Speciale Cinema – 1
Non si vive di sola televisione. Ecco quindi il primo di una serie di speciali dedicati al grande schermo. Il primo gruppo raccoglie film che non si nutrono dei videogiochi come i tie-in ma che, in qualche modo, li vedono protagonisti, o quasi. Una selezione che racchiude modi diversi, e spesso opposti, di raccontare i videogiochi. Wargames, per esempio, sembra sfiorarli da vicino, ma le considerazioni della pellicola possono essere facilmente attualizzate ai moderni giochi bellici. Così come Giochi Stellari è la risposta anticipata ai videogiochi prodotti e finanziati dai militari statunitensi. Seguono The Wizard che anticipa il marketing virale e Cocco di nonna che è pessimo per molte ragioni. A chiudere il cerchio un simpatico cameo in Treciento, non del tutto riuscito magari, ma che certifica un pubblico maggiormente variegato rispetto al passato.
WARGAMES
WarGames, uscito nel 1983, racconta le vicende di David Lightman, giovane hacker agli esordi. Alzandosi i voti scolastici (mitica la scena del rudimentale collegamento internet), si imbatte in una serie di videogiochi tra cui conquista la sua attenzione “Attacco termonucleare globale”. Il gioco, in realtà, è in grado non solo di simulare la catastrofe di una guerra nucleare, ma anche di scatenarla sul serio. Il protagonista, quindi, è messo di fronte alla realtà di una vera (possibile) guerra scatenata dal suo frivolo piacere di simularla. E non è quello che facciamo noi tutti i giorni? Ci capita di considerare davvero un uomo quel crucco segnalato sul radar come un nemico?
GIOCHI STELLARI
The Last Starfighter, uscito nel 1984, spiega come Alex, un abile videogiocatore, finisca arruolato da Centauri per sconfiggere il cattivissimo Xur. Starfight, infatti, non è solo un videogioco, ma un modo per scovare tra le galassie i migliori piloti di Gunstar. È risaputo che l’esercito americano utilizza software ludici per preparare i suoi soldati ed è cosa nota che gli stessi software hanno da qualche anno raggiunto persino gli scaffali. Notate qualche somiglianza?
IL PICCOLO GRANDE MAGO DEI VIDEOGAMES
The Wizard, uscito nel 1989, è una grossa marchetta voluta e sponsorizzata da Nintendo. Un ragazzino traumatizzato gira mezza america alla ricerca dei soldi necessari ad arrivare in California (o almeno è ciò che si crede durante il film). Ci riesce partecipando, e vincendo, un grosso torneo di videogiochi nel quale appare (prima ancora che nei negozi statunitensi) il buon Super Mario Bros. 3. Ma tutto il film è una continua pubblicità al NES (la console a 8 bit che rese grande Nintendo), al Power Glove e alla versione casalinga di “Doppio Drago” (argh). Questo prima che all’interno dei videogiochi stessi si cominciassero a vendere spazi pubblicitari…
COCCO DI NONNA
Alex è un collaudatore (argh) di videogiochi che vive giornalmente a contatto con nerd e hippy. Il film regala qualche simpatico siparietto dell’industria vista dall’interno (il programmatore capo sopra le righe strappa qualche sorriso), ma è superficiale e ridicolo agli occhi di un appassionato. Alex, per esempio, nel tempo libero progetta un videogioco per conto suo (sì, avete capito bene, lo fa da solo e in salotto) per poter un giorno sbarcare il lunario. E non un gioco per DS, che renderebbe persino credibile il sogno del protagonista, ma per Xbox. Avete mai visto un film nel quale un ragazzo di 30 anni sogna di girare un kolossal cinematografico nella sua cucina? Appunto.
TRECIENTO
Meet The Spartans, uscito l’altro ieri, è una di quelle parodie con rutti e scoregge che agli americani piacciano tanto. Nella battaglia delle Termopili, il finto Leonida regala qualche soddisfazione ai programmatori di Rockstar con una citazione al loro GTA: San Andreas. Ora, seppure in ritardo di qualche anno (Coca Cola Company ci ha messo qualche secolo in meno), la scelta riveste una sua importanza. Questi film sono un minestrone esagerato di perculazioni alla cultura pop di massa e ritrovarci un GTA indica come sia ampio il pubblico in grado di recepire tale colta citazione.
Siamo ben lontani dall’essere capiti, e soprattutto Grandma’s Boy dimostra come siamo anche ben lontani dall’essere descritti con la giusta attenzione. Eppure siamo arrivati laddove non si sono mai avvicinati i videogiochi. Siamo lì, di fianco ad American Idol e Britney Spears, a farci prendere per il culo dalla satira. Sul grande schermo, in un film destinato a girare il mondo e soprattutto a “fare cassetta” con cifre importanti. Siamo veline in prima serata, prima o poi ci faranno pure condurre un programma.





















