Spezzatori di lance e picchiatori di cavalli morti

2 feb 2009 di

Odio di Gomito

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Quella bighellona di Dorotea aveva ragione, non c’è posto come la propria casa. E Sony lo deve aver capito, perché la scommessa Home inizia nel migliore dei modi. O per meglio dire, nel migliore dei posti. Ovvero dalla tua casa. Non che il nome suggerisse altrimenti, vero, ma è importante specificare. Per esempio, Home non inizia da un anonimo isolotto nell’anticamera del mondo, dove ti vengono impartite noiose istruzioni di fisica, nel mentre che altri niubbi come te incasinano il tutto. No, a differenza di Second Life, Home inizia nel privato del tuo appartamento. Completamente solo. Puoi muovere così i primi passi senza l’angoscia di nessuno che ti rompa gli zebedei. Puoi goderti la bellissima vista sul porto turistico senza che nessuno ti inizi a danzare davanti, quando ancora non sai neanche come si faccia a mandarlo a quel paese, tanto meno mostragli due passi di polca.

Per quanto l’etichetta di ‘gioco’ gli sia stata cucina addosso sul lato sbagliato, Home inizia proprio come tale. Crei l’avatar ad immagine e somiglianza di come vorresti che diventasse da grande tuo figlio, o figlia. Lo vesti degli abiti che sai già milioni di altri utenti avranno scelto, pensando – come te – che nessuno andrebbe per quella combinazione di vestiti lì. Infine, passi il tutorial al sicuro delle tue quattro mura e via, verso il primo livello. Non proprio così immediato, a dire il vero, perché il primo livello non è altro che la piazza principale di Home e questa dev’essere prima scaricata, ma poco importa. L’importante è che ti sei mescolato al resto della comunità e il mondo è tuo. Puoi schifare il cabinato di Echochrome dopo pochi minuti, guardarti il trailer esclusivo di Watchmen che hai già visto su YouTube, e… beh, è un hub ed è nella fase di beta, di quel che c’è non manca nulla.

Certo, cosa sia esattamente questa beta di un hub mi continua a sfuggire, e questo nonostante una seduta intensiva, passata ad attendere che gli avatar altrui mi si materializzassero davanti, per capire se il placeholder con cui stavo parlando fosse un morto di figa, oppure uno che si spacciasse per figa. Potrebbe non rimpiazzare quell’incerto tentativo di arte moderna conosciuto ai più come l’XMB. Potrebbe fare la fine del dodo – o di Second Life, per rimanere in termini semi-ludici – e non imparare mai a volare, diventando così lo scemo del villaggio. Potrebbe, del resto, scomparire velocemente e silenziosamente quanto è apparso l’altra mattina accanto al PlayStation Store. Probabilmente non accadrà nessuna delle tre probabilità, e specialmente non quest’ultima. Sei hai già dimostrato di avere le braccine talmente corte da crearci un hub, pur di non buttar via anni di sviluppo del fu The Getaway, prima di farlo scomparire del tutto, lo tramuti in un museo a pagamento piuttosto. Ma sto divagando.

Mia nonna – quella della carriola – aveva un detto: “chi visse sperando, morì cagando”. Sacrosanto. Ma credere in Home non richiederà un’intensiva seduta sulla tazza del cesso. Perché non c’è molto da sperare qui, quanto da aspettare. Avrò dubbi su cosa sia oggi, ma su quello che sarà un domani, no, perché il fulmine a ciel sereno l’ho visto anche con i prosciutti da fanboy sugli occhi. Home è l’ennesimo gimmick a fare capolino sulla nostra industria preferita. Uno specchio per le allodole, come il Nunchuk, aggiungerei per aiutarvi a capire dove stia andando a parare. Come gli achievements, aggiungerei per sbattervelo in faccia. E sei bella così.

Home deve invogliare gli utenti a giocare di più. O meglio, a spendere di più. E a farlo con Sony. Sì – uno potrebbe portare sul tavolo della discussione – però ci sono già, rispettivamente, il Sixaxis e i Trofei. Ahimè, Sony ha dimostrato che non è solo la prima frittata a non venire mai bene, ma anche la seconda. La terza andrà meglio, deve andare meglio, anche perché per una volta non è una copia, ma direttamente l’originale. Per vincere la guerra del porting multiplatform, allora, quale idea migliore di un idilliaco appartamento con una vista mozzafiato, tutto vostro, da arredare, espandere e tramutare in quello che non avrete mai in vita vostra? Ah, è gratis*.

Voi chiamatelo escaspismo, se volete, per me è solo la solita storia di chi ce l’ha più grosso. E, putacaso, noi videogiocatori siamo sempre i primi a tirare fuori il righello.

*Attenzione: vita sociale non inclusa, leggere le avvertenze prima dell’uso, non è proprio gratis.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...