Sega Rally 2006
Sega Rally è l’Inizio e la Fine, l’Alfa e l’Omega, Franco e Ciccio. Rappresenta uno dei momenti più alti della produzione della casa del porcospino blu e contemporaneamente il punto di svolta di un declino segaro oramai evidente. La versione 2006 rappresenta la fine del predominio tecnologico Giapponese sull’Occidente, la perdita della capacità di stupire, il canto di un cigno acciaccato e oramai irriconoscibile. Il fatto che questo debacle avvenga non per mano di una misconosciuta software house a cui rifilare un brand famoso (Genki, Sumo, Planet Moon Studios, Tantalus Interactive, JC Entertainment, Time Warner, etc.), ma da AM3 stessa, uno dei team interni più importanti nonché fautrice dell’originale, è sintomatico. La coscienza che Hisao Oguchi (presidente Sega Corp. prima e dopo l’acquisizione di Sammy) fu il vice-presidente di AM3 e quindi indiretto fautore sia del Sega Rally originale che di codesto titolo, fa riflettere. Tutto ciò non è strano, è Sega da anni a questa parte. D’altronde, se un gioco previsto per il mercato arcade nel 2004 prima scompare, poi si ripresenta in forma casalinga in uscita nel 2005 e giunge infine nel 2006, qualcosa dovrà pure significare.
Nonostante i commenti pesantemente negativi su Sega Rally 2006 in giro per la rete si sprechino, Babel lo riscopre collocando tra gli Underrated. Perché sebbene una revisione storica del titolo sia da considerarsi impensabile, ci si può almeno interrogare sul forse eccessivo accanimento della comunità, soprattutto segara.
Sega Rally 2006 esce a seguito di una sequela di titoli mediocri, quando non schifezze: Altered Beast, Gungrave, Virtua Quest, Kunoichi, Spikeout (etc.) sono giochini, e lì in mezzo SR 2006 sembra una delle tante porcherie sfornate in quel periodo. Forse anche per questo si affronta nel peggiore dei modi, con in mente l’inarrivabile originale su Model2 e il criticato ma sempre ottimo seguito su Model3, e nel cuore la magnificenza tecnica con cui Sega ci aveva abituato all’epoca arcade e Dreamcast. Si avverte fin da subito qualcosa di diverso, la sensazione è quella che abbiano cercato di ammodernare l’intero impianto, offrendo maggiori modalità e un nuovo sistema di controllo per venire incontro alle nuove esigenze di mercato, che nel frattempo è cambiato e a cui le partite da 5 minuti e poi Game Over (Yeah!) non piacciono quasi più.
Il sistema di controllo è a metà strada tra l’arcade e il simulativo, niente danni e acceleratore sempre a tavoletta, ma vetture più pesanti e derapate meno controllabili. Questo sistema di controllo si riflette anche nei tracciati, generalmente più stretti rispetto ai predecessori e più simili a quelli in Colin McRae. L’idea in se non è male, la nuova impostazione di guida è lontana dall’eterna derapata dei predecessori, che comunque potevano permettersi carreggiate da Autostrada del Sole (per gli standard rallystici, of course), se non fosse per il fatto che il bilanciamento controllo/carreggiata non sempre funziona e la vettura tende un po’ troppo a rimbalzare come una pallina da flipper.
Dove Sega Rally 2006 pecca decisamente è nel comparto grafico, i tracciati sono generalmente abbastanza spogli e le vetture peccano in quantità di poligoni. Per alcuni “solo” un problema, per altri un’onta. Funzionano invece le varie modalità inserite nel gioco, non fosse che per il fatto che sono le solite oramai inserite in ogni produzione.
Lungi da me rivalutare Sega Rally 2006, eppure può la mancanza del classico cielo “blu Sega”, colori meno accesi e un track design con qualche palma in meno aver indispettito in tal modo i fan? In fondo il sistema di controllo è diverso, ma decisamente funzionale. La guida tende al rimbalzo, ma è così anche sul Revo, nonostante disponga di tracciati ben più larghi. E le modalità di gioco sono persino di più. Viene da pensare che su SR2006, più che i difetti del titolo, abbia pesato tutto il background all’epoca dell’uscita, un Sega Rally che non sembra un Sega Rally non è per questo automaticamente un brutto Sega Rally.
Se potete, magari tra un Dirt, Fuel, Grid, Shift o qualunque altra sigla, io un’occhiata nel cestone PlayStation 2 ce la darei, al massimo potete sempre divertirvi con la versione originale del 1995, allegata al gioco.
console: ps2
sviluppatore: sega
produttore: sega
versione: jap
provenienza: giappone





















