Final Fantasy Crystal Chronicles: Echoes of Time
Titolo, sottotitolo, sotto sottotitolo. La moda del mettere più parole possibili per definire un pezzo di software continua, come se un nipponico possa pronunciare tutto agilmente; in compenso, ancora una volta lo sforzo di pronuncia ripaga l’osservatore di ciliegi in fiori anglo avverso (e pure i suoi amichetti occidentali) con un gioco di buona qualità e dai pochi difetti.
La vicenda di Final Fantasy Crystal Chronicles: Echoes of Time è più seria rispetto a Ring of Fates, ma non si scorda di seminare pizzichi di umorismo sempre ben accetti. Personaggi puccettosi, super deformed e colorati appartenenti all’immaginario di Final Fantasy e Crystal Chronicles fanno il loro ritorno. Questa volta, però, non avremo due protagonisti attivi sia nelle cut-scene che nei dialoghi del gioco, ma un personaggio generico creato ad inizio avventura con cui osservare lo svolgersi della trama. A seconda della classe scelta farete meglio o peggio certe cose durante le fasi d’esplorazione: c’è chi è più orientato verso il corpo a corpo, chi verso la magia, etc. Non vi sono comprimari che si aggiungono obbligatoriamente, bensì è possibile richiedere il supporto di personaggi extra alla gilda o reclutare alcuni pupazzetti speciali compiendo determinate azioni. Vista la totale opzionalità di avere dei compagni d’avventura, il gioco ha cambiato tipo di struttura impoverendola da un lato e arricchendola dall’altro.
L’azione si svolge ancora nella parte superiore dello schermo, mentre in quella inferiore vi sono varie informazioni accessibili tramite touch screen toccando le apposite icone. Il tempo passa anche mentre cincischiate con i menu, quindi meglio stare attenti nel caso siano presenti dei nemici nei paraggi. Le magie questa volta ci arrivano in numero infinito, o meglio, fino all’esaurimento dei punti magici invece di semplici unità da spendere e da collezionare. È ancora possibile lanciarle su se stessi o contro i nemici, agganciandone anche più di una sull’altra per effetti ampliati. Combinazioni particolari danno vita a magie non direttamente disponibili nella schermata del touch screen come Quake, Bio, Ultima. Quelle base hanno anche effetti aggiuntivi, come appiccare il fuoco ad un nemico o immobilizzarne i movimenti temporaneamente. Più effetti secondari sono cumulabili contemporaneamente; il boss finale è un mago in questo.
Il gioco è strutturato in una manciata di locazioni, alcune da rivisitare più di una volta, composte da varie “stanze” collegate tra loro, contenenti mostri da sterminare e puzzle da risolvere. Abbastanza stupidi e facilmente soggiogabili i primi, mentre gli ultimi richiedono un minimo di attenzione per essere risolti, con alcuni dove la coordinazione occhio mano si fa indispensabile. Spesso si tratta di premere tasti giganti, spingere oggetti dopo aver liberato loro la strada, abbassare leve o attivare macchinari e piattaforme. Le singole stanze sono più contenute rispetto a quelle di Ring of Fire, soprattutto in altezza. Niente più scalate chilometriche e, visto che potete farvi l’intero gioco da soli, non dovrete nemmeno assistere alle azioni dei comprimari gestiti dalla solita Intelligenza Artificiale oscena, che non capisce per niente cosa vi sia tra un punto A e un punto B. A sua discolpa, comunque, è ancora presente la possibilità di pigiare il pulsante L per tele-trasportare i compagni vicino al protagonista e il frame rate è stato aggiustato parecchio bene.
L’avventura è molto breve, le ormai classiche 15 ore per un action JRPG portatile. C’è però un sacco di roba da fare in caso decidiate di scavare a fondo nel gioco, anche nel New Game+. Ogni classe guadagna abilità aggiuntive tramite level-up. Si va da colpi speciali che richiedono di essere caricati, maggior numero di magie sovrapponibili e via dicendo. Anche gli equipaggiamenti guadagnano livelli aumentando le proprie statistiche. Il negozio dell’unica cittadina del gioco ve ne mette a disposizione un quantitativo spropositato, tutti diversamente raffigurati sul vostro nanetto in real time. Raggiunti certi livelli è possibile trasformare gli oggetti in gioielli, da incastonare eventualmente su nuove armi più forti con vari effetti, da attributi elementali alla capacità di andare oltre il livello massimo consentito per l’oggetto in uso. Nelle varie zone di gioco è ancora possibile recuperare, dalle ceste più impegnative da raggiungere, delle ricette particolari con cui forgiare oggetti rari usando i numerosissimi materiali che nemici e boss si lasciano alle spalle. Ogni dungeon viene sempre resettato alla sua uscita, dandovi quindi la possibilità di cercare i materiali che vi servono fino ad un esaurimento nervoso. Da qualche parte sono anche nascosti tutti i boss di Ring of Fire da prendere a mazzate.
Echoes of Time si fa apprezzare molto dal lato squisitamente tecnico con un comparto grafico delizioso a lustrare gli occhietti di chi ha cacciato fuori i verdoni necessari e un buon comparto audio. Il motore grafico è quello di Ring of Fire, ma ad un anno di distanza risulta ancora competitivo e per certi aspetti impressionante. Le locazioni sono sufficientemente varie e coprono le solite classiche ambientazioni (come la città più grande del regno, il livello a tema forestale, quello vulcanico, con la neve, gli acquedotti, la miniera, le rovine, etc.) e la messa in atto del tutto è sempre convincente. Il doppiaggio è più che discreto, ma se ne poteva tranquillamente fare a meno vista l’esigua presenza di linee doppiate solo nelle cut-scene realizzate in una computer grafica non proprio esaltante.
La compositrice Tanioka Kumi torna a dimostraci la sua bravura. Da alcuni lavori sui giochi dei Chokobo a questa parte, passando per le lande di Final Fantasy XI e per i live degli Star Onions, approdando a Project Silpheed e alle partiture dell’originale Crystal Chronicles per Game Cube e al precedente Ring of Fates, Tanioka si trova di nuovo a suo agio con le limitazioni del chip sonoro del Nintendo DS. Pertinente alle atmosfere e alle situazioni della mini avventura, la colonna sonora è ulteriormente graziata da una qualità audio insolitamente buona, ancora grazie al sound designer Yamanaka Yasuhiro.
In generale il nuovo Crystal Chronicles per DS è un buon prodotto, ma si potrebbe fare ancora di più in un eventuale seguito. [8]
console: ds
sviluppatore: square enix
produttore: square enix
versione: usa
provenienza: giappone




















