti dell’impianto di gioco.

Seppur di dimensioni ragguardevoli, le piste non offrono più la vastità di percorsi alternativi che nella serie madre erano specificatamente studiati per adattarsi alle prestazioni di una determinata vettura. Questo aspetto limita, seppur di poco, la pre-tattica nello scegliere non solo il tipo di mezzo, ma anche le (ridotte) vie alternative durante la gara, cosicché le differenze tra vetture e percorsi hanno un minore impatto rispetto al passato. A limitare ulteriormente il tatticismo contribuisce la decisione di diminuire le aree di raffreddamento del motore, ora meno frequenti ma anche meno visibili. Sono ancora presenti i classici tracciati fangosi con pozze, ma data l’ambientazione glaciale del titolo, la gran parte delle aree di raffreddamento sono rappresentate da sezioni di neve soffice difficili da individuare rispetto al resto del manto innevato. Di contro, quando viaggiano su tracciati gelati le vetture hanno un più lungo tempo di riscaldamento rispetto che negli altri tracciati.

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Le modifiche alle vetture sono solo di natura estetica, ma sono comunque utili per differenziarvi nelle gare online

Nonostante il minor numero di biforcazioni, le piste sono in numero maggiore rispetto agli altri episodi e tuttavia estremamente curati, nonostante la grandezza media di questi sia superiore alla concorrenza. Dieci auto con una modellazione sopra la media scorrono in tutta tranquillità e a velocità folli senza battere ciglio, tant’è che viene il dubbio che sia Motorstorm e non Gran Turismo (che ha sì un maggiore impatto, ma un terzo delle vetture, della velocità, della grandezza dei tracciati) il racing tecnicamente più valido attualmente per PSP. Il numero di gare è davvero elevato, in alcune di queste inoltre dovrete non solo vincere la gara, ma raggiungere un determinato obbiettivo per sbloccare altre vetture e parti di ricambio, così come accadeva nei precedenti episodi. Dopo che lo avrete finito – e ce ne vorrà di tempo – la modalità online a 6 giocatori renderà il gioco virtualmente infinito, a patto di trovare nel solitamente deserto PlayStation Network giocatori disposti a prendervi a sportellate o che non si lascino intimidire dall’impossibilità di creare una partita chiusa che renda più facile organizzare sfide tra i soli vostri amici.

Il comportamento della vettura è stato leggermente semplificato, i solchi non sono stati implementati ma in pochi ci faranno caso, mentre le classi delle vetture non sono più così selettive ma nemmeno troppo appiattite. Mancano però le sportellate o i cazzottoni da rifilare all’avversario, eliminati dato l’insufficiente numero di tasti. La curva di difficoltà è meno ripida, ma tende ad impennarsi esattamente come negli altri Motorstorm. Le prime 10-15 gare le supererete quasi a occhi chiusi, subito dopo, però, le cose si faranno più difficili.

Raggiungere su PSP il tatticismo e il bilanciamento rasenti la perfezione dei precedenti Motorstorm (soprattutto il secondo) era impossibile. Forse in futuro BigBig spremerà ancora di più le capacità di PSP e ficcherà dentro ciò che è attualmente rimasto fuori per problemi tecnici. Ma tenendo conto delle sue capacità, l’obbiettivo di confezionare un arcade che ricreasse lo stesso feeling, sia offline che online, è stato raggiunto. Avessimo detto niente. [8]

piattaforma: psp, ps2
sviluppatore: bigbig Studios
produttore: scee
versione: pal
provenienza: inghilterra

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  • http://SitoInternet Giso

    D’accordo su tutto! Non capisco nemmeno io perchè questa saga sia cosi sottovalutata.. io la considero essenziale e divertentissima.. sinceramente hai ragione su tutto, ma mi pare difficile che da psp e ps2 si potesse spremere ancora qualcosa.. e se su psp il gioco si insinua nel tentativo di fare di psp una “piccola ps3″ mettendo dei franchise nextgen come LBP o assassin’s creed, su ps2 rappresenta un tentativo azzeccatissimo di tenere in vita il monolito nero con titoli che dopo 10 anni sono ancora validi, nonchè bellissimi.. e avrete visto che la versione ps2 non ha l’online ma ha una gestione di ombre e riflessi commovente.. per me sono da 9 tutte e due le versioni.
    immortale