Final Fantasy Crystal Chronicles: Ring of Fates

2 giu 2008 di

Tutto d’un fiato

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Titolo, sottotitolo, sotto sottotitolo. La moda del mettere più parole possibili per definire un pezzo di software continua, come se un nipponico possa pronunciare tutto agilmente, sia esso uno Shiritsu Justice Gakuen o un Gekikuhkan qualsiasi dei tempi che furono o un DEDS/PSPWOAA. In compenso questa volta lo sforzo di pronuncia ripaga l’osservatore di ciliegi in fiori anglo avverso dalla nascita con un gioco di buona qualità e dai pochi difetti. Gravi.

La vicenda di FFCCROF è a tratti leggera, a tratti seria, con pizzichi di umorismo sempre ben accetti. Vi sono alcuni fatti e certe scelte che non mi sarei aspettato di trovare in un gioco che ha personaggi puccettosi, super deformed e colorati. Se solo la conclusione fosse andata fino in fondo alle proprie possibilità avrebbe aggiunto quel pizzico di giusta e pura cattiveria, mai esagerata, alla storia di Yuri e Chelinka, i due fratellini gemelli, pampini dalle manine pacioccose sporche di Nutella, ovverosia i protagonisti principali.

Solo Yuri è direttamente controllabile dal giocatore; Chelinka è la classica presenza quasi costante nelle numerose cut scene ma mai in battaglia. Relegarla a ruolo di healer da richiamare nelle situazioni più avverse sarebbe stata una buona pensata. Fortunatamente Yuri può contare sull’aiuto di altri tre comprimari decisamente più utili nel corso dell’avventura che nei vari combattimenti. L’azione si svolge nella parte superiore dello schermo mentre in quella inferiore vi sono varie informazioni accessibili tramite touch screen. Toccando le apposite icone è possibile cambiare personaggio al volo e selezionare quale magia o oggetto rendere disponibile all’uso. Sia l’una che gli altri sono in numero finito e comprabili nell’apposito negozio preposto o recuperabili uccidendo i consueti nemici.

Il gioco è composto da una manciata di location composte di varie “stanze” collegate tra loro contenenti mostri e puzzle da risolvere. I primi sono abbastanza stupidi e facilmente soggiogabili, gli ultimi richiedono un minimo di attenzione per essere risolti, con alcuni dove la coordinazione occhio mano si fa indispensabile. Gli ostacoli più grossi sono rappresentati da dei puzzle basati sulle abilità peculiari di ogni personaggio e richiedono un minimo di sforzo e di materia grigia in più per essere superati. Pigiando su R si attiverà l’abilità “tribale” del personaggio in uso e il contenuto dei due schermi verrà invertito. Con l’aiuto del pennino sarà quindi possibile interagire sullo scenario e modificarlo dove previsto, ad esempio creando piattaforme o accendendo candele per sbloccare meccanismi vari. In altri casi sono le semplici abilità normali a venire in aiuto del giocatore; l’utilissimo doppio salto dell’arciere porta anche alla luce tutte quelle zone che sarebbero raggiungibili senza sforzi ma invece vi vengono precluse a causa di muri invisibili che vi impongono la risoluzione obbligatoria di certi enigmi invece di aggirarli. La polifunzionalità dei vasi di Meeth inoltre apre molte possibilità all’esplorazione in toto di alcune aree. Uno degli usi dei vasi ricorda non poco l’impiego base che Aisha faceva del proprio peloso amichetto Pepelogoo prima della sua trasformazione in simil Totoro blu (Monster World IV per chi non capisse la citazione). Tornando alle stanze, molte si estendono per parecchie altezze o su più livelli, rendendo spesso necessario l’uso ossessivo del salto, azione sfruttata molto più frequentemente di quanto proposto da molti altri titoli che si fegiano di quell’ “action” davanti alla parola Jrpg.

Purtroppo l’obbligo di dover usare il touch screen per passare di personaggio in personaggio rende l’esplorazione macchinosa in più di un caso e il resto lo fa l’intelligenza artificiale che si occupa di spostare i vostri amichetti da un punto A ad un punto B senza capire cosa vi sia in mezzo: scarsa, scadente, vergognosa, oscena, semi inesistente. Uno schifo.

Gente che finisce in baratri di continuo, gente che non riesce a fare due salti semplici di fila, gente che rimane immobile a prendersele; quando i vostri comprimari di tanto in tanto si decidono ad attaccare lo stupore sul vostro volto sarà enorme. Nessuno pretendeva delle furie scatenate come le spalle di ogni Tales of, ma un minimo di vitalità in più sarebbero state gradite.

La funzione di teletrasportare i vostri compagni accanto al main character tramite pressione su L è la tipica soluzione di bassa lega per risolvere la questione. Piccolo problema: potete abusarne quanto volete. E’ quindi possibile affrontare la maggior parte dei boss senza venire colpiti neanche una volta, scontro finale compreso, e portare a termine la breve avventura con pochissimi intoppi. Potreste essere interessati ad un New Game+ in cui affrontare un dungeon extra o nel caso vogliate riuscire ad entare in possesso di tutti i materiali necessari a forgiare quelle armi e armature che non siete riusciti a sbloccare durante la prima tornata.

FFCCROF si fa apprezzare molto dal lato squisitamente tecnico con un comparto grafico delizioso a lustrare gli occhietti di chi ha cacciato fuori i quaranta verdoni. Le locazioni sono sufficientemente varie e coprono le solite classiche ambientazioni, come la città più grande del regno, il livello a tema forestale, quello vulcanico, con la neve, il tempio ecc. Nelle situazioni più concitate vi sono dei rallentamenti ma la messa in atto del tutto è sempre convincente. Notare come il gioco sia costellato di dettagli di vario tipo, dalle coperte dei letti squisitamente poligonali agli equipaggiamenti ispirati alle classi dei vecchi Final Fantasy e visibili in real time, ma non nelle cut scene, che fanno perdonare i personaggi un po’ spigolosi e le odiatissime (da me) ombre circolari. Il doppiaggio è purtroppo solo discreto e se ne poteva tranquillamente fare a meno. Gradita la presenza di numerosi Moogle che vi sottopongono ai tutorial di rito o approfittano della vostra situazione per estorcervi denaro in cambio di mercanzia.

Tuttosommato un buon gioco che se fosse stato limato di più in fatto di IA, difficoltà generale e controlli sarebbe potuto essere un ottimo must buy. [8]

genere: action jrpg
sviluppatore: square enix
produttore: square enix
piattaforma: ds
versione: usa

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