The Barbarian Sublimation

2 nov 2008 di

Quando la TV droga i videogames – seconda parte

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The Barbarian Sublimation, episodio tre della seconda stagione di Big Bag Theory, cavalca l’onda della dipendenza da videogiochi. Vi ho già parlato di questa serie, e di come i videogiochi ne facciano parte praticamente in ogni episodio. Per i più smemorati, e per gli stronzi che non hanno letto i vecchi numeri di Babel, cerchiamo di ricapitolare in fretta. Leonard e Sheldon, due laureati in qualche cosa (ma soprattutto due splendidi nerd), vivono insieme in un appartamento di Pasadena. Tutto cambia quando una porzione di vagina decide di andare a vivere nell’appartamento di fianco al loro. Penny vuole fare l’attrice, lavora come cameriera e, soprattutto, non sa accendere un pc.

PIPÌ ONLINE
Sheldon è seduto nel suo salotto, pronto per una lunga sessione online con qualche MMORPG fantasy della malora. Prima di cominciare la missione, però, Sheldon si preoccupa che tutti i suoi compagni abbiano preparato l’attrezzatura adatta: “Va fatto tutto d’un fiato, ricontrolliamo la vescica”. Ecco, per ogni giocatore online che si rispetti, questo piccolo accorgimento dovrebbe essere d’obbligo. Non c’è niente di peggio che aspettare per minuti qualcuno che s’è dimenticato di inghiottire la sua Fiesta portafortuna. Eppure siamo tutti costretti a farla di corsa quando ci killano presto in un round.

SEMBRA CARINO
Sheldon è costretto a raccogliere la povera Penny fuori di casa e a farla accomodare in casa sua, proprio mentre sta giocando. La dolce niubba guarda con disprezzo il pro gamer, ma appare comunque interessata. E così, tra una battuta e un’altra, decide di provare anche lei questo assurdo e infantile gioco. Inutile dire che in pochi minuti ne è completamente schiava. È così che funzionano i MMORPG, passi al livello 2 e senti come un bisogno fisico di raggiungere il 3. Vuoi essere meglio di come sei, e puoi farlo.

FUCKIN’ NOOB
Ma se la vita mi ha insegnato qualcosa, è di tenere lontano il più possibile i niubbi dai videogiochi. Perché, per un lasso di tempo che vi sembrerà infinito, cominceranno a tormentarvi con stupide domande. Domande che troverebbero risposta con un minimo di pazienza e dedizione, domande che non finiscono mai. Penny, per esempio, si permette persino di svegliare il povero Sheldon per conquistare una piccola spada. E penso alla mia Penny, che è un grasso cugino di più di 100 kg, e a come ieri sia stato costretto a fare tre piani di scale per riparare il suo 360. Sapete quanto i 360 amino rompersi, ma se non gli attacchi la spina, non è nemmeno colpa loro.

NON SOLO BRUTTI CICCIONI
Ma il gioco è fatto. Penny è ufficialmente una drogata del gioco. Il mondo si è fatto questa strana idea dei videogiochi, e sembra non volersene liberare mai. Perché è vero, c’è stata una volta che ho saltato un giorno di scuola per giocare a Tomb Raider 2, e posso rimandare per ore la cena per segare una locusta in Gears of War 2, ma tutta questa gente che smette di lavarsi, pettinarsi e socializzare per un’ultima partita, non l’ho ancora incontrata. Magari proprio perché stanno giocando, penserete, oppure è perché c’è una via di mezzo che la televisione non riesce a raccontare. Farei sesso per parecchie ore al giorno se le prostitute non fossero così care e mangerei ancora di più di adesso se McDonald’s si decidesse a portare il domicilio anche in Europa, ma posso smettere quando voglio. Posso?

AH, L’AMORE
Quante donne ho conosciuto online. Quante donne hanno voluto da me solo sesso e poi me l’hanno ridato indietro. Nessuna, più o meno, ma è certamente più difficile se si spara ai terroristi. Pare, invece, che nei MMORPG si rimorchi più che nei locali per gay. Proprio Penny viene adescata da un losco figuro (in realtà lo scienziato rimorchione del gruppo) mentre calpesta le lande fantasy del suo gioco. È lì che capisce di avere un problema, è lì che capisce di aver bisogno di aiuto. Perché i giocatori online trattano con le donne con l’umorismo di un blocco di laterite. Sono goffi, fastidiosi, di cattivo gusto e, difetto peggiore, si credono simpatici.

The Barbarian Sublimation è un episodio divertente, su questo non ci piove, ma assolutamente non in linea con il resto della serie. Big Bang Theory non tratta i videogiochi con la forza dei cliché, ma li racconta con le capacità di chi li conosce bene. Questa puntata, invece, potrebbe essere inserita in qualsiasi serie televisiva senza apparire fuori luogo. Perché sfiora i videogiochi con la stessa sufficienza che abbiamo visto in Grounded for Life, con pochi tecnicismi e situazioni già viste. Solo, a differenza di tutti gli altri, sono bravi a renderle davvero credibili.

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