Wii Sport Resort

30 set 2009 di

Day One

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Fosse uscito un po’ prima dell’altro ieri, Wii Sport Resort avrebbe potuto salvare un’intera generazione di acari. Il primo Wii Sport, ad oggi ancora il miglior disco per Wii esente da motion plus, dettava con troppa chiarezza quelle che sembravano essere le rivoluzioni della neonata filosofia Nintendo: 1 – grafica pasticcina; 2 – giocabilità immediata in superficie; 3 – I love my minigioco.
Wii Sport era quindi perfetto per mostrare il potenziale del nuovo hardware, ma anche per dipingerne i confini. I primi passi di remote e nunchaku, insomma, erano pure quelli meno incerti. E se un gioco di bowling è la vetta massima di una console, c’è bisogno di una patch vistosissima in questo mondo di merda.

Il cerotto arriva con qualche anno di distanza e si accompagna con una splendida prolunga per il vecchio pene. Mettiamo subito in chiaro la triste verità: il motion plus non è solo il perfezionamento di un hardware perfetto, è soprattutto la più ignorata ammissione di colpevolezza della storia. Resort è quello che doveva essere Wii Sport, così come il motion plus è la quarta ruota di una macchina traballante.

Dopo essermi riuscito ad annoiare con una prefazione scritta da me stesso, credo sia arrivato il momento di spiegare a voialtri come si siano potuti già raggiungere i tre milioni di copie vendute. La formula è quella ormai tipica e invariabile delle serie a prova di imbecille di Nintendo: si gioca un giochino, si guadagnano dei punti senza riuscire a capirne la logica, si guarda un grafico. La stessa spassosa e galvanizzante trafila si ripete per ogni giochino e per ogni pupazzino (non giocatore) della lista. Il videogioco a forma di commercialista annoiato, niente di nuovo insomma.

Ma come ogni parco giochi va giudicato dalle giostre e non dal culo della zingara, Resort va giudicato dalle sue discipline e non da tutta l’immondizia che lo circonda. Nudo e crudo, lo sport di nuova generazione può essere diviso in due gruppi ben distinti tra loro. Il primo, quello umiliante per loro quanto per noi che lo giochiamo, è uno strano impasto tra videogioco e incubi per ciccioni. Stordita dalle banconote a 24 carati che le piovono in testa, la dirigenza Nintendo ha, infatti, cominciato a confondere le sue innumerevoli proposte. Buona parte delle discipline di Resort farebbero felici gli acquirenti della bilancia. Come se non ci fosse più alcuna distinzione tra il farmi dimagrire e il farmi divertire, come se la pigrizia non fosse più parte della festa.

Il secondo gruppo di minigiochi, più nerd e virile, è una carrellata di buone idee e testosterone. Il lancio del frisbee, per esempio, impegna, convince e si lascia domare solo col tocco gay e allenato di un professionista. Il ping pong, sport olimpico per eccellenza, trasmette con sufficiente credibilità il feeling di improbabili effetti e magliette sudate. E ancora, il tiro con l’arco lascia sognare Zelda migliori, così preciso e appagante. Mentre il nuovo Bowling è un sacco meglio del precedente, anche se non ho ben capito in cosa. E infine la lotta spadaccina, presentata in pompa magna all’E3 è… è proprio una vaccata. No davvero, una vaccata.

Per quanto migliorato e per quanto un prodotto finalmente vendibile a volto scoperto, Wii Sport Resort è ancora una groupie assatanata di un videogioco vero e proprio. Perché l’impressione è di avere tra le mani un prodotto fantastico per incendiare le potenzialità della nuova periferica, ma pure per delinearne i nuovi confini. A fasciarsi la testa con troppo anticipo si sprecano bendaggi preziosi, il tempo dirà se Nintendo ha appena messo in commercio il suo secondo Wii non HD. [7]

console: wii
sviluppatore: nintendo
produttore: nintendo
versione: pal
provenienza: giappone

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