Fatality

19 ott 2009 di

Fatality

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Non sapevo nulla di Fatale fino a due giorni fa. Come me, molti di voi non hanno sentito mai parlare di un videogioco basato sulla Salomé di Oscar Wilde, una tragedia a sua volta ispirata da un episodio della Bibbia. Probabilmente non sono nemmeno il solo a scoprire nel 2009 di questa donna bellissima che balla per poter baciare la testa mozzata di Giovanni Battista. Eppure Fatale esiste, è già disponibile e il chiacchiericcio di chi ha voluto scommettere sugli autori di The Path comincia a farsi sentire tra le mille grida di Internet. Perché il digital delivery funziona al contrario. Le chiassose e ottimistiche anteprime dei prodotti ad alto budget vengono sostituite da giudizi concreti. Giudizi liberi da mesi di aspettative e promesse, e che non sono condizionati dai troppi soldi versati alla causa. Giudizi che spingono avanti chi ha davvero qualcosa da dire e non chi ha parlato di più in passato. A tre anni dalla fine del mondo, i videogiochi hanno finalmente scoperto la potenza del passaparola. Ma non è la capacità di comparire di soppiatto che mi colpisce e intriga di più di questo nuovo mercato da quattro soldi. Fatale è tratto da un’opera teatrale di un gay ispirata dalla Bibbia, l’unico testo abbastanza vecchio da ammettere spoiler senza rompicoglioni al seguito. Non c’è nessuno al mondo disposto a investire un DVD su un progetto simile. Eppure Fatale può esistere e sperimentare con la visuale, le parole e le emozioni del giocatore come se di lui non gli importasse nulla. Il videogioco sotto i 10€ può fregarsene del parere di chi lo acquista perché, quando ti accorgi che non ti piace, ti ha già scaricato la carta di credito. Ed è solo senza paracadute che si può volare fin dove nessun altro può arrivare. Solo senza rete di protezione puoi evitare che Dante si trasformi in un cyborg attira polemiche. Mentre avanza un mondo che il disco non può permetterselo, ce n’è un altro che vuole solo risparmiarlo. La grossa distribuzione si indigna con Sony rigettando la PSPgo e non è difficile capire le motivazioni di chi raccoglie il cotone per il golfino di qualcun altro. Indietro non si torna, però, e scommetterei tutti i miei averi su infiniti store online piuttosto che sulla vita del formato fisico. Sulla possibilità che gli stessi siano il viatico per una riduzione dei prezzi, però, non punterei neanche cento lire.

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