Fight Night Round 4
La boxe è uno sport da uomini e io uomo. Dopo Fight Night Round 3, primo titolo a solcare un abisso tra sé e la generazione precedente, si smise di parlare di generazione due punto cinquanta. Perché il terzo round era bello da vedere prima ancora di essere un buon titolo. Questo seguito, atteso dalle folle come un nuovo album di Gary Barlow, mette qualche pezza alle falle del suo progenitore. Da rivedere non c’era moltissimo: una serie di animazioni discutibili, una carriera troppo breve e una curva della difficoltà mal progettata. Dopo una carriera di diciassette anni e un pugile in pensione, posso dire che tutto ha braghe migliori, ma che nulla è stato completamente risolto.
Apre le danze una modalità in singolo piena di fantasia ed opzioni, solo tutte inutili. Gli allenamenti sono aumentati, sono più difficili e più vari e grazie al cielo son completi della possibilità di non giocarli. Il pugile si allena da solo, tu prendi mezzo bottino e ti risparmi la sceneggiata del sacco e del pungiball. In un’unica schermata vengono mostrate le cinquantasei classifiche di cui tener conto, meno quattro col riporto di due. La scalata al successo è fatta di matematica prima ancora che di cazzotti, percentuali al posto di guantoni. Dopo l’imbarazzo iniziale, comunque, si capisce che niente ha troppo senso e la vita torna serena. Alla fine della fiera rimane una data da scegliere e un match da combattere, il tutto moltiplicato per n volte. Le curve restano al posto giusto fino a un soffio dal traguardo, poi sbagliano strada e trasformano lo spettacolo in una farsa. Raggiunti i più alti livelli, dopo tante ore di mascolino divertimento, il pugile ammaestrato diventa un tritacarne. Il mio, per la sua specialità, lo chiamavano L’ottico.
Il secondo ballo se lo fanno le animazioni, quelle sì corrette e migliorate. Le convulsioni epilettiche sono state sostituite con modi di cadere più naturali e le corde son state finalmente prese in considerazione dai programmatori. Anche sul ring, prima ancora di finire al tappeto, quei tubi colorati son diventati parte del gioco e non fronzoli d’arredamento. Resta qualche discutibile attimo di immobilità, ma le brusche frenate del passato sono solo brutti ricordi. Aggiungo, e poi concludo, che rialzarsi da terra è adesso un gioco d’equilibrio, un gioco difficile pure. Laddove gli avversari possono mostrarsi alla battaglia dopo cinque o sei musate, al giocatore parrà un’impresa farlo la seconda volta. Scorretto, se vogliamo.
Portata a casa la pagnotta, vi dico perché io questo gioco me lo sposo. Vi spiego il perché di 91 – e dico 91 – incontri di pugilato che non mi hanno tolto la voglia di parare. E lo faccio mentre ricordo dieci round di sangue e sudore culminati con un verdetto controverso. Lo faccio mentre vi racconto di un’azione lenta e ragionata, di una tattica pianificata ma imprevedibile. Vi disegno un paio di diritti, un gancio destro, una finta di corpo e un montante ben piazzato. È lì che l’avversario sbarella, intontito, l’audio si immobilizza come dopo una granata e io attacco famelico. Colpisco tre volte con il gancio destro, poi una con il sinistro, lui mi abbraccia per guadagnare attimi di respiro. Lo spingo via, senza pietà, continuo a lavorarmelo sui fianchi finché non torna il silenzio. Ora sa di essere spacciato, raccoglie le forze e sferra il suo colpo migliore. Lo schivo, colpisco, botto. È il primo round di un insignificante match di mezza carriera, ma ho distrutto il mio avversario e ho troppo i pugni nelle mani per non esserne fiero.
Fight Night Round 4 parla con il ring, con le sue storie tra le corde, non con i suoi menu e con i suoi extra. Senza compromessi, solo per chi lo vuole. [8]
piattaforma: 360, ps3
sviluppatore: ea canada
produttore: ea sports
versione: usa
provenienza: canada




















