Ars Ludica
Muslim Massacre è un’arena shooter freeware in cui, vestendo il ruolo del classico soldato americano ormonizzato, bisogna semplicemente massacrare dei terroristi islamici. Analizzandolo (http://arsludica.org/2008/06/27/esaminando-muslim-massacre/, leggete anche i commenti) è emerso che l’aver utilizzato, per la rappresentazione del gioco, tutta una serie di luoghi comuni, potrebbe avere una valenza dissacratoria più che essere un becero tentativo di propaganda come appare da una lettura più superficiale. Il condizionale è d’obbligo perché si può giungere a una conclusione del genere soltanto se si è letto fino in fondo il topic di presentazione del gioco (che non inserisco perché improvvisamente il forum è diventato a pagamento e inaccessibile agli utenti non registrati). Niente, o quasi, nella rappresentazione ludica permette una lettura del genere. Ovvero, il sospetto viene, ma nasce più grazie alla cultura del giocatore che dalla fruizione dell’opera stessa.
In realtà, il problema che possiamo porre partendo dall’esame di Muslim Massacre, non è banale come potrebbe sembrare. Riguarda i mezzi con cui i videogiochi comunicano quei significati che – piaccia o meno – sono presenti, siano essi espliciti o impliciti. La stessa volontà di adottare un certo tono, presuppone l’adozione di alcuni accorgimenti che permettano al giocatore di coglierlo senza dover andare a ricercare in giro per la rete commenti, interpretazioni posticce e affini.
Muslim Massacre in questo senso è fallimentare. Ovvero, senza la presenza di paratesti esplicativi riesce a comunicare soltanto la sua superficie. Non solo, incanalando l’interpretazione, non chiarisce mai i suoi scopi, ma non cerca neanche la strada dell’ambiguità che permetta di intuirla. A un primo impatto (ma anche al secondo e al terzo) il titolo appare piuttosto ‘serio’ nei suoi intenti e, nonostante le esagerazioni, non traspare altro se non il suo farsi portavoce di una serie di luoghi comuni facilmente stigmatizzabili.
Mi si dirà che proprio la loro presenza permette di coglierne l’ironia, ma continuo a credere che ci sia una grossa contraddizione in questo discorso. Sarebbe come dire che un Call of Duty o un Medal of Honor qualsiasi permettono una lettura ironica della guerra perché spiattellano sullo schermo tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili derivanti dalla retorica militare. La verità è che, senza fornire una chiave di lettura specifica all’interno della fruizione, i luoghi comuni diventano proprio quello che sono. Ovvero, vengono affermati e diventano parte fondante del discorso, rendendo di fatto tutte le altre interpretazioni possibili delle sovra-interpretazioni.
È ovvio che si possa fare ironia su qualsiasi opera ma, ribadisco, se non è l’opera stessa a ironizzare su sé stessa e sui suoi contenuti, si tratta di un lavoro esterno, di un paratesto completamente nuovo. Nato sì, intorno e grazie all’opera, ma che non è contenuto in essa, se non nei termini della necessità di creare riferimenti precisi e riconoscibili per far sì che l’ironia funzioni. Anzi, in questi casi sarebbe meglio parlare di caricatura, più che di ironia, perché spesso l’intento è proprio questo.
In realtà, quelle che sto affrontando sono questioni abbastanza assodate, che ci consentono di distinguere Moliere autore di commedie da Racine autore di tragedie. Il problema è che Muslim Massacre, nonostante le parole del suo autore (arrivate dopo la pubblicazione del gioco), sembra prendersi maledettamente sul serio, anche quando abbozza la caricatura di Bin Laden che lancia aerei contro il giocatore. È difficile non vederci della propaganda, perché non c’è altro che propaganda.
L’immaturità del medium videoludico non è una scusante per l’autore (esistono molti esempi di videogiochi che sono riusciti a usare l’ironia con successo… ma ne riparliamo nel prossimo paragrafo), che ovviamente non va crocifisso (altrimenti finiamo per trovarci in mezzo ai piedi un’altra religione e magari qualcuno decide pure che la madre lo ha partorito da vergine) ma che, scegliendo un tema così delicato, doveva studiare meglio come renderlo sullo schermo per non creare fraintendimenti. Magari sistemerà la cosa nelle versioni successive (il gioco è ancora in beta).
Non mancano, infatti, esempi di meta-videogiochi che, riflettendo sulla propria natura, hanno eletto l’ironia a cardine dell’esperienza ludica. Il mondo dei giochi freeware ha già mostrato di saper ironizzare su sé stesso (penso a uno Shit Game o a un Ikachan, per fare un paio di esempi), ma anche il mercato mainstream ha saputo regalare, negli anni, qualche ottimo esempio di ironia in-game. A partire dai magnifici mutandoni di Ghosts’n Goblins, passando per Monkey Island fino ad arrivare al più recente The Bard’s Tale, fondato totalmente sulla dissacrazione dei luoghi comuni del genere fantasy. Per non parlare di Team Fortress 2 che fa dell’improbabilità e della caratterizzazione caricaturale dei personaggi il suo punto di forza principale, andando a demistificare il genere degli sparatutto ondine, fin troppo legato a certe forme di esaltazione tipiche degli eccessivi sbalzi ormonali e dell’estrema frustrazione individuale.
Quello che imputo a Muslim Massacre, quindi, non è tanto la bruttezza dei suoi contenuti (che magari possono piacere a un deviato mentale, o a un leghista) quanto la volontà di non manifestare in modo efficace parte del suo contenuto, rendendolo di fatto talmente implicito da consentire qualsiasi interpretazione. Ovvero permettendo al razzista becero di esaltarsi per i suoi contenuti, senza porsi alcuna domanda su di essi. L’effetto esattamente contrario a quello desiderato… sempre stando alle parole dell’autore.
-
[News] Annunciato lo scontro del millennio c.m.
29 luglio 2010
-
[News] Sony cancella due grossi add-on
16 luglio 2010
-
[News] Sakaguchi ci fa vedere il suo sequel
12 luglio 2010
-
[News] Topolino fa poco lo stronzo
2 luglio 2010
-
[News] Kinect cancella le incomprensioni
1 luglio 2010


-
Single Player Co-op
Michael Jackson rimosso da Plants vs. Zombies / Limbo – un bambino nel bosco / ... -
Ars Ludica
Doom su ZX Spectrum / Shatter / ... -
Ai Margini
E3 2010 – Cosa vi siete persi / Storie di spam e concorrenza, una scusa per affermare che la nostra home è viva. / ... -
L'antro atomico del Dr.Manhattan
Scott Pilgrim vs. The World: The Game (un videogioco contro il mondo dei giovani) / Demon's Souls: la fine è il nuovo inizio / ... -
Uploads by YouAverageJoey
Opinionista Videoludico #11: Braid (Concorso Jerghx) / Opinionista Videoludico #10: Xbox 360 Slim / ...













