Quando la TV inventa il videogioco perfetto
Succession, episodio tredici della seconda stagione di 30 Rock, è l’episodio perfetto per riallacciarsi alla cover story del mese scorso. Perché sesso e videogiochi non sono mai diventati amici? 30 Rock, per quelli che la notte dormono e non guardano telefilm in lingua originale, è una divertente serie comica che descrive il mondo della televisione dall’interno. Una versione tutta risate di Studio 60 (nemmeno quello avete mai visto? Recuperare d’urgenza), con più battute e meno intelligenza, ma ugualmente raffinata e geniale. L’episodio è composta da storie diverse e distaccate. Quella che ci interessa, vede protagonista Tracy Jordan, la star comica dello show del telefilm. Un pazzo ominide con poco cervello che, improvvisamente, comprende lo scopo ultimo della sua esistenza.
PER I FIGLI
Tutto ha inizio con un dramma familiare. Tracy Jordan, a bordo della sua poco appariscente pelliccia bianca, si reca a scuola del figlio per consegnargli il “bastoncino musicale” (flauto per i sapienti, ma non flauto americano) che ha malauguratamente dimenticato a casa. È lì che scopre che si sta svolgendo la giornata padre-figlio alla quale, per volere dello stesso figlio, lui non è stato invitato. Decide quindi di rendersi meritevole agli occhi del pargolo (non prima di averlo messo in imbarazzo di fronte a tutti, ovviamente) creando qualcosa di davvero grande. Qualcosa come la nona sinfonia o i flauti del mulino bianco. Ma cosa?
PORNOGIOCHI
È solo dopo una sfiancante sessione di pensiero di quasi mezz’ora che Tracy Jordan viene finalmente illuminato. Se ne stà lì tutto solo a decidere quale dei suoi due passatempo preferiti scegliere, quando tutto è finalmente chiaro. Videogiochi o porno? Porno o videogiochi? Eureka, il mondo ha bisogno di un vero eccitante videogioco porno. L’idea è tanto semplice quanto geniale. Avrebbero potuto pensarci prima, e probabilmente lo hanno fatto, ma perché nessuno ci è mai riuscito?
MISSION IMPOSSIBLE
Tracy decide di chiedere consiglio a qualche suo amico pipparolo e videogiocatore (uno di noi insomma) e scopre la triste verità. Quello che non è riuscito ai più grandi pervertiti della storia, a Walt Disney e ai giapponesi, non sarà mai possibile per via della “valle misteriosa”. La teoria è chiara e indiscutibile: “all’aumentare del realismo nelle rappresentazioni digitali degli esseri umani, si raggiunge un punto in cui cessano di essere accattivanti e diventano raccapriccianti. Come un soldato imperiale (Star Wars) in CGI o Tom hanks in Polar Express”. Triste, drammatico, ma reale.
PIPPE IN BASSA DEFINIZIONE
Ma Tracy Jordan non è un uomo che si ferma di fronte alle avversità. Contro ogni logica, ma con il favore di ogni essere umano pensante, si mette ugualmente all’opera. Tutti continuano a ripetergli che è impossibile, qualcuno si prende persino gioco di lui ma, in cuore suo, Tracy sa che prima o poi sarà possibile sfruttare la vibrazione meglio che per i cordoli di Gran Turismo. È a questo punto che si crea la spaccatura. Il videogiocatore convinto ripensa alle 200 lire buttate a scoprire immagini decisamente osè in qualche cabinato degli anni ottanta. Sua madre guarda sconsolata l’uomo nero in tv e si chiede: “ma allora Lara Croft?”
ILLUSIONE
Tracy, sfinito e sfiancato dal troppo pensare, cade in catalessi ma ce l’ha fatta. Ha creato il primo videogioco porno della storia. Ancora una volta i telespettatori si dividono in due: qualcuno sogna un angelo Tracy Jordan su questa terra, qualcuno grida allo scandalo e chiede la censura preventiva, Thompson si chiede se ci sono prove a sufficienza per intentare una causa legale. E mentre siamo qui a chiacchierare, gli spogliarelli in GTA IV sono ancora dannatamente deprimenti.
Inutile negarlo, lo spunto eccezionale sul tema videogioco, finisce con l’essere sprecato da uno svolgimento fiacco e poco ficcante. L’inizio dell’episodio lascia presagire grandi gag (solo a noi nerd ovviamente) ma si passa troppo velocemente ad un finale scontato e banale dedicato ad un pubblico semplice e lontano dal mondo dei videogiochi. Mancano la satira e un vero e proprio punto di vista. Peccato, davvero una brutta occasione sprecata.




















