Brütal Legend

13 dic 2009 di

Jack of all trades, master of one

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Ho rinnegato da anni il metal, Psychonauts non l’ho mai giocato e Jack Black ha rotto il cazzo. Brütal Legend non è propriamente un gioco difficile da recensire quando sei così distante dal suo bacino d’utenza da vederlo in low LOD. Intendiamoci subito, però, mettere le mani avanti non è affatto d’obbligo: non importa a nessuno sapere se recensire l’ultima creazione di Tim Schafer sia più o meno difficile, tanto meno sapere se sia uno di quei fantomatici giochi che si amano o si odiano. Brütal Legend non è nulla di tutto questo, suvvia: Brütal Legend è una partita a scacchi, seduti su una grancassa a doppio pedale. E io amo gli scacchi.

Facile perdonarvi se aveste scambiato le avventure del roadie Eddie Riggs per un ennesimo tentativo di riempire un sandbox con un qualcosa che non sia la solita sabbia. Magari le avete scambiate, invece, per un hack’n'slash con schitarrate magiche. Oppure non c’era nulla da fraintendere perché voi, la fuorviante demo che ve lo spacciava come un driving game con la fisica sotto i piedi, manco l’avete scaricata. Beh, non è colpa vostra se lo avete evitato come una conferenza Nintendo, ma lasciatevi spiegare perché non avete capito un cazzo.

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E fu così che ho riscoperto dopo anni il metal, ho ordinato una copia di Psychonauts e Jack Black ha comunque rotto il cazzo

È vero, certo, Eddie Riggs picchia come un fabbro vichingo e balla sulle sei corde con l’eleganza di uno Slash in attesa della pioggia novembrina, chiuso fuori dalla chiesa. È vero, anche, che c’è un mondo intero là fuori che lo aspetta con le sue quattro ruote, dove puttane da montare e papponi incazzati sono stati rimpiazzati da stambecchi da montare e pantegane incazzate. E sarebbe anche inutile far finta che l’assenza di un radar con vari blip multicolore da seguire/aiutare/probabilmente uccidere, si traduca in nuove meccaniche e/o soluzioni di gioco. È tutto vero, insomma, Brütal Legend s’infila sotto le coperte di chiunque gliela dia e le prova tutte, dal God of War dei poveri al Guitar Hero degli impediti, ma questi sono solo gli inevitabili preliminari per vincere le emicranie di lei.

Brütal Legend vive e muore sul palco. E sul palco inizia, il vero Brütal Legend, ma non quello di una lunga introduzione dove Jack Black riesce quasi a convincerci che essere un roadie non sia l’equivalente maschile di fare la groupie. No, il palco scelto da Tim Schafer per dare un perché alla sua rock opera arriva ben più tardi – troppo tardi, si lamenteranno i posteri – quando ormai Cesarini è nel camerino e il sound check ha estenuato pure gli irriducibili in prima fila con uno smemorato tutorial che dà tutto per scontato. Qui, lontano dalle ingombranti ombre di chi ci è già passato per quei generi, Eddie Riggs si trova finalmente costretto a fare qualcosa di nuovo, perdio! Era dai tempi di Battle Chess per Amiga che non trovavi così sbagliato e appagante mandare i tuoi pedoni verso morte certa. E non è una frase fatta, è proprio ‘certa’ questa morte, perché state giocando a Brütal Legend, precisiamo, non a Normal Legend: avrete anche rinnegato il metal, ma non siete dei poser. E si muore sul palco di Brütal Legend, oh yeah, si muore alzando il braccio in segno di fallo prima, si muore riabbassandolo quando la vostra autostima vi avrà tolto la parola poi. Ah, morire, fallire, rialzarsi… in quale cassetto li avevate messi?

