Banjo & Kazooie Nuts & Bolts
A volte ci vuole fantasia. Immaginate nella stessa riunione un dirigente Microsoft, una coppia di programmatori Rare e Banjo. Immaginate ora quanto possa essere incazzato il primo per le scarse vendite del gioco, poi immaginate quelli di Rare scrollare le spalle e infine immaginate Banjo, rinchiuso in una gabbia per gatti, che si dichiara innocente. Un giorno qualcuno condannerà i colpevoli e poi li rilascerà in libertà condizionata, ma non è oggi il giorno del processo. Oggi, un paio di mesi dopo il fattaccio, possiamo solo constatare che Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts è una vittima. Una fottuta vittima della mafia videoludica, più potente della cinese, più feroce della russa, più istruita di quella italiana. Una mafia che macella la sua coca sempre sullo stesso scaffale, quello natalizio.
A giocare con Viti e Bulloni ti passa la voglia di programmare videogiochi, pure se non lo hai mai fatto in vita tua. Perché un buon lavoro non può essere lasciato alla deriva da una collezione così pacchiana di imperdonabili errori. Il primo sbaglio è non spiegare che di platform non si tratta. Ci sono i livelli sì, ci sono i salti sì, ci sono pure le note collezionabili e uno scenario perfetto, ma di platform non si tratta. E grazie a Dio, perché, dopo Kameo, Rare si rilancia come regina dei controlli indecenti. Banjo sarebbe il dito in culo di ogni pad se dovesse solo saltare in testa a qualcosa. Il secondo sbaglio è una demo pedante e noiosa, fuorviante e inefficace, una stronza che nemmeno fa capire che di platform non si tratta (appunto). Non era facile inzaccare una formula tanto nuova in cinque minuti di pubblicità, ma ti vuoi del male se non lasci nel cassetto quella che ha invece invaso il marketplace. Il terzo sbaglio, e qui mi fermo, è lo scontro tra un massimo e un mosca. Quelli del marketing avranno fatto i loro conti, sembra sciocco e superficiale sputare sul lavoro di tanta brava gente, ma bisogna essere degli imbecilli patentati per oscurare uno spaghetto alle vongole con del parmigiano. Che in questo caso gli spaghetti siano un gioco di orsi e il parmigiano un misto di motoseghe e sangue ha davvero poca importanza.
A volte ci vuole fantasia e questo Banjo è un cavallo sbizzarrito nel vostro cervello. Le regole del tavolo sono tanto chiare quanto indefinite. Una missione, un obiettivo, e poi solo un foglio bianco da riempire con gli scarabocchi di progetti assurdi e improbabili. Lo rispiego, meglio stavolta. Rare sceglie un punto d’arrivo, il giocatore costruisce il percorso, Banjo ritira il premio. È proprio difficile da spiegare Nuts and Bolts, perché tanta libertà non si era davvero mai vista. Un’ispirazione, un lampo di genio, una lampadina sulla testa magari e il più bastardo dei livelli si trasforma in un esemplare gioco da ragazzi. L’importante è creare un mezzo con motore, un sedile e qualche ruota. Un gioco senza regole e senza muretti. Come se in un picchiaduro si potesse lanciare contro il nemico uno di quei tifosi ubriaconi alle tue spalle. Come se in un RPG si potesse prendere a bastonate il cattivo prima che diventi fortissimo. Come se si potesse porre fine ad Heroes dopo la prima stagione, per sempre.
Rare ti sfida a fottere e scavalcare le sue regole, perché di regole vere e proprie ne ha scritte poche. Il giocatore costruisce la sua avventura più di quanto non si faccia in Little Big Planet. Il gioco si modella a sua immagine e somiglianza, si fa grande o piccolo in base alle capacità del suo manovratore. Nuts & Bolts è un gioco diverso per chiunque lo giochi, il primo esempio di codice volatile e permeabile.
Si potrebbe pure parlare degli inevitabili bug, della sala giochi, dei segreti marini, dei mille pezzi a disposizione, della fisica credibile, di alcune insopportabili gare e di alcune missioni dannatamente frustranti. Ma facendolo, supererei i 3800 caratteri e questa recensione richiederebbe un’altra pagina di spiegazioni. E Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts, il gioco che la LEGO avrebbe sempre voluto fare, non si può spiegare. Si può giocare e, per una volta, fatevi il piacere. [8]
console: 360
sviluppatore: rare ltd.
produttore: microsoft games studios
versione: pal
provenienza: uk




















