Ms. Driller
Parin è una ragazzina dai capelli arancione con due belle trecce i cui segmenti vengono tenuti insieme dal nulla. Parin è anche super deformed e, come tutti i personaggi strambi di questo gioco, ha un particolare senso dell’humour: le cose accadono, e questo è quanto. Parin non è nemmeno una sprovveduta, anzi, ha sempre qualcosa da dire o un modo per svincolarsi dalle situazioni poco piacevoli. Parin è anche un po’ sfortunata. Si trasferisce nella città dove abita il nonno e questi neanche sa del suo arrivo. Ha dei genitori un po’ distratti, ma pensa che riuscirà a farsi un sacco di amici… in una città di minatori. “Ack!”. Parin è un piccolo ciclone e, non stando mai ferma, scoprirà un particolare passaggio dimensionale collegato alla sua città che la condurrà a Monster Village.
Felice di trovare dei nuovi amici, tra una cosa e l’altra, dal centro della piazza estrarrà una… spada potentissima?! Fregati. Ciò che estrae è una sorta di bastone con una trivella, funzionante, fusa in punta. Wow! La nostra simpatica nanerottola però non farà nemmeno in tempo a gioire per il nuovo giocattolo, che presto il villaggio verrà raso al suolo da dei Phantom cattivi. Il mondo in cui vivono i mostri è un riflesso dei sentimenti che albergano nel loro cuore. Terrore e disperazione causeranno l’apparizione di una fitta nebbia oscura che ricoprirà gran parte della mappa del mondo (espediente dei programmatori per non farvi andare dove non vogliono che andiate). Parin si offrirà di indagare sul perché i Phantom abbiano raso al suolo il villaggio, sui loro piani, di salvare chi deve essere salvato, nonché, nel frattempo, di recuperare degli oggetti appartenenti ai suoi amici, ma andati dispersi. Guarda caso, sono posti come ricompensa alla fine di ogni dungeon. Il proprietario a cui verranno restituiti sarà talmente colmo di gioia, che si tramuterà in una sfera di luce in grado di spazzare via parte della nebbia e di rivelare nuove location da esplorare. Parin avrà comunque il suo bel daffare nel recuperare tutto e, a seconda dell’approccio adottato, finire semplicemente i livelli o spolparli al cento per cento ‘sgambetterà’ [io andrei per un semplice “richiedera’” qui] tra le dieci e le venti ore. Un po’ poco, ma non ci si annoierà di certo e la rigiocabilità sarà incentivata da nuovi livelli di difficoltà e costumi esclusivi per ognuno di essi. Che sudata però!
Tutto l’universo di gioco è rappresentato in un 3D semplice e funzionale. Niente crolli mascellari, ma tanta simpatia e cura per i particolari. Ogni personaggio ha fattezze ben definite ed è unico per personalità, carisma e ruolo svolto. Nella città striminzita, ad esempio, Parin può barattare col nonno varie medaglie ottenute in cambio di particolari copricapi. Nel negozio di Fan, invece, farà incetta di dolci in cambio di pecunia da usare come oggetti curativi. Il minatore, invece, offre in vendita nuove e letali mosse speciali, tutte facilmente eseguibili. L’ultimo negozio vende altri copricapi a prezzi poco abbordabili ed è l’unico posto dove potenziarli, fino a cinque livelli. Ogni copricapo ha i suoi punti di forza, ma ve ne sono anche alcuni che combinano più effetti diversi insieme. Non sono obbligatori per il proseguimento dell’avventura, eccetto in un solo caso, ma donano alle statistiche di Parin un sacco di bonus da sfruttare nei combattimenti più furiosi o in certe situazioni particolari. La maschera antigas sarà molto utile contro nemici che fanno della terribile sostanza [che sostanza? Il gas? Uhm, non so se ci capisce] il loro principale metodo di attacco; mentre degli occhialini da nuotatore, se potenziati, renderanno immune la piccola trivellatrice ai danni dell’acqua. In questo modo sarà possibile esplorare meglio certi livelli dove questa la fa da padrone, magari scoprendo cunicoli e passaggi segreti nei posti più insoliti.
In Gurumin l’esplorazione dei livelli non è molto incentivata, ma è fortemente consigliata. Nei livelli al chiuso e all’aperto vi sono molti oggetti demolibili caricando un particolare attacco, anche solo per poco, del proprio bastone-trivella. In particolare vari muri possono essere abbattuti per trovare stanze segrete opzionali o necessarie per passare alla sezione seguente. Parin si muove abbastanza reattivamente, salta come un grillo e fa strage di nemici a destra e a manca, stando però attenta a quelli che indossano un qualsiasi pezzo di equipaggiamento. Queste parti proteggono gli avversari dai danni e Parin dovrà perforarle con l’attacco di cui sopra, durante la cui esecuzione è ruotabile a 360° per non lasciare alcun punto scoperto. In alternativa, si può caricarlo al massimo e poi rilasciarne la furia omicida. Parin Crusher! E visto che dei Phantom non si butta via niente, i pezzi caduti e recuperati potranno essere scambiati in città per ottenere potenziamenti per i copricapi. Le performance del bastone-trivella migliorano applicandovi varie parti dalle proprietà elementali, da usare obbligatoriamente in molti semplici puzzle, come accendere o spegnere torce o scongelare nemici ibernati o intere superfici di ghiaccio. La forza di Pa… del bastone-trivella non conosce limiti! Perforando qui e là il suo potere aumenta fino a tre livelli. A seconda della forza raggiunta, Parin potrà prodursi in numerosi attacchi speciali, sempre che li abbia imparati prima. Le mosse si incatenano facilmente una dietro all’altra e vengono indirizzate verso i nemici più vicini.
Parin inoltre è un’atleta eccezionale. Può saltare, agganciare un nemico in aria, colpirlo e, mentre si trova sospesa, ripetere la stessa azione fino a quando non vi è rimasta più un’anima viva che ancora svolazzi. Il gioco propone molte di queste situazioni, in particolare per raggiungere zone poste fuori dalla portata della piccola eroina. Assolutamente spettacolare quella presente durante lo scontro col boss opzionale in cui raggiungere altezze vertiginose, mentre sotto si scatena un’esplosione nucleare (più o meno).
Gurumin non è un gioco molto impegnativo e propone solo poche situazioni frustranti, in parte a causa dell’analogico di PSP e in parte per la telecamera, un po’ troppo vicina alla piccola peste. Sul fatto della vicinanza della telecamera e dell’impossibilità di capire in certe situazioni, anche ruotandola, l’intero layout di certe sezioni, i programmatori ci sono andati a nozze, nascondendo vari bonus che solo i più temerari e arditi scoveranno. In altre situazioni non capirete proprio cosa stia accadendo, magari mentre sarete incastrati in qualche cunicolo, ma capita molto di rado. I boss fight si portano dietro la classica caratteristica di questi giochi: arena circolare, boss da inseguire sia a piedi che con la telecamera, altrimenti il Phantom di turno se ne sta fuori dall’inquadratura a farvi del male. Alla lista dei piccoli difetti tecnici si aggiungono qualche piccolo flickerio, una manciata di scalette, un leggero effetto scia delle immagini e qualche texture che scompare di colpo. Non sarebbe stato male inoltre se la distanza da cui Parin si aggrappa alle sporgenze fosse stata di un paio di millimetri extra. In certi casi avrebbe davvero aiutato evitandole cadute in ogni tipo di baratro. Ma Parin, pur piccolina, è coriacea e vincerà! [8]
genere: action jrpg
softco: nihon falcom
publisher: 505 game street
piattaforma: psp
versione: europea





