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Come perdere a Brütal Legend #666: Selezionare il solo di chitarra sbagliato davanti a una nuova erezione di fan. Perché la ruota sarà pure stata inventata nel paleolitico, ma come ‘forma’ da dare a un menu di scelta ‘rapida’ (per usare un eufemismo) è puro masochismo

Scacchi e metallo. Il primo della variante speed, il secondo no, piuttosto della variante di chi più ne ha più ne metta, per fortuna delle orecchie di chi ha già perso la verginità. Scacchi in disarmante velocità, bene ribadirlo, perché una volta che inizia la battaglia fra il palco di Riggs e quello dell’ultimo omaggio a trent’anni di metal, sarete fortunati se avrete il tempo di spiccare i primi passi, figurarsi riuscire a vedere tre mosse in avanti. Rimpiangerete ben presto la possibilità di poter pianificare il da farsi al riparo di un comodo menu di pausa, nel frattempo, vi starete squarciando la gola a destra e a manca sul campo di battaglia. Gli occhi vigili, per decifrare fumettose icone a schermo che solo un giorno vi diranno dove andare meglio di un GPS; le orecchie in ascolto, per captare suoni e suggerimenti che vi diranno cosa fare ancora prima delle icone di cui sopra. Finito il tempo del mandarlo a dire, inizia il tempo del mandarlo all’altro mondo: Eddie Riggs sfodera l’ascia bipenne (senza penne, in effetti, ma pur sempre infuocata, fulminante, grondante sangue, etc.) e di colpo il rumore del campo di battaglia si fa infinitesimale, sarà il metallo a cantare per voi. Di colpo, il God of War dei poveri e il Guitar Hero degli impediti diventa saggio game design.

Brütal Legend vive e muore sul palco, dicevamo. Finita la battaglia il bastione di carte tirato su da Double Fine Productions ritorna a mostrare il fianco a un discreto elenco di difetti che bagneranno i sogni giornalistici di tutti noi cagacazzi là fuori. Da una realizzazione tecnica che non sai bene come descrivere se non con un certo imbarazzo, a semplici fregnacce come l’assenza di un tasto per poter saltare là dove l’unica sua giustificazione sarebbe stata un ‘perché sì’. Come sempre, se il bastione crollerà o meno dipende da quanto vogliate soffiarci contro. Ma non guardate me, io il fiato l’ho finito sul campo di battaglia, dopo averlo trattenuto tutte le volte che piombavo in mezzo alle truppe nemiche per sparagli un assolo-spolpa-faccia in… beh, in faccia. Sarà stato il vederli contorcere ogni volta dal più dolce dei dolori, ma l’assenza di ossigeno non è mai stata così piacevole. [9]

piattaforma: 360, ps3
sviluppatore: double fine productions
produttore: ea games
versione: pal
provenienza: usa

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  • Overheadkianko

    peccato che ad un tratto diventi uno strategico…

  • http://www.youtube.com/user/VGinternetional Francesco Urbano

    Gioco che secondo me attira a persone a cui piace il genere. La grafica molto simile a giochi per PS2, non è del tutto eccelsa. Però oltre a questo gioco, testi e storia molto divertenti.

  • http://SitoInternet lord matlei

    Che dire giocato è piaciuto, i giochi di Tim sono un pòcosì se ne fregano di piacere fanno quello per cui sono stati creati senza voltarsi indietro a guardare le critiche. Nel bene e nel male sono un mondo ludico a parte.
    infine penso che un seguito non ci sarà mai visto che di solito il nostro Tim non rilascia seguiti, anche se sono galline dalle uova d’oro.

  • http://SitoInternet Stefano Lucchi

    Personalmente considero Brütal Legend è una delle più grosse occasioni mancate da un bel pò di tempo a questa parte.. Il mondo di gioco è vasto ma vuoto, le missioni secondarie sono tutte uguali (anzi, nella maggior parte dei casi è proprio la stessa ripetuta una miriade di volte) e le fasi simil-strategiche sono piuttosto macchinose da gestire.
    Peccato perchè il gioco ha carisma da vendere e una colonna sonora da strapparsi i capelli. Speriamo che un eventuale seguito corregga i difetti di questo titolo, intanto aspettiamo la dlc “vera” che verrà rilasciata a giorni.