Arena – 3

Arena – 3

Arena – 3

Morbose chiacchiere di redazione: torbidi segreti nascosti fra le pieghe del passato, traumi infantili mai superati, preferenze videoludiche da denuncia o periferiche acquistate a prezzi vergognosi per un solo utilizzo. Ogni puntata di Arena vi proporrà una domanda pruriginosa e molte colpevoli confessioni.

Domanda del mese:

“Cosa ne pensate della musica a tasti colorati e senza le note?”

Gianluca “Unnamed” Girelli

Autore di: Meteore; Underrated; Giochi di Merda

Ho suonato la chitarra, quella vera, per 6-7 anni, poi mi sono rotto le palle e ho mollato tutto, figuriamoci se mo mi metto a smanettare con una roba di plastica. Suonare la chitarra non è come andare in bicicletta, se non ci si esercita si disimpara quasi tutto. Non dico che non saprei ri-suonare la Canzone del Sole che sono quattro accordi in loop, ma ai tempi, roba tipo l’assolo di Innuendo, mi riusciva piuttosto bene. E poi, strimpellare su di una chitarra vera porta un sacco di figa. Dicono.

Michele “Guren no kishi” Zanetti

Autore di: Time Waits for Nobody 7; Shin Megami Tensei Devil Summoner 2 Raido Kuzunoha Vs. King Abbadon

Il problema è che, ad esempio, io non gioco a Guitar Hero. Ma neanche ad altra roba ‘ritmica’. I miei rhythm game sono stati Frequency e Amplitude, entrambi abbandonati per manifesta incapacità del sottoscritto. E poi Rock Band su PlayStation Portable di recente, ma solo perché era in prestito e una cavolata da finire a livello normale. Il gioco mi ha ripagato corrompendomi il save e perdendo tutti i progressi della band. Yeah! Però se avessi una chitarra di plastica mi piacerebbe strimpellare i pezzi di Billy Idol. Ooh ooh ooh.

Simone “Karat45” Tagliaferri

Autore di: Ars Ludica; 1943; Wolfenstein

Quando vedo dei bambini che si sentono chitarristi con quegli aggeggi in mano sapete dove glieli vorrei ficcare? No, a parte gli scherzi, non suono con le chitarre di plastica e non vorrei suonare nessuna canzone con le chitarre di plastica perché odio le chitarre di plastica. Però mi piacciono i filmati delle ragazze nude o in mutande che suonano le chitarre di plastica.

Tommaso “Gatsu” De Benetti

Autore di: Il Vangelo secondo Tommaso

Sono francamente combattuto. Non sono convinto che il genere possa convincere le persone al mettere su una band (semplicemente, il livello di corrispondenza con gli strumenti veri è ancora fiacco), ma del resto sembra un passatempo divertente. Mi tengono lontani due brand che fatico a distinguere, la mia assoluta mancanza di coordinazione e anche un po’ la vergogna di comprarmi una chitarrina di plastica quando ne ho comprata una vera, ovviamente mai toccata, da almeno un anno.

Vincenzo “Vitoiuvara” Aversa

Autore di: Cover Story; Esco di Rado; Professor Layton and the Diabolic Box; Wii Sport Resort; Shadow Complex

Essendo a lungo stato un musicista, certe mazurche con la mia fisarmonica che ve le sognate, so benissimo distinguere tra musica vera e musica di plastica. Detto questo, non avendo tempo e voglia di dedicarmi al solfeggio e di guardare Red Ronnie in VHS, questo genere di giochi continua a regalarmi sensazioni tattili per me impossibili. E poi, dispiace ammetterlo, ho scoperto tutto un mondo di buon rumore oltre Cocciante e Grignani.

Giovanni “Giocattolamer” Donda

Editor

Io odio la musica. Del resto io odio un po’ tutti e nessuno, e rigorosamente a caso. La musica, però, l’ho odiata in tutte le sue quattro ottave fin dalle elementari, quando la maestra mi ridicolizzò davanti a tutta la classe perché stavo suonando Yesterday (a quel tempo Gliesteddai) in modo, a detta sua, troppo triste. E intendeva ‘triste’ nell’antica accezione del termine, non mi stava dando di ridicolo. O almeno credo… stavo già piangendo, non ricordo. Di riflesso, o anche solo per l’aleatorietà di cui sopra, odio anche i Beatles. Tanto che, quando è saltato fuori che sarebbero finiti in copertina (quasi certo al momento in cui scrivo), mi son rifiutato di partecipare a questo numero e… scusate, qual era la domanda?

Federico Res

Direttore

Da un certo punto di vista mi ha sempre fatto una gran tristezza, come tutti gli aggeggi che assecondano l’ignavia della gente facendole credere di saper fare cose per cui non avrà mai talento né pazienza (suonare, in questo caso). Ma in fondo parliamo di videogiochi, ci si vuol solo divertire e la musica è sempre la benvenuta…

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