I videogiochi secondo Apple

2 giu 2009 di

I videogiochi secondo Apple

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Apple, Apple… ma non faceva solo sistemi operativi? Una volta, ora non più. Ora, si sa, è il nemico principale di Microsoft, e da qualche tempo lo è anche sul campo videoludico. In pochi mesi sono riusciti a far scaricare un miliardo di App(licazioni) per iPod touch/iPhone. Ma qual è il segreto di cotanto successo? Le “piattaforme” su cui giocarle? Il pieno supporto – e non vedo come potrebbe essere altrimenti – del digital delivering? O il prezzo, quasi sempre irrisorio, delle App?

Prima di tutto bisogna fare una distinzione: nello Store si trovano App sia gratuite che a pagamento. Ovviamente, quasi sempre, quelle gratuite sono versioni di prova (denominate lite) o giochi completi (qualche volta niente male). Ma l’App Store è questo e molto, molto altro: oltre ai suddetti giochi, trovano spazio infinità di Utilities (il più delle volte inutili), App sull’economia (di questi tempi, non si sa mai…), App per la lista della spesa, lettori di feed RSS…

Cercando di non divagare, parlerò solo del reparto videoludico nudo e crudo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le App utilizzano in pieno le possibilità della macchina su cui girano: schermo multi-touch, Wi-Fi, giroscopio… insomma cosa che non accade neppure nella tanto decantata rivoluzione di Nintendo. Da questo lato i programmatori si danno molto da fare e in molti casi riescono a inventarsi dei passatempo davvero divertenti. Passatempo, perchè in effetti non li si potrebbe chiamare diversamente.

Altro punto a favore è quasi sempre il prezzo: quello minimo è di 0,79€ e le perle che si trovano allo stesso prezzo di un caffè sono davvero poche (ma buone). Basta citare Le Torri del Tropico: App molto simile a World of Goo, che fa della fisica la colonna portante del suo gameplay. O ancora Rasta Monkey: un divertente e colorato platform a base di slang americano e ritmo afro-cubano. Al di là di quali App siano meglio riuscite e quali no, il segreto di tutto ciò potrebbe essere il prezzo “contenuto” del suo Software Development Kit: la versione Standard è fissata a 99$, quella Enterprise ben 299$. Un bell’incentivo per gli sviluppatori da garage, una perfetta piattaforma per lo sviluppo di giochi indie, e perchè no, un ottimo trampolino di lancio per il grande mercato videoludico.

Ma, oltre ai piccoli programmatori sparsi per il mondo, a tentare la carta del “poco lavoro = guadagni semplici” sono anche le grandi software house: Electronic Arts, Konami, Namco, Gameloft, Square Enix, Taito… e l’elenco è sicuramente destinato a crescere a dismisura. Ovviamente, quando si sentono questi grandi nomi, il portafoglio comincia a piangere, e non sempre il rapporto qualità/prezzo si mantiene su alti livelli.

Si passa da remake dei più classici SimCity e Galaga, fino a versioni digitali di Uno; e non si può certo tralasciare quel Metal Gear Solid Touch che implora di essere acquistato. Insomma: il catalogo virtuale trabocca di titoli, più o meno decenti e più o meno azzeccati per il pubblico (ancora del tutto da definire, in effetti) di tale “piattaforma”; e trabocca anche di nuovi e continui aggiornamenti (gratuiti) per le App già acquistate.

Ed è forse questo il punto più a favore dell’App Store, dal quale tutti gli sviluppatori odierni dovrebbero prendere spunto: continuare ad aggiornare e migliorare il proprio lavoro, per non renderlo mai obsoleto e sempre al passo coi tempi. D’altronde di questi tempi si parla così tanto di downloadable content, contenuti extra… ma alla fine son pochi quelli che riescono davvero ad integrarli con il gioco originale; vuoi perchè le App sono più semplici da gestire, vuoi per altri motivi, ma questo rimane decisamente un punto a favore della Mela morsicata.

E non manca chi cerca di farsi un po’ di sana pubblicità: Nine Inch Nails e Coldplay sono i protagonisti di due diverse App, modo davvero originale di farsi conoscere. E ancora: la continua lotta tra Google e Yahoo! continua anche sullo spazio virtuale di Apple, rendendo disponibili Utilities come Google Earth, Google Mobile e Yahoo! Messenger che, per non far brutta figura, sono tutte gratis. Purtroppo – era inevitabile al giorno d’oggi – troviamo anche porting di “esperimenti” nati originariamente su Nintendo DS, come Cooking Mama. Rimanendo in ambito culinario, possiamo dire che ce n’è per tutti i gusti, anche per chi ne ha di merda.

Tirando un po’ le somme: Apple ha fatto veramente il botto, prima con il suo iPod touch/iPhone e poi con l’App Store, una continua fonte di guadagno anche in tempi di crisi come questi. Anche perché, chi è che non spenderebbe i soldi per un caffè per passare il tempo sulla tazza del cesso?

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