Joint Operations: Typhoon Rising

Joint Operations: Typhoon Rising

Operazione Spinello

Sono passati cinque anni, eppure sembra sia trascorso un secolo. Ai tempi Project-Ring era una realtà ancora viva e pulsante, peccato non si potesse dire lo stesso del forum: gli iscritti erano pochini, anche se argomenti di discussione validi non mancavano. One day, Giacomo Talamini, più noto come Gunny, ancora più noto per Metal Gear Solid: Philanthropy, se ne esce sul forum con un’idea balzana: “Sta per uscire questo Joint Operations, che ne dite se, in attesa di Operation Flashpoint 2, ce lo prendiamo e tiriamo su un team?”. Le parole esatte non le ricordo, ma il senso era quello. L’admin dell’epoca nonché lo spacciatore di fiducia, il Bitte, forte del suo negozio online, ci procurò le copie del gioco. Il tempo di spedire e il fireteam fu subito pronto. Neanche il tempo di partire, però, e di Gunny e di OF2 si persero le tracce, ma il RingTeam era appena nato e non poteva farsi scoraggiare al primo ostacolo.

NovaLogic, già autrice della serie Delta Force e reduce dal successo di Black Hawk Down, decise di riproporre la stessa formula vincente, ma stavolta in scala molto più grande. La struttura di gioco era ben nota, azioni di guerriglia di stampo tattico con l’uso simulativo di armi. L’ispirazione a Operation Flashpoint, per quanto riguarda dimensioni delle mappe e uso dei mezzi, era palese. Joint Operations era un MMOFPS immenso, con mezzi navali, di terra e veivoli di ogni tipo (sebbene quest’ultimi fossero limitati ai soli elicotteri) e mappe chilometriche che a volerle percorrerle per intero ci si impiegava minuti persino a bordo di mezzi. Ma la cosa più incredibile era la quantità di giocatori per partita: un netcode con le palle permetteva fino ad un massimo di 300 giocatori di sfidarsi in un’unica mappa, senza che il server ne risentisse troppo. Persino noi italiani, all’epoca con la 640/128k, potevamo giocarlo senza troppi patemi. Un numero basso se confrontato con quelli di un Ultima o un World of Warcraft, ma bisogna ricordare che un first person shooter deve gestire molti più input rispetto ad un gioco di ruolo, si veda ad esempio la posizione dei proiettili che in un FPS deve essere la più precisa possibile. Nemmeno Battlefield ha mai osato tanto e il tanto pubblicizzato (da questo punto di vista) MAG su PlayStation 3, con i suoi 256 giocatori, ancora deve uscire è sa già di vecchio. Un comparto grafico zoppicante avrebbe rovinato l’esperienza di gioco, ma anche in questo caso Joint Operations sapeva il fatto suo, mostrando a video mappe ricche di vegetazione ed erba brulicante. Non era FarCry ma era il migliore compromesso possibile.

Sul campo di battaglia, mazzate a non finire, ma anche tanto divertimento. Le classi erano sufficientemente varie da offrire pro e contro per ogni scelta. Divertente nelle piccole mappe, dove un minimo di collaborazione poteva fare la differenza, Joint Operations soffriva sulle mappe estese e molto popolate, dove si tramutava in una sorta di Unreal Tournament su vasta scala. Farsi 10 minuti a piedi di mappa per farsi seccare all’istante non era proprio il massimo del divertimento, ma forse eravamo noi ad essere delle capre negli FPS. Ai tempi, inoltre, mancava ancora la concezione di squadra organizzata, che era vista come una cosa limitata a titoli come Raimbow Six o Counter-Strike.

L’armata Brancaleone non si è soffermata particolarmente sulle Operazioni Congiunte, troppe sberle e troppo altro da giocare. Promosso dalla critica, Joint Operations fu quasi ignorato dal pubblico, nonostante fosse all’epoca l’unico esponente nel suo genere; molti, infatti, preferirono attendere il seguito del più semplificato Battlefield. Operation Flashpoint 2, invece, lo stiamo ancora aspettando. Davvero un peccato.

piattaforma: pc
sviluppatore: novalogic
produttore: novalogic
versione: pal
provenienza: usa

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2 giugno 2009

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