Need 4 Speed Shift

15 ott 2009 di

Bisogna ricominciare!

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Qualche tempo fa, in occasione della recensione dell’ultimo Need 4 Speed (Babel 012), ci eravamo lasciati consigliando al franchise di prendersi una pausa e di rinfrescarsi un po’ le idee, tali erano le brutture degli ultimi episodi rilasciati da Black Box (Carbon, Undercover). Non senza qualche dubbio abbiamo appreso la notizia che, dopo un’iniziale sospensione della serie, sarebbe uscito un nuovo episodio nemmeno un anno dopo. Dubbi che hanno iniziato lentamente a diradarsi dopo l’affidamento del franchise ad ex di Blimey!Studios, a loro volta ex di SimBin, i realizzatori di GTR e GT Legends.

No, Need 4 Speed Shift non è un diretto discendente delle meccaniche di gioco di GTR e soci. E sì, i risultati sono di gran lunga migliori di quelli ottenuti nell’episodio precedente. Il nuovo N4S non ha nulla in comune con gli altri episodi della serie (se non giusto qualche somiglianza con Pro Street) tant’è che se non fosse per il nome potrebbe essere persino scambiato per un altro gioco. N4S abbandona peregrinazioni in città e inseguimenti con la polizia per dedicarsi alle corse su pista, quelle dure e toste, dove ogni cosa deve essere settata al punto giusto. Complice anche il background degli sviluppatori, Electronic Arts sceglie per il nuovo N4S la strada della semi-simulazione, tant’è che governare le vetture non sarà un compito semplice se non dopo diversi chilometri di strada e qualche modifica all’assetto per adattare le vetture ai propri gusti.

Shift propone diverse modalità, la cui principale ha diverse buone carte per risultare appagante senza risultare alla lunga troppo ripetitiva. Le gare sono divise a gruppi, ognuno dei quali richiederà di superare un certo numero di prove. È presente la classica serie di gare dove l’importante è arrivare primi, ma per portarvi a casa l’oro dovrete anche completare una serie di obbiettivi inter-gara, come ad esempio fare il giro più veloce, seguire con la massima precisione la traiettoria indicata, e così via. Ogni gruppo propone una serie di vetture divise per classe cosicché non sia possibile barare nelle competizioni scegliendo una vettura più performante di classe superiore, bilanciando in questo modo ogni livello di competizione. Ci sono poi le sfide in cui arrivare primi contro un avversario al meglio di tre: modalità potenzialmente ottima, ma che presta il fianco a un’azione furbesca del giocatore che ai livelli più avanzati, stanco di dover penare per staccare l’avversario di cinque interminabili secondi, finirà per cercare di speronarlo il prima possibile. Rimangono le gare di derapata, abbastanza piacevoli a patto di trovare un giusto equilibrio tra il sistema di controllo e le impostazioni della vettura, pena perdere il controllo della vettura dopo pochi secondi.

Proprio le impostazioni di guida sono il nodo cruciale su cui verte la bontà di questo episodio. In Slightly Mad Studios hanno pensato a un sistema di controllo ‘per molti ma non per tutti’, ovvero per certi versi simulativo ma comunque abbastanza permissivo. Le vetture fanno sentire tutto il loro peso, soprattutto nelle collisioni dove realisticamente anche una botta a 100km/h può farvi finire contro i guard rail. I danni, però, non sembrano inficiare molto sulle prestazioni: a meno di prendere una serie di colpi molto forti, direzionalità e velocità non cambieranno di molto. Sebbene si comportino in maniera realistica, le vetture hanno tutte una certa tendenza ad andare in sovrasterzo, stranamente anche quelle a trazione anteriore. Più si va avanti con il gioco, più la potenza dei mezzi richiederà di controbilanciare questa tendenza agendo con moderazione in accelerazione. La cosa può essere limata modificando le regolazioni della vettura, ma spesso risulterà più efficace andare a toccare direttamente il bilanciamento dei controlli joypad-volante. E a proposito di volante, N4S è uno dei pochi giochi su console, oltre a Gran Turismo, in cui si ha davvero la sensazione che i controlli siano stati adattati a questa periferica. Le sbandate possono essere risolte in maniera rapida e precisa con un colpo di sterzo mentre i problemi di derapata con una buona dose di movimento ai pedali. Certo si tratta di abbinare al gioco un volante decente, difficilmente risolverete qualcosa con un Madcatz da 50 euro.

Sebbene tecnicamente molto valido, Shift non è quel ‘tritamassi’ tecnico in grado di far paura a Gran Turismo Prologue, ancora inavvicinabile, e Forza 3 subito dietro quest’ultimo. La qualità delle piste è generalmente alta, ma ci sono cadute in alcune piste parche di elementi di contorno. Il resto è puro spettacolo e i 30fps del motore grafico sono i più solidi da Project Gotham a questa parte.

Con Shift, il franchise nato nel 1994 si risolleva dal pantano in cui era finito nell’ultimo episodio. Le highway, il traffico e gli inseguimenti con la polizia sono ormai un lontano ricordo, ma Shift ha il merito di riconquistare dopo anni l’elemento simulativo andato perduto con il primo inimitabile episodio della serie. Tutto funziona come dovrebbe, anche se tante piccole cose richiederebbero di essere limate. Inutile pensarci troppo, meglio godersi ora ciò che si è guadagnato, in attesa di altri capitoli che plachino il nostro bisogno di correre. [8]

piattaforma: pc, ps3, 360
sviluppatore: slightly mad studios
produttore: ea games
versione: pal
provenienza: uk

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