Meteore: che fine hanno fatto i film interattivi? – 3
Terza parte del viaggio attraverso il filone dei film interattivi, questa volta incentrato sulle proposte in ambito cinematografico.
I primi esperimenti nell’ambito del cosiddetto “cinema interattivo” risalgono agli anni ’50, anche se per il primo film bisognerà aspettare la fine della decade successiva. Sebbene concettualmente simile alla controparte videoludica, il cinema interattivo è stato fin dall’inizio molto più legato alla struttura dei libri game rispetto ad essi. Il principale problema era quello di dover girare numerose sequenze parallele relative a bivi narrativi diversi, aumentando così non solo le ore di girato, ma anche tempi e costi. Se nei film interattivi era prassi che bivi narrativi confluissero in un unico filone, nel cinema interattivo era preferibile che i bivi restassero slegati, in modo da avere una trama il più diversificata possibile nel limitato tempo concesso dalla pellicola. Altra limitazione fu l’impossibilità di troncare l’esperienza in caso di scelta sbagliata, la narrazione in ogni caso doveva essere portata alla fine pena la visione di un film monco. Mancando le comodità dei sistemi multimediali moderni, la difficoltà fu quella di dover gestire le proiezioni in modo che le procedure di cambio delle pellicole-bivio fossero per lo spettatore le più rapide e meno indolore possibili. Più tardi, grazie a mezzi più sofisticati, fu possibile girare, montare, e distribuire i film su supporti in grado di rendere più semplice questo lavoro. Solo una cosa non fu mai risolta: i costi di gestione.
Benché esistesse una sorta di sfida implicita tra videogioco e cinema su chi dei due sarebbe riuscito a proporre per primo un prodotto interessante, ben pochi prodotti cinematografici verranno distribuiti a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, e quasi tutti molto distanti da essere prodotti considerabili validi commercialmente. Le poche sale adatte al film e gli enormi costi di produzione delle pellicole furono le cause del mancato interesse da parte delle major cinematografiche. Se ancora oggi i problemi nella realizzazione di sale per la proiezione 3D non sono stati del tutto risolti nonostante la tecnologia stia prendendo piede (le sale sono ancora la metà di quelle preventivate), potete capire quali dovessero essere ai tempi i problemi da affrontare per dare visibilità a questi “esperimenti”.
Con l’avvento del DVD, il filone sembrò aver possibilità qualche possibilità di rinascere, ma ben presto si ritrovò ad affrontare molti dei problemi dei prodotti cinematografici usciti qualche anno prima. I’m Your Man, The Misadventures of James Spawn, Point of View, Stab in the Dark! ebbero un limitatissimo successo, tant’è che molte delle successive produzioni furono realizzate con un budget limitato e indirizzate principalmente ad un pubblico infantile. La multimedialità concessa dai DVD venne perlopiù utilizzata nella registrazione di concerti per la visione da angolazioni diverse.
Da notare che se i film interattivi – quasi – sparirono per tramutarsi in qualcosa di molto diverso, il cinema interattivo se ne porta dietro strascichi ancora oggi. Tecniche e principi di funzionamento utilizzati nella realizzazione di film interattivi vengono tutt’oggi riproposti nella gestione delle sequenze video in contesti multimediali per il web. La diffusione della banda larga unitamente all’utilizzo di piattaforme come Shockwave/Flash ha reso più facile la realizzazione di prodotti multimediali assimilabili alle vecchie produzioni. Si pensi, ad esempio, a quei banner che utilizzano in maniera massiccia sequenze video in streaming. Da qualche anno, inoltre, vengono realizzati veri e propri film, come ad esempio The Outbreak, Hypnosis, Lost Cause o 17LifeFable che sfruttano le nuove potenzialità del web per riproporre gli stessi concepì. Per iPhone, intanto, è prevista l’uscita del videogioco-film interattivo Hysteria a breve.
L’ultima delle forme in cui si sarebbe evoluto il cinema interattivo fu quello del Mutable Cinema, concettualmente simile ai film interattivi, ma con un’interfaccia giocatore tale da permettere una diversa, e per certi versi migliore, gestione delle sequenze. A differenza di altre proposte, il MC non seguiva necessariamente una trama definita, piuttosto era il giocatore che modificando e ribaltando spezzoni o generando bivi diversi creava la sua personale trama. Per questo motivo l’ “artisticità” del prodotto finale non dipendeva più solo dalla direzione dell’autore, che non poteva più controllare la validità di spezzoni disposti in maniera diversa, ma anche dalle scelte del giocatore. In pratica è come se in un film la validità di questo venisse compromessa da chi si occupa del montaggio. Sebbene l’autore potesse considerare le sequenze del film facenti sempre parte di un’opera, chi ne usufruisce avrebbe potuto percepire il MC come un normale videogioco, dando poco peso agli elementi che lo compongono (sceneggiatura, fotografia, regia, etc.).
Appuntamento con l’ultima parte dell’articolo relativa all’evoluzione finale del cinema interattivo sul prossimo numero di Babel!





















