Colin McRae: Dirt 2

17 ott 2009 di

Guerra e fango!

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Quando un videogioco di rally si scorda di inserire al suo interno una vera modalità rally, capisci che è tempo di rivedere le tue priorità. Colin McRae: Dirt 2 non è certo un gioco pigro e l’assenza si fa presto dimenticare tra le 100 prove di una carriera esemplare, ma bastava un poco di zucchero per far felici me e un sacco di gente come me, perché ignorarci?

Su due piedi, non quattro, il gioco sembra essere la fotocopia spiccicata del suo predecessore. Invece no, a guardarlo bene ti accorgi che le ambientazioni sono più brutte. Si scherza, ma, di fronte a un motore video più solido, stupisce il passo indietro di colori e fotorealismo. Il primo Dirt saltellava sullo sfondo, ma non dava mai l’impressione di voler rivaleggiare con le tinte di Motorstorm e famiglia. Tra le nove ambientazioni presenti, invece, forse solo la Cina riesce a impressionare.

Anche il controllo delle vetture, stavolta in meglio, ha cambiato direzione. Se a livello normal nulla sembra essere cambiato, infatti, con quello successivo si passa a un gioco meno domabile e teleguidato. I superfreni spariscono e lasciano il posto a un sistema di guida semplice ma pure appagante. I buoni risultati non tardano ad arrivare, eppure l’errore drammatico è sempre a un tiro di schioppo. Vince allora il replay mode, già visto in Grid e sui blocchi di partenza di Forza Motorsport 3, perché capace di rendere godibile un gioco altrimenti frustrante. Anche la leggerezza delle auto ha subito variazioni. Si ha ancora il dubbio di scivolare sul ghiaccio, ma lo stesso non vale per tutte le tipologie di vetture. Se le jeep si inchiodano al percorso, infatti, le buggy devono morire. Nonostante si riesca quasi a padroneggiarle dopo cento ore di gioco, devono morire. L’asfalto resta un punto debole, ma si ha poco tempo per fare a botte con il suo assurdo feeling.

Assolutamente da manuale la carriera. Gare mai troppo lunghe si danno il cambio con incredibile varietà di scenari, circuiti e modalità. Quasi totalmente libera, lascia spazio alle manovre del giocatore che può scegliere dove e in che modo passare la giornata. Poco convincente la ‘gate crasher’ che si sculaccia con troppa facilità limitandosi a raccogliere tutte le sagome e non preoccupandosi affatto del tempo. Insensate le gare a squadre con i compagni del computer, davvero ho poca voglia di fare amicizia con le voci registrate di atleti da strapazzo. Tra qualche chiacchiera e un’animazione di troppo nei menu, però, le ore passano spensierate e la noia si prende la sua buona dose di sportellate.

Riuscito anche l’online, con pochi fronzoli e tanta voglia di correre. Chi vuole evitare la macedonia di lamiere della prima curva, può dedicarsi alle sole modalità a tempo. Chi è abbastanza uomo, invece, può rispondere al fuoco e, per una volta, gettarsi nelle braccia della fagiolata.

Peccato per la pessima gestione del denaro, sempre a disposizione in eccesso. Peccato per la splendida visuale interna, inutilizzabile senza un sistema di icone colorate e peccato per il bilanciamento della difficoltà farfallino, lasciato in balia del giocatore e alla sua abilità in ogni prova. Quello che resta è un ottimo Dirt 2 che ha parecchio da insegnare a chiunque su come si debba costruire una carriera offline. [8]

piattaforma: 360, ps3, pc
sviluppatore: codemasters
produttore: codemasters
versione: pal
provenienza: uk

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