Far Cry 2

2 nov 2008 di

Africa ciao

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L’Africa è un paese povero, disperato, affamato, dissanguato da guerre civili senza futuro. La sua povera gente non ha medicine, fatica a trovare il cibo, ed è costretta a sopravvivere con i pochi frutti che l’arido terreno è in grado di offrire. Con quelli e con le jeep a torretta. Più di Torino, l’Africa di Ubisoft è la patria dell’automobile. Può mancare tutto in Far Cry 2, anche l’acqua, ma una quattro ruote armata non la si nega a nessuno. È solo il primo smacco alla credibilità generale che questo gioco mette in campo. Se provi a riempirti i polmoni del suo universo, non vedrai che trame raffazzonate, gang rivali vicine di casa e rigide regole alla Assassin’s Creed. Far Cry 2 ti vuole in città per andare avanti, ti vuole al bar per incontrare amici, ti vuole nei rifugi per dormire, ti vuole sotto un’antenna per farti uccidere qualcuno. Dopo un prezzo d’ingresso salato, con le morti continue a ricordare la calma, si controllano gli schemi e si acquisisce il giusto passo. E solo allora Far Cry 2 ha finalmente qualcosa da dire…

Tre cose si fanno per tutta l’avventura: distruggere obiettivi, uccidere obiettivi, raggiungere gli obiettivi. Tranne in rare occasioni, tralaltro, le missioni si specchiano l’una nell’altra. Arrivi, uccidi tutti, te ne vai. Come in un FPS qualsiasi, come se una mappa tanto bella e grande fosse lì per fare presenza. Ma è nel viaggio tra i mille punti A e i mille punti B che si nasconde la polpa vera di questo titolo così particolare. È nella turistica scoperta di nuove zone e nuovi rifugi che nasce un piacere mai intenso ma regolare. E pure qui si devono chiudere tre occhi per accettare i compromessi ludici di un insieme che sembra non avere senso. Perché tutti vi sparano solo a vedervi, da lontano pure. Perché alleati e nemici attaccano con la stessa tigna arrabbiata, senza preoccuparsi mai di quello che state facendo e per chi lo state facendo. Perché giri la testa, muovi tre passi e ti ritrovi una famiglia di neri respawnata nella casetta appena pulita. Perché i cervelli artificiali mostrano le spalle, si calano le braghe e poi ti cecchinano da venti chilometri nell’oscurità. Far Cry 2 è una storia che non funziona, quasi mai, ma è lo stesso un gioco incredibilmente divertente.

Quando ti stufi di dare una logica alle mille relazioni politiche e sociali dei suoi distretti, infatti, puoi cominciare a sperimentare con un ambiente ricco di appaganti possibilità. Lo stesso obiettivo può essere raggiunto a piedi, con una macchina di lato, con una barca alle spalle e pure dall’alto con un deltaplano. Combinando gli ingredienti, si ottiene una formula varia e soddisfacente, capace di sopperire al game design spesso solo accennato.

Ma Far Cry 2 è un’esperienza meno rilassante su console. Il PC, oltre a caldi effetti di luce su un altro pianeta, offre save point a basso costo, gratuiti anzi. Laddove i giocatori boxari e sonari dovranno cercare rifugi o altri punti d’interesse, il maschio cazzuto con 2 GB di ram si limiterà a rallentare la velocità d’andatura della proprio auto. Si perde il gusto per la caccia al rifugio, sostanzialmente inutili su PC, ma si evita pure di arricchire le casse dell’Alpitour. Perché quando si muore in Far Cry 2, si muore all’improvviso. Perché ci si scorda di doparsi con una delle tante siringhe a disposizione, perché uno stronzo ti falcia con un mortaio di precisione, perché la jeep ha preso fuoco e dalla sua torretta vedi solo l’orizzonte.

Un giorno i videogiochi racconteranno l’Africa Addio di Jacopetti e Prosperi, quella che uccide la sua gente e la lascia per strada a riempirsi di fango, con meno sufficienza e più attenzione. Forse un giorno non dovrò farmi bastare un ottimo gioco, e potrò avere anche una grande storia. Per ora no, continuiamo a giocare. [8]

piattaforma: pc, 360, ps3
sviluppatore: ubisoft montreal
produttore: ubisoft
versione: pal
provenienza: canada

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