Gravity Games Bike & Cruis’n
Gravity Games Bike: Street. Vert. Dirt.
Fare i tirchi non paga. Ho sempre odiato la sponsorizzazione di videogiochi mediante l’utilizzo di nomi altisonanti, ma non posso negare che questo modo di fare abbia i suoi vantaggi. Anche a livello ludico s’intende, se scuci tot. soldi per un Tony Hawk, un Dave Mirra o un Mat Hoffman, un aiutino nello sviluppo del titolo – minimo – lo pretendi o quantomeno ce lo ficchi dentro come clausola. D’altronde neppure i professionisti chiamati in causa vorrebbero veder affibbiato il proprio nome a schifezze inenarrabili. I producer Midway invece sono di braccine corte, loro al massimo consultano lo skater sotto casa. Pagandolo con un buono pasto McDonald’s, a giudicare dai risultati. Gravity Games è l’ennesima presa per i fondelli partorita da scelte di mercato discutibili, anche se non so cosa ci si potesse aspettare da un titolo che già di per se sembra un’imprecazione a denti stretti.
Gravity si presenta nemmeno troppo male: un discreto numero di modalità, parecchi item da raccattare, musiche truzze ma in fondo funzionali e un discreto numero di arene. Poi però tocca giocarci e partono le bestemmie, a denti stretti pure quelle. La sella è quella di una BMX, eppure la sensazione è quella di guidare un autoarticolato. Il controllo è approssimativo, a volte persino tardivo, che cozza con la massima precisione richiesta da molti dei trick richiesti per passare allo stage successivo. Il numero delle evoluzioni è già di per sé esiguo se paragonato alla concorrenza, ci si abitua ad usare le solite 2/3 combinazioni un po’ per l’efficacia, un po’ per la difficoltà di eseguire le restanti. Il più delle volte basterà “grindare” in un infinito loop su di una vasca per accumulare i punti necessari… che però non basteranno perché c’è sempre quella maledettissima evoluzione che non ne vuole sapere di riuscire.
Se il sistema di controllo è di per sé un danno, la beffa è rappresentata dalla pessima gestione della telecamera virtuale. Immaginatevi di dover eseguire una capriola per poi finire a “grindare” su di un tubo disposto a qualche metro da terra; prendere la rincorsa su per la rampa, massima precisione durante il salto e poi… Tac! La telecamera ha un improvviso spasmo e la combinazione destra-giù-destra si trasforma in un su-destra-su, con conseguente spiattellamento della faccia del biker sull’asfalto e del joypad sul pavimento. Problemi davvero seri, accentuati da un frame-rate stabile ma bassino e da una realizzazione tecnica un po’ impastricciata che sembra figlia dell’epoca PSX. Denti stretti e giù con altri neologismi.
Dalla Guerra dei Cloni dei titoli biker-istici, Gravity ne esce ridotto davvero maluccio. Giocare al risparmio non è stata una scelta sensata, ma nemmeno riprovarci qualche anno dopo con…
console: ps2
sviluppatore: midway
produttore: midway
versione: pal
provenienza: console
Cruis’n
…un’altra boiata intergalattica, talmente a basso costo che hanno risparmiato pure sul nome. Cruis’n è l’ennesimo capitolo di un franchise tutto sommato dignitoso, nonostante personalmente abbia sempre trovato aberrante questa sorta di Out Run dei poveri in chiave poligonale. Una serie che non ha mai brillato né per giocabilità né per chissà quali caratteristiche tecniche, ma che nonostante tutto si è saputa ritagliare una sua fetta di fan soprattutto su Nintendo 64, dove la serie si è sviluppata. Ma come per il Need for Speed Undercover di qualche numero fa (Babel 012), anche per Cruis’n sarebbe il momento di appendere le gomme al chiodo, o perlomeno qualche game designer al muro. Ma se si risparmi è su Nintendo Wii, allora via libera, tanto con la scusa del gioco per il mercato casual si può far passare sotto il Seal of Quality le peggio porcherie.
Partita con buoni propositi, la serie Cruis’n si è poi affievolita in contenuti e appetibilità così come la cugina San Francisco Rush, sempre di Midway, da cui ha ripreso alcune meccaniche. E tenendo conto che nemmeno questa serie brillava, c’è poco da stare allegri. Pollice verso per praticamente tutto. Meccaniche di gioco che sfigurerebbero persino ai tempi del bidimensionale, con una vettura incurante di qualsivoglia ostacolo ed in grado di andarsene a spasso oltre il tracciato in tutta tranquillità, il tutto incorniciato da un sistema di collisioni appena abbozzato (ma forse non sarebbe servito nemmeno). Poche modalità di gioco, quasi a nascondersi dietro una catalogazione da arcade puro, quando invece altri arcade avevano saputo fare ben altro (Burnout).
Infine una realizzazione grafica da retrogaming, pochi poligoni, texture slavate e aliasing a manetta che riportano alla mente i bei tempi passati a giocare a Need for Speed 2 e Motorhead. Ma 3dfx è fallita eoni fa e il Wii è un “sistema sulla carta più potente di un Gamecube”. A furia di ripeterlo, forse, inizieremo tutti quanti a crederci. Il Nintendaro incassa l’ennesimo colpo basso attendendo tempi, e soprattutto racing, migliori. Magari con un occhio al prossimo Excite e a Ferrari Challenge che non sembrano male.
Cruis’ è una serie racing fondata sul pacchiano, che aveva il coraggio di presentarsi al giocatore con un puttanone digitalizzato (sig!) a sventolare la bandiera ad inizio gara. Il puttatone, per inciso, è rimasto, la qualità invece mi sa che è andata persa da un pezzo.
console: wii
sviluppatore: midway studios – san diego
produttore: midway
versione: pal
provenienza: usa





















