Wii Fit

2 lug 2008 di

Sydne Rome mi fa una pippa

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Nel silenzio notturno li puoi sentire. Giungono dagli armadi, da mensole troppo alte o dagli interstizi sotto i letti. Sono i singhiozzi d’abbandono di Wii Balance Board acquistate sull’onda del tecno entusiasmo nerd, di serie nel popolo videogiocante. Una spinta emozionale che fa il pari con il culo pesante, con la pigrizia endemica che porta a ritenere il muovere il deretano per accendere la tv uno sforzo immane. Il videogiocatore ha in odio le campagne energetiche anti stand-by, sono un male che si frappone tra lui e il suo divertimento, tra lui e la via verso la perfetta pancetta homerica. Con tali presupposti, l’autostrada dell’oblio è l’unica alternativa per la bilancia Nintendo, che può guaire finché vuole, ma quando il videogiocatore comprende che qui si fa sul serio, che il sudore è reale e il divertimento molto meno, non ci sono cazzi. D’altra parte vicino alla cyclette e ai DVD di Jill Cooper c’è un posto vacante…

Te lo immagini bestemmiare contro la Nintendo che non è più Nintendo, tradito da un prodotto che sapevi non essere un videogioco “ma non si sa mai”. Eppure le avvisaglie erano lì: Brain Training, Eye Training, Toilet Training… Nintendo cerca di insegnare le cose più ovvie già da tempo. Quelle pubblicità con lo slalom e con i colpi di testa, però, un po’ avevano tratto in inganno l’hardcore gamer. Ma divertirsi con quelle cagate a lungo è roba da cerebrolesi. E così si torna alle bestemmie e ai santi dal calendario, esauriti come le Wii Balance Board dai negozi.

Guardato con occhi disincantati, Wii Fit è un gran bel prodotto. La sua bilancia è certosina, precisa, pure simpatica. Il set up è veloce, la comprensione del funzionamento del tutto subitanea. Prelevi il tuo Mii, scegli tra l’istruttrice con poche zinne e quell’altro. Ti fai pesare, non con una certa ansia, e scopri che… TADAAA! hai un IMC, l’Indice di Massa Corporea, perfetto! E sei alto 1,92. E pesi 79 kg. E lo vedi dallo specchio che Schwarzenegger è abbastanza un’altra cosa, eppure a lei, alla bilancia, piaci così. Nasce l’amore ma continui a chiederti se il giorno in cui sentenzieranno che l’IMC è un po’ una puttanata non ti lascerà per un buzzurro dei Centocelle Nightmare.

Le lacune di Wii Fit come serio strumento di allenamento sono sufficientemente ovvie, accanirsi contro un coso pagato 90 € non è intelligente, anche perché l’oggetto stesso sa di essere un palliativo: ti sprona, per esempio, ad eseguire altre attività fisiche. Ha dalla sua però un plus non indifferente: offre lo stimolo. Laddove attrezzi Tecno Gym ultracostosi presentano possibilità inarrivabili per lo scendiletto wireless, Wii Fit offre una nintendiana aura giocosa che spinge a continuare, a migliorare quel record, ad accumulare tempo nel maialino salvadanaio, a sbloccare nuovi esercizi. E’ la filosofia del videogioco applicata all’esercizio fisico ad essere vincente. Si ha voglia di scoprire quale nuova prova aerobica ci sia dopo, come sia implementata quella posizione yoga dal nome così altisonante. L’integrazione con le funzionalità della console, poi, è impagabile. Non il blando canale Wii Fit, è piuttosto l’inserimento dei propri Mii come contorno alle attività ad essere puro genio. Un conto è prodursi in un tedioso esercizio fisico, un altro è farlo nel mondo Nintendo. Se colpire un pallone scagliato da Hitler o farsi lanciare un hula hoop da Michael Jackson ha un che di inquietante, fare jogging con Gesù o vedere Chuck Norris che inciampa (anzi, si butta a terra per provocare dolore al pianeta) sono momenti che alleggeriscono la fatica fisica. Perché, è bene ribadirlo, con Wi Fit si suda sul serio, anzi è quasi un peccato che la succitata giocosità si perda proprio durante gli esercizi più impegnativi. Se l’area yoga e quella degli esercizi muscolari avessero integrato al loro interno un minimo della leggerezza dei giochi di equilibrio (le cagate ludiche citate in apertura) e degli esercizi aerobici, il software ne avrebbe beneficiato.

Altra area stranamente trascurata è quella del trainer. Non ci si riferisce alle deficienze mammarie dell’istruttrice, non solo almeno. In un prodotto che si premura di porre degli obbiettivi (tutti legati al discutibile IMC) e di abbinare potenziamento muscolare e stretching, l’assenza di programmi specifici per allenare determinate parti del corpo è una svista davvero ingenua. Non c’è la possibilità, per esempio, di avere un programma specifico per sviluppare i soli muscoli delle spalle, piuttosto che quelli delle gambe. L’utente è lasciato a se stesso nella gestione giorno per giorno e la cosa infastidisce, perché si rischia di prendere gli esercizi un po’ a spizzichi e bocconi, di mangiare senza saziarsi di nulla, stancandosi e sudando, senza però i benefici che si vorrebbero ottenere, che poi è ciò che in genere si chiede alla palestra o a strumenti ad essa similari.

Wii Fit fa comunque bene troppe cose per non meritarsi lodi. Il modo semplice con cui insegna i movimenti e il feedback che si ricava dal suo utilizzo sono più che sufficienti per un prodotto che si pone a metà tra il serio e il faceto. E se alcune misurazioni fanno un po’ sorridere (gli addominali per dirne una) o se non è possibile usare i propri MP3 come sottofondo musicale poco importa, ci sarà tempo per aggiustare il tiro con l’inevitabile seguito. Sempre che i sommessi singhiozzi notturni non si trasformino in sguaiati pianti a dirotto.

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