Il giocatore “arcore”

Il giocatore “arcore”

Il giocatore ‘arcore’

Oggi vorrei spezzare una lancia in favore dei titoli casual, magari quelli ultracommerciali che fanno inorridire il giocatore ‘arcore’, ovvero il giocatore con il trucco e il tacco alto. Notavo sfogliando il catalogo online di una piattaforma di digital delivery completamente dedicata al casual gaming che, in fondo, si tratta di prodotti di un’onestà disarmante. Non promettono mai nulla di più di quello che effettivamente contengono. Nessuna mirabolante pretesa di realismo, nessun sensazionalismo tecnologico, nessuna rivoluzione a un tot al pixel. Niente di niente. Sono tutti uguali, ma nessuno pretende di essere diverso dagli altri. Sono democratici perché se il tuo vecchio computer è in grado di farli girare avrai un’esperienza di gioco identica a quella di chi ha un computer da ventimila euro raffreddato direttamente da Crystal il Cigno.

Nessuno ti promette un’Intelligenza Artificiale capace di distinguere un venditore di bava da un politico serio e, soprattutto, non ti vengono presentati come svolte epocali che lasceranno profondi solchi nell’industria tutta, facendo calare le mutande alle fighette di passaggio. Sono prodotti che stanno bene dove stanno, che respirano da soli e che hanno successo se vendono qualche migliaio di copie, non se ne vendono qualche milione. Ecco, si tratta di titoli d’ammasso ma che non pretendono di essere altro e, soprattutto, che non nascondono la loro essenza dietro complicate formule di marketing. Oltretutto mancano completamente del machismo, maschilismo e idiotismo narrativo della gran parte dei titoli cosiddetti tripla A.

Il perché di questa ‘sincerità’ di fondo è facile da capire: essendo dedicati a un’utenza poco scafata e appartenente a entrambi i sessi, non ha senso cercare di venderli per quello che non sono. Quindi, paradossalmente, è possibile evitare di sparare le stronzate che invece vengono usate (con successo, direi) per convincere il giocatore ‘arcore’ di turno che sta per comprare l’esperienza definitiva della sua inutile vita, mentre invece spesso sta comprando soltanto un prodotto molto commerciale, ma con un’interfaccia di gioco più complicata.

In fondo il giocatore ‘arcore’ ha una psicologia semplice e per esaltarlo basta che qualcuno crei un gioco in cui si possono far muovere le tette alle protagoniste femminili. Questo sì che è adulto e maturo.

AaaaaAAaaaAAAaaAAAAaAAAAA!!! – A Reckless Disregard for Gravity

L’idea è quella di lanciarsi nel vuoto e atterrare su una piattaforma aprendo in tempo il paracadute. Durante il volo bisogna evitare degli ostacoli cercando di rimanere vicini agli edifici per accumulare diversi tipi di punti. Non mancano bonus da raccogliere e record da superare per ottenere valutazioni positive.

Il concept di AaaaaAAaaaAAAaaAAAAaAAAAA!!! – A Reckless Disregard for Gravity è di una semplicità stupefacente, ma è altrettanto stupefacente la realizzazione del gioco, con gli sviluppatori che hanno pensato bene di ficcarci dentro una quantità tale di idee audiovisive da renderlo acido e stilisticamente attraente (sin dal titolo). Bisogna essere veramente ciechi e sordi per non capire che lo stile generale fa parte del tutto e che le stesse identiche meccaniche decorate in modo differente, darebbero vita a un gameplay completamente diverso.

Nyx Quest: Kindred Spirit

Le cose migliori sono quelle che non ti aspetti: acquisto e scarico quello che all’epoca si chiamava Icarian, titolo repentinamente cambiato in Nyx Quest per motivi che non mi sono chiari e di cui sinceramente non mi interessa granché, aspettandomi una specie di Kid Icarus di nuova generazione. Avviato il gioco mi ritrovo con uno dei migliori titoli per WiiWare, se non proprio per il Wii in generale.

Anche se a prima vista potrebbe sembrare un semplice platform, si tratta di uno dei titoli d’azione in grado di sfruttare al meglio il controller della Nintendo e di azzerare l’onanistica discussione sui limiti tecnici della console. Per giocare è necessaria la combo telecomando + nunchuk, con la levetta del secondo delegata al movimento e il primo che serve sostanzialmente a utilizzare i poteri che la protagonista acquisisce proseguendo nell’avventura.

