L’ultimo dei nerd

2 gen 2009 di

Esco di rado (ma gioco pure troppo)

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Avete presente i Mii? Quei pupazzoli brutti e deformi che tanto piacciono ai possessori inebetiti del Wii? Ecco, io li odio. Ma non è nemmeno colpa loro, semplicemente sono un uomo all’antica. Giocare ai cowboy è da maschi, collezionare robot è da maschi, picchiare prostitute è da maschi, pettinare le bambole è da femmine. E me li immagino spesso quei piccoli nintendari felici, mentre scelgono la pettinatura per il proprio fantoccio. Checche.

Ma il Wii è una console fuori dalle logiche, almeno così credevo. C’è un sacco di brava gente che conosco che, remote e nunchuk in mano, ha smarrito improvvisamente il cervello. Gente che un giorno viveva felice nelle praterie del poligono e che di colpo si commuove nel vedere la nonna ridere con il bowling. Complimenti alla nonna, per carità, le voglio anche un filino di bene, ma chi se la incula in fondo in fondo?

I primi sentori di questa isteria collettiva si erano avuti quando Sony, giusto un attimo dopo il ballo di Final Fantasy VIII, presentò al mondo il suo biglietto d’ingresso per il futuro. Home è una dashboard in 3D nella quale gli utenti possono parlare tra di loro, condividere foto, spettegolare sulle tette di questa e quell’altra e vantarsi dei propri successi nei videogiochi. In Home il giocatore, o quello che ne rimane di lui, impersona un avatar da vestire, pettinare, e stirargli le camicie. La reazione del pubblico Sony fu sbalorditiva. Per me senza dubbio. Invece di progettare della sana devastazione di massa, gli hardcore gamer si dissero felici e soddisfatti, quasi impazienti. “Sai che bello arredare la mia stanzina con il mio mobilino e con il mio quadrettino!”. “Sai che gioia incontrarsi tutti nella finta casa di uno per parlare per ore dei giochi che nel frattempo non giocheremo!” Sai che palle, dico io, ma dove sono finiti i vostri poderosi testicoli? Quelle palle enormi che vi hanno permesso di abbattere galline con lanciamissili e distruggere castelli con vinavil e fil di ferro? Dove siete finiti veri videogiocatori?

Ma il dramma si è consumato solo qualche settimana fa. Microsoft aggiorna la sua console tra il malumore generale dell’ultima nicchia di virilità del settore. Nessuno, e dico nessuno, fino al giorno prima del lancio aveva mai lontanamente pensato di rivelare la sua tolleranza per quei cosi brutti della Rare. Nemmeno Rare, che li odia, e che si vergogna di essere passata dalle gloriose piñate a degli omuncoli senza spessore. Eppure, cinque minuti dopo la loro prima apparizione ufficiale, i forum italiani – e immagino del mondo – erano in pieno fermento. Qualcuno si chiedeva se il cappellino a quadri stonasse con i calzoncini merlettati. Qualcuno si lamentava dell’assenza di lingerie di marca e qualcuno, come me, urlava forte forte la sua depressione. Che in fondo non son nemmeno problemi miei. Ho creato il mio profilo, messo in piedi qualcosa con la mia faccia e ho abbandonato per sempre il tizio simpatia. Fastidio non ne dà, ma non è bello sapere che nella tua console da 400 euro ci sia qualcuno che rutta e fa le smorfie. Il vero problema è che non si va ad aggiungere niente ai videogiochi in carne ed ossa. Nessun titolo sarà più divertente con scarabocchi al posto di omaccioni. Nessuna serie venderà più copie perché il pilota numero uno della Ferrari è pinco pallino e indossa camice a fiori. E se non aggiungi nulla, è fuffa, solo fuffa. Scene IT 2, primo gioco a sfruttare le potenzialità dei bambocci sul Live, ne è la dimostrazione più concreta. Quattro cretini a fare facce buffe per le solite domande. Brrrrrr.

Vedo un futuro grigio. Un futuro fatto di giochi senza personaggi, ma con le facce da cazzo dei tuoi amici a farti compagnia. Un futuro dove intere famiglie di immigrati vengono rovinate dall’acquisto compulsivo di scarpette e calzini. Vedo un futuro disperato nel quale la pubblicità diventa piacevole e a pagamento. Polsini della Nike, occhialini della Ray-Ban, parastinchi della Umbro. Tutto può avere un prezzo se c’è qualche imbecille disposto a comprarlo. Un futuro terribile nel quale i Microsoft Point non sono mai abbastanza e dove una t-shirt digitale può sostituire un lancer in scala reale nelle limited edition. Perché potete starne certi, se vi piacciono i pacioccotti, di qualsiasi razza essi siano, finirete con lo spenderci dei soldi. E allora, con tutto il rispetto, andatevene a pettinare le bambole.

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  • utente anonimo

    parole sante.. parole sante… sono d’accordissimo con te su tutto, è quello che penso anche io e l’ho ritrovato nell’articolo che hai scritto.. purtroppo non ci si può fare niente se la gente è così idiota e credo proprio che la situazione non migliorerà di certo…

  • utente anonimo

    Mi sembra più il discorso di una checca isterica che quello di un omone virile che gioca a i Cowboy (forse giooca a quelli di Broke Back Mountain….).

  • http://storiaepolitica.forumfree.net/ onestobender

    E’ un pò di anni ormai che in diversi media hanno iniziato a giocare costantemente al ribasso. Funziona più o meno così: qualcuno inizia a ridurre gli investimenti e di conseguenza la qualità del prodotto, vende lo stesso (fra l’altro incassa di più perchè spende di meno) e tutti gli altri gli vanno dietro. La tv italiana è all’avanguardia: hanno tagliato drasticamente il numero di film per trasmettere le loro fiction e i loro reality da sesto reich (che gli costano la metà).

    Nintendo sta facendo più o meno lo stesso con sta minchia di wii (giochi scarsi con dietro bassi investimenti che però vendono tanto).

    Sapete come finisce questa storia? La gente si è già abituata ad una tv che non trasmette altro che idiozzie perchè lo standard è quello (non fanno praticamente nient’altro): i videogiocatori presto si appassioneranno a robaccia tipo home o smetternanno di giocare.

  • http://limacat.blogspot.com utente anonimo

    Amen, fratello.