Dungeon Explorer PSP
Dopo la quasi orribile versione per Nintendo DS, era impossibile fare di peggio sul portatile Sony. Ma sfornare addirittura un titolo con valori di produzione così differenti, fa davvero tornare alla memoria il film I Gemelli. Lasciando da parte la versione De Vito, passiamo in rassegna quella Schwarzenegger.
Neanche a dirlo, Schwarzy sfodera subito i muscoli: una storia più articolata e complessa, un numero molto superiore di lavori tra cui scegliere e un comparto estetico molto più piacevole all’occhio. Personaggi e NPC sono discretamente dettagliati e buona risulta anche la rappresentazione delle tre cittadine; i dungeon, inoltre, sono sufficientemente differenziati sia per morfologia che per texture, e quasi tutti i piani di ogni area degli otto labirinti sono a generazione casuale. In questi si muove velocemente e agilmente il vostro personaggio principale, accompagnato da tre gregari controllati dalla CPU, pronti ad affrontare – tra effetti speciali anche di notevole fattura – stormi di mostri senza che niente rallenti, nemmeno durante gli scontri con boss dalle dimensioni mastodontiche.
DEWOAA per PSP è un gioco molto lungo e impegnativo, a volte al limite della frustrazione. Il vostro compito è quello di portare a termine quest su quest per conto delle varie gilde, avventurandovi così nei labirinti richiesti, fino a quando non si rende disponibile una quest speciale che fa avanzare la trama. Per sbloccare nuovi piani, poi, dovrete impiegare determinate quantità di particolari cristalli, ottenibili – a caso – dalla distruzione dei generatori presenti su ogni livello. Spesso ve ne serviranno così tanti che sarete costretti a ripulire decine di volte le stesse aree per sbloccare le quest di turno, dato che ognuna di queste, per essere accettata, richiede il previo sbloccaggio dell’area dove si svolge. Non crediate però che, come nella versione DS, vi siano delle particolari e utilissime bombe da usare per far saltare in aria i generatori con un colpo solo, nonché la loro distruzione uccida anche i mostri da loro fuoriusciti. Nella versione PSP, infatti, i generatori vanno abbattuti con la forza bruta, occupandosi allo stesso tempo delle forze del male da loro evocate. Distruggere un generatore significa solo porre fine alla continua comparsa di mostri; a voi occuparvi dei sopravvissuti.
In questa versione, poi, mostri e generatori sono privi di una qualsiasi barra di energia che vi indichi fra quanto potrete tirare un sospiro di sollievo: la parola d’ordine è martellare sul tasto di attacco come degli ossessi (niente auto-fire, purtroppo, ma peggio ancora, niente lock-on), intervallando il tutto con l’uso di weapon arts, job arts e scappando quando la situazione lo richiede (niente parata, purtroppo). I generatori possono essere: rossi, dediti ad evocare mostri di un solo tipo in continuazione a grande velocità; verdi, capaci di chiamare mostri di varia tipologia; infine i temibili blu, che appena distrutti trasformeranno in mostri giganti tutte le truppe da loro generate e ancora in vita. Ai piani più bassi è un po’ come un game over quasi garantito. La sensazione di essere sempre sottopotenziati e mai all’altezza dei propri avversari vi pervaderà costantemente. Non a caso più il vostro livello sale e meno EXP vi verranno assegnati, arrivando a livelli assurdi dove vi serviranno anche dieci uccisioni per far progredire di un misero punto percentuale la barra totale dell’esperienza.
Uccidere centinaia di mostri ha però dei sui perché aggiuntivi: più si usa l’arma equipaggiata, più questa migliora, sbloccando così nuove weapon arts. Allo stesso modo, usare ripetutamente le arti insite nel proprio job ne sblocca di nuove e più potenti, facendo anche progredire il livello del job stesso. Avere vari job con determinati gradi sblocca dei mestieri avanzati in cui confluiscono le abilità di quelli di base. Ogni job ha il suo tipo di equipaggiamento, e i soldi non bastano mai.
L’inventario, a differenza della versione DS, è estremamente ampio, permettendovi di incamerare un sacco di oggetti. Notare però come vari oggetti possano essere sintetizzati solo tramite processi alchemici dal NPC di turno, per ottenerne altri più utili: questo è l’unico modo per poter mettere le zampe sui fagioli che vi fanno resuscitare. Considerata la mole di morti a cui andrete incontro è davvero una bastardata bella e buona, come anche l’impossibilità di fuggire da un dungeon e ritornare allo stesso punto, come un Diablo qualsiasi insegnava. Ovviamente scordatevi di salvare dove volete, alla faccia della portatilità dell’avventura.
DEWOAA va giocato comodi comodi sulla poltrona di casa, con una tazza di camomilla accanto e tanta pazienza e perseveranza. Il gioco offre anche un bel po’ di missioni extra dopo la sua conclusione, ma qui si necessita di Valium e pollici d’acciaio. Un gioco per coloro che non hanno paura di una ripetitività di fondo mostruosa, ma decisamente su un altro pianeta, a livello di realizzazione, rispetto alla controparte DS. [7]
genere: action jrpg
softco: hudson soft
publisher: hudson entertainment
piattaforma: psp
versione: usa




















