Suikoden Tierkreis
Mentre i fan della serie iniziata su PSone nel ’95 continuano ad attendere il sesto episodio che prosegua la time-line ufficiale, tratti di una o più nuove True Runes e magari faccia luce su personaggi, misteri, nazioni e parti della trama di fondo solo parzialmente trattate, Konami pensa bene di gettare tutto alle ortiche e ripartire da zero con uno spin-off. Fortunatamente il risultato è di gran lunga superiore a quella schifezza di Suikoden Tactics e saprà catturare l’attenzione sia dei fan di vecchia data che quella di chi si avvicina per la prima volta ad un Suikoden. Nonostante ciò, qualcosa doveva per forza andare perso durante il processo di ridimensionamento e adattamento sul portatilino di casa Nintendo.
Via le battaglie campali, niente più eserciti che si massacrano su vasti campi di battaglia quando la storia lo richiede. Via i duelli 1 vs 1, regolati dai rapporti della morra cinese, spettacolari e pieni di tensione. Al loro posto, invece, semplici 1 vs 1 come se si stesse affrontando un mostro da soli e presenti solo nelle missioni secondarie, quasi tutti fallibili, tanto il risultato non cambia ai fini della quest. Niente sei personaggi in battaglia, ma quattro (più uno di supporto non rappresentato fisicamente) e niente possibilità di cambiare formazione al volo: dovrete attendere la fine dello scontro. Via le Rune e le True Rune, a favore delle Chronicles, artefatti di varie forme in grado di risvegliare un Mark of the Stars specifico nei vostri guerrieri (ancora 108, per fortuna). I Mark of the Stars possono essere skill o magie da equipaggiare nei quattro slot disponibili per personaggio.
Il sistema di level-up è rimasto invariato: ogni mille EXP raggiunti si passa di livello. Sempre. Più si è forti e meno EXP si ricevono, mentre più si è deboli e più se ne viene sommersi. Questo è un ottimo metodo per portare alla pari dei personaggi sempre in uso, nel giro di pochi scontri, quelli che avete lasciato in disparte. Solo, mortifica i vostri pupazzetti preferiti facendogli guadagnare una miseria di EXP anche contro mostri ferocissimi. Da notare come anche il più stupido degli incontri casuali sia in grado di mettervi alle strette. Sembra quasi che i nemici se ne freghino dei vostri progressi ed equipaggiamenti migliori. Conclusione: fuggirete dalla maggior parte degli scontri, insopportabili a causa di un encounter rate elevatissimo e dalla cronica mancanza di save points, anche prima dei boss. Tanto, anche se gli EXP ottenuti dai soli boss sono sufficienti a tenervi in forma, dal cattivone di fine gioco le prenderete lo stesso alla grande.
Per i save point le eccezioni si contano sulle dita di una mano e i posti dove salvare saranno solo le locande delle varie cittadine e i due punti prestabiliti nel vostro castello. Niente save sulla mappa del mondo. Per fortuna che è un gioco pensato per un portatile, no? Tierkreis risiede su una bella cartucciona, zeppa di filmati in stile anime e da centinaia di righe di testo doppiato (malamente). La quantità di testo che l’accompagna è talmente elevata da sfidare anche i JRPG più grossi sulle console casalinghe. All’inizio dell’avventura, poi, si è totalmente imbrigliati e incatenati allo svolgersi delle vicende, tanto che spesso e volentieri si è costretti a saltare da un evento all’altro senza che vi si dia la possibilità di esplorare a destra e a manca.
Man mano che la storia si sviluppa otterrete sempre maggiore libertà di gironzolare per il vostro maniero e per le varie locazioni a disposizione e accettare varie quest che vi frutteranno soldi, equipaggiamenti e personaggi extra. Nel primo caso i nemici non lasciano soldi alla loro morte, ma solo oggetti e materiali vendibili nelle città, perciò ricevere soldi extra è sempre una cosa piacevole. Nel secondo caso non si dice mai di no ad equipaggiamenti gratis, considerato quanto costano quelli più forti e l’impossibilità di rafforzare i propri oggetti grazie al fabbro, in favore della più classica struttura del “compra da un negozio, indossa, vendi ciò che non ti serve più”. Infine, nel terzo caso i requisiti per farsi dei nuovi alleati sono i più disparati: portare a termine le missioni assegnate, parlare a X con Y, non avere X nel party, essere nel punto Z della storia, vincere uno scontro e tanto altro. Presenti ovviamente personaggi che dopo certi punti della storia non possono più essere reclutati, impedendovi così di accedere al filmato aggiuntivo nel finale.
Giocando Tierkreis come un JRPG normale significa bruciarselo molto in fretta, mentre dare la caccia a tutte le 108 stelle del destino ve lo porterà ad una degna longevità. Un plauso va fatto a chi ha scritto i background dei personaggi. Tutti si integrano alla perfezione nella trama e le numerose informazioni riguardo altri stati, nazioni, terre, organizzazioni, ordini che vengono solo parzialmente toccati dal gioco rendono il mondo di Tierkreis estremamente coerente e danno spazio alla possibilità di ambientare altre avventure in altre parti del suo universo.
Altro plauso, ma solo parziale, lo merita il comparto tecnico. Graficamente abbiamo scenari in 2D meravigliosi con piccoli personaggi in 3D, riconoscibili ma non proprio ben riusciti. La transizione da dungeon a battaglia è velocissima e tutto è sufficientemente curato, con alcuni mostri davvero ben fatti. I personaggi, però, rimangono dei nanetti un po’ blocchettosi. Facendo tutto in 2D col piano di gioco in 3D, come nei primi episodi, avrebbero risolto il problema tanto più che nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Meno rallentamenti quando più personaggi si muovono contemporaneamente, effetti speciali più sostenuti e la possibilità di tagliare le scenette degli attacchi cooperativi sarebbero però stati graditi. Il tutto viene accompagnato da una colonna sonora calzante, semplice, mai invasiva, orecchiabile accanto ad alcuni dei temi storici della serie. Peccato appunto per il doppiaggio spesso imbarazzante, con voci non calzanti a rappresentare i personaggi e una recitazione con i piedi in cui la punteggiatura, le pause e quant’altro viene di sovente ignorato. Se non ci fosse il testo scritto, spesso ciò che dice il protagonista non si capirebbe neppure, da quanto veloce parla. A dir poco insopportabile. 8
piattaforma: ds
sviluppatore: konami
produttore: konami
versione: usa
provenienza: giappone





