Lo scopo di ogni livello è quello di arrivare a una porta magica che collega con il livello successivo. Oltre a svolazzare per lo schermo, Nyx (il nome della protagonista) potrà afferrare e spostare macigni, agganciare palle di fuoco per distruggere mattoni o nemici, modificare la direzione dei flussi d’aria per garantirsi una via di fuga da situazioni intricate, tirare su colonne mobili, bloccare trappole letali e così via.

I poteri si gestiscono muovendo un cursore sullo schermo tramite il telecomando, portandolo sui diversi oggetti e premendo il pulsante B. Ogni potere, oltre a essere una possibilità in più per la protagonista, è anche un modo per variare il level design, offrendo sempre qualcosa di nuovo da fare al giocatore.

Oltre a delle meccaniche di gioco ben studiate e appassionanti, Nyx Quest si fa notare per le scelte stilistiche. Rifuggendo la lettura caciarona di un God of War qualsiasi, Over the Top Games ha scelto una rappresentazione più onirica, con scenari dall’orizzonte indefinito e sfumato, e con gli oggetti più stilizzati. A passaggi stretti e irti si alternano ampi templi con statue gigantesche rappresentanti gli dei dell’Olimpo. Il sapore è quello metafisico di un quadro di De Chirico, in cui la realtà viene trasfigurata in oggetti mentali e il mondo sembra sull’orlo di una splendida catastrofe. A parte le piattaforme, l’occhio non trova punti di riferimento precisi, perdendosi nel sublime degli immensi deserti sullo sfondo, raccontati anche da una musica di sottofondo leggera e delicata, che prende vigore soltanto nei momenti più concitati.

Nyx Quest è un titolo intelligente, visivamente interessante e che causa un certo rimpianto pensando a cosa sarebbe possibile fare con i controlli del Wii e, invece, a cosa viene regolarmente fatto.

Backdoor Man

Backdoor Man è una piccolissima avventura grafica gratuita che si gioca in mezz’ora e che è stata realizzata per una competizione dedicata al tema dei giochi per adulti. In realtà c’è poco da giocare e basta qualche click nei punti giusti per andare avanti. Si tratta comunque di un esperimento interessante per il suo trattare un tema pruriginoso in modo intelligente e per nulla retorico.

Il gioco inizia con il protagonista, un escort maschile, seduto a un bancone di un bar dove, parlando con il barista e sorseggiando qualche drink di troppo, finisce per parlargli del suo lavoro raccontandogli tre storie diverse riguardanti tre clienti: una donna giovane, una donna anziana e un uomo. Con gli scarsissimi mezzi a disposizione, gli sviluppatori sono riusciti a descrivere una borghesia che vive in case di lusso ma che è perennemente insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa di diverso. Così abbiamo la giovane donna che cerca l’emozione del sesso mercenario, ma che sembra più interessata a parlare che a fare, la vecchia che vuole andare subito al sodo lasciandoci le penne, e il marito tutto casa e lavoro che approfitta dell’assenza della moglie per provare qualcosa di diverso. Tutti i personaggi vivono in case ampie e arredate con gusto moderno tipicamente americano. Tutti sembrano rifiutare la loro vita fatta di una sessualità repressa e incapace di esprimersi fuori da certi canoni sociali. Con buona sapienza narrativa, il finale ricongiunge le storie raccontate dall’uomo con un colpo di scena niente male in cui viene svelata per la prima volta la sua vera identità.

Non c’è niente di stupefacente in Backdoor Man, se non il fatto che riesca a essere narrativamente più compiuto della maggior parte dei giochi commerciali che si vantano del loro lato narrativo. I limiti della realizzazione sono evidenti, ma quello che conta è la dimostrazione che anche i videogiochi possono affrontare certi temi senza scadere nello stucchevole e senza pagare pegno per la loro natura videoludica. Basterebbe un po’ di volontà in più e la capacità di pensare a una fascia di pubblico differente da quella che cerca soddisfazioni ormonali sopra a ogni altra cosa.

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