Uncharted 2
Quando si mangiano cucchiaiate di Nutella, si ha quella sensazione di pienezza in gola data dalla densità sovrannaturale della crema spalmabile. Io quella sensazione l’associo alla soddisfazione ultima, nel senso che è oggettivamente impossibile provare una sensazione di gusto più intenso mangiando del cioccolato. Uncharted 2 è la Nutella del videogioco. Non nel senso che provoca problemi di stomaco dopo qualche ora, ma perché è uno dei giochi più intensi che abbia mai giocato.
Non c’è bisogno di raccontare per l’ennesima volta la storia dell’avventuriero Nathan Drake. Il suo carattere un po’ Harrison Ford, un po’ Bruce Willis e un po’ Ugo Fantozzi è ormai familiare a chiunque non sia stato rinchiuso in una grotta negli ultimi mesi. La cosa interessante, piuttosto, è che Uncharted 2 ha un approccio alla storia, ai dialoghi e all’ambientazione fuori dal comune, almeno in campo videoludico. Il timone dello svolgimento, infatti, non è comandato dagli eventi, ma dai personaggi. Nei giochi di avventura di solito i personaggi reagiscono agli eventi. Qui, più che esserci uno svolgimento dell’avventura, ci sono degli eventi prodotti dalle interazioni fra le personalità di Nathan e soci. La differenza è sottile in teoria ma visibilissima in pratica. Più che aver voglia di sapere cosa succede dopo, in Uncharted 2 viene voglia di sapere cosa succede dopo ai personaggi.
La grafica è da costante slogamento di mascella. La quantità di dettagli a schermo e la grazia artistica di fotografia e composizione fa sembrare qualsiasi altro gioco bruttarello
Dal triangolo amoroso fra l’eroe, la femme fatale e la brava ragazza, fino all’antagonista cattivone che ha il braccio destro stronzo, per arrivare alla spalla comica con la personalità da vecchia canaglia, in Uncharted 2 ci sono tutti gli stereotipi mai creati a partire dalla letteratura pulp di inizio secolo. Eppure non importa. Bastano i dialoghi (scritti bene e recitati meglio) e le caratterizzazioni azzeccate ad elevare il titolo sopra la maggior parte dei giochi d’azione odierni. E, considerate le differenze, al di sopra di gran parte dei film d’azione. Uncharted 2 è un fumettone che appassiona, non privo di finezze narrative e di qualche azzeccata pennellata psicologica.
E poi c’è il gioco. La sensazione nutelloide di pienezza, di intensità fuori misura è data tanto dal miglioramento di controlli e meccaniche rispetto al primo episodio quanto da dei valori di produzione mai visti. La prima volta che l’intero scenario si modifica attorno ai personaggi in tempo reale, senza che si entri in una cut-scene, è uno di quei momenti di cui un giorno gli storici del videogioco parleranno. Impossibile descrivere la parte giocata di Uncharted 2 senza rovinare sorprese. Basti dire che il misto shooter-action-avventura e platforming leggero viene declinato in ogni possibile modo. Rispetto al primo, Naughty Dog ha coraggiosamente abbandonato la struttura ‘a stanze’, a minisfide con ondate di nemici. Qui è tutto più dinamico e ogni livello pone l’accento su un diverso stile di gioco. A volte bisogna trovare il modo di abbattere un nemico molto più forte di noi in un ambiente che offre spazi verticali e ripari. A volte bisogna fare del proprio meglio contro squadre di nemici in ambienti aperti. A volte si va di soppiatto, a volte si creano esplosioni come neanche un film di Schwarzenegger degli anni ’80. L’incedere di Nathan non è però quello delle montagne di muscoli dei vecchi film d’azione. Nathan inciampa, sguscia, sgattaiola e ce la fa sempre per un pelo. Naughty Dog ha rifinito alla perfezione quella sensazione tipica dei vari Die Hard, con un eroe che è sempre sul punto di non farcela ma che riesce comunque a portare a casa la pellaccia.
La storia riguarda i viaggi di Marco Polo. Purtroppo nessuna visita a Venezia: la quasi totalità del gioco si svolge in Asia
Chi amava i numerosi scontri tattici fatti di quintali di nemici può rivolgersi al multiplayer. A parte una competente ma forse non proprio fondamentale modalità competitiva, è la modalità cooperativa che contiene il valore sulla lunga distanza di Uncharted 2. Si tratta di mini missioni a obiettivi o di progressive ondate di nemici da affrontare in due o in tre giocatori. In questa modalità si può ritrovare lo spirito genuinamente arcade che puntellava il primo Uncharted: superare con un amico una missione particolarmente difficile o mettere in atto strategie con fuoco di copertura e accerchiamenti è l’ennesima sfaccettatura di un gioco d’azione immenso. A dare ulteriore solidità alla proposta, c’è l’immancabile sistema di perks e potenziamenti da sbloccare che ormai tutti i titoli online sfoggiano.
Uncharted 2 colpisce con l’inerzia di un treno. È un gioco da giocare tutto d’un fiato, senza aiuti e alla difficoltà più alta fin dall’inizio, una giostra intensissima e un gioco online dalle gambe lunghe. È un’avventura con l’ingenuità e lo spirito giocoso (ma non stupido) che il cinema d’azione sembra aver perso. È un gioco-film tanto quanto un gioco-gioco. È IL gioco d’azione di questa generazione. [10]
piattaforma: ps3
sviluppatore naughty dog
produttore: scea
versione: usa
provenienza: usa













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