Rock Band

2 lug 2008 di

Eravamo quattro amici e un pad

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Il primo grande merito di Guitar Hero è di aver sdoganato per sempre le periferiche da imbecilli. Le chitarre cik ciak hanno invaso l’immaginario collettivo statunitense (e non solo), come mai erano riusciti a fare maracas, bonghetti e tamburelli. Il secondo grande merito di Guitar Hero è di essere un gioco adatto al principiante così come al campione di corde colorate. L’illusione di fare musica sul serio può prescindere dal livello di difficoltà selezionato. Tre, quattro o cinque corde, poco importa. Sono sul palco, suono le mie canzoni, mancano le mandrie di groupie assatanate ad aspettarmi sotto le docce, ma posso farne a meno, sono un videogiocatore cazzo. L’unico madornale difetto di Guitar Hero è la sua natura crudele, vigliacca e traditrice. Impossibile raggiungere il non plus ultra se non si è un filmato di youtube, troppe poche cinque dita per completare fino all’ultima goccia di ogni episodio. Rock Band ci mette una pezza.

E allora suono, che sia basso o sia chitarra, come un rocker professionista, ma con meno coca nelle vene. Rock Band inventa poco, quasi niente, ma accompagna il giocatore con una curva di difficoltà più armoniosa, dolce, umana. Note e accordi scendono a velocità ridotta, lasciano la mano a respirare tra un assolo e l’altro. La soddisfazione resta immutata, l’orgoglio personale ne guadagna. Le sequenze pro star power sono più numerose, più facilmente realizzabili e più efficaci nel togliere le castagne dal fuoco. Il resto è fotocopia della serie ispiratrice, eccezion fatta per la nuova chitarra. Il nuovo set di cinque tasti libera dal giogo della pennata durante gli assoli. Bella idea se non fossero posizionati troppo vicino al buco del culo del mondo. Ed è in generale la nuova chitarra a lasciare perplessi. Più bella, più grande e meglio costruita, costringe a imparare di nuovo la nobile arte della musica videoludica. Probabilmente l’abitudine deve fare il suo corso, ma non tutti apprezzeranno le rinnovate difficoltà.

Io canto, come Cocciante prima di Laura Pausini, e poco importa se con la forza lirica della mia voce posso uccidere specie animali. Rock Band si discosta dallo scorbutico Singstar e permette a papere, tromboni, citofoni e persino a me di portare a casa un gratificante livello normal. Grazie a una elasticità gradita a noi poveri incapaci e ininfluente per chi sa cantare per davvero. E finalmente, tra chiasso disgustoso e qualche sottile complimento, anche io libero i miei istinti e sveglio i figli dei vicini. I tempi morti del singer di mestiere sono addolciti dal tamburello di Liam Gallagher. Roba di poco conto, ma che invoglia a impugnare un microfono quando tre scalmanati al proprio fianco stanno sfondando muri e timpani con percussioni e chitarrine.

Ma soprattutto io batto, come una puttana, ma con più batteria. Il Cristiano Ronaldo di Rock Band è un pedale, due bacchette e quattro modi diversi di fare baldoria. Forse ancora più della chitarra, la batteria tramuta i giocatori in esaltati musicisti del diavolo. Naturale, immediato, mica tanto facile, il nuovo strumento costringe a imparare ritmo e tempismo. Lo star power tamburellante non vive libero come i suoi fratelli, ma è forzatamente limitato ad apposite sezioni libero-casinare. Probabilmente non una scelta felice, soprattutto nelle avversità.

Io gruppo, come i Rolling Stones, ma con meno rughe sulla faccia. Rock Band non sarebbe nessuno senza la caciara di amici e conoscenti nelle quattro mura di uno stanzino. Quattro normali videogiocatori dei nostri giorni trasformati in piacenti animali da palco. Se la carriera in singolo copia senza imbarazzi i cliché del genere, quella in multi si sbizzarrisce con varietà e infinite possibilità. Il gruppo non è costretto a suonare quello che passa il convento, ma può anche scegliere la sua musica o lasciarsi sorprendere da scalette casuali. Nel pacchetto carriera sono comprese tutte le canzoni sbloccate, quelle extra e quelle scaricate a pagamento. Un buon modo per valorizzarne l’acquisto. Una carriera perfetta per alternare gusti e difficoltà. Ma il meglio sta nella possibilità di salvare un compagno caduto, un sacrificio che vale quel po’ di star power che chiede, perché permette insulti e umiliazioni esilaranti.

Il primo grande merito di Rock Band, insomma, è di non vergognarsi di essere un Guitar Hero all’ennesima potenza. Le poche novità non stravolgono un bel niente e traghettano il giocatore senza sofferenza tra una serie e l’altra. Il secondo grande merito di Rock Band è di farsi giocare dalla prima all’ultima briciola senza svilire o rendere banale lo spartito musicale. Non è cambiata la difficoltà di accordi, hammer-on o pull-off, non troppo almeno, è mutata la tolleranza agli errori del gioco. Bastarda ed esagerata prima, amichevole e conciliante ora. Il più grande difetto di Rock Band è un prezzo che schiaffeggia la povertà e abbandona ai sensi di colpa. Ma ‘sticazzi, si vive una volta sola e non è vita se non si è mai tenuto un concerto. [9]

CONSOLE: 360
SVILUPPATORE: Harmonix
PRODUTTORE: MTV Games
VERSIONE: Pal
PROVENIENZA: Usa

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

  • http://lemiespietaterecensioni.splinder.com enricogiani