Crisis Core: FFVII
Ennesimo spin off del videogioco di ruolo più influente degli anni ’90, Crisis Core riconduce di forza in un universo parallelo, svelando gli antecedenti di una delle avventure ruolistiche più amate dai giocatori di tutto il mondo. Considerata la natura action e la promessa di epicità di questa sorta di prequel, non era pensabile attendersi una colonna sonora meno che eccellente. E così è stato, nonostante Nobuo Uematsu navighi ormai su ben altre acque, e nonostante la non esaltante prova fornita dagli autori di SquareEnix con il soundtrack del pezzo da novanta Final Fantasy XII.
Takeharu Ishimoto, già al sintetizzatore per Vagrant Story, Legend of Mana e Final Fantasy X, nonché compositore per l’anime Last Order: FFVII (dal quale riprende in questa OST una manciata di brani), firma un lavoro decisamente appassionante, attraversato da classicismo ed energia rock, complessivamente e in (quasi) ogni singolo pezzo su livelli inaspettatamente alti. L’iniziale Fragments of Memories è un piccolo sunto delle varie tonalità di cui il disco si compone: un’introduzione distesa, delicata, che presto cede ad un martellante fraseggio di pianoforte e un incalzante tema orchestrale, che gronda frenesia ed epicità da ogni nota. Ma è soltanto l’inizio. L’anima di questo lavoro, composto da due dischi per un totale di oltre cinquanta brani, è costantemente divisa tra la delicatezza, la maestosità e la potenza delle chitarre distorte suonate, probabilmente di persona, da Takeharu Ishimoto. Alle sonate di pianoforte più delicate (Theme of Crisis Core “Inehritance”), a quelle melanconiche e drammatiche (TOCC “With Pride”) e a quelle più funamboliche (Melody of Agony, Farewell Melody), si accompagnano le sfuriate hard rock/heavy metal di brani possenti quali Encounter, Conflict, Controlling the Iron Beast, A beating black wing e il nuovo – splendido – arrangiamento della celeberrima Those who fight di FFVII, qui ribattezzata On the verge of assault. È quasi una lotta, riflesso in musica della componente action del gioco, da una parte, e dei momenti più coinvolgenti delle vicende da lui narrate, dall’altra. Ma ancora, c’è spazio per brani più lenti ed atmosferici (The Mako city, Dreams and Pride, The skyscraper of Iron and Steel) e per alcune arie sorprendentemente riuscite: A changing situation e To a new post, maestose, melanconiche ed allegre insieme, piccole gemme che arricchiscono un’opera di alta caratura.
Non manca la prevedibile manciata di brani “storici”, proveneinti dall’originale Final Fantasy VII e tutti riarrangiati, con maestria, per l’occasione. Il risultato migliore è sicuramente raggiunto con la già citata On the verge of Assault (Those who fight), ma si fanno particolarmente apprezzare anche il soave Aerith’s Theme (A flower blooming in the slums), Mission start e The Summoned (Those who fight further), quest’ultima reinterpretata con un pizzico di libertà in più.
Menzione speciale, infine, per quello che è forse il vertice assoluto del disco, l’originale The Burdened: arpeggi di piano delicati e poi frenetici si legano a un tema di violino di un’impalpabilità sopraffina, giocato tutto sulle ottave più alte, per un pezzo armonicamente perfetto e melodicamente squisito.
Crisis Core: Final Fantasy VII OST è un disco assolutamente sopra la media. Grande musica che accompagna un ottimo videogioco (come testimoniato dalla recensione che trovate a pagina 010), a che dimostra senza remore il grande talento di Takeharu Ishimoto, successore a pieno titolo del grande Nobuo Uematsu.





















