Votare è un nostro diritto?

2 mar 2008 di

Dal Vangelo secondo Tommaso

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Non cercherò nemmeno di nascondere la soddisfazione che provo nel vedere i lettori di Babel crescere di giorno in giorno. Quattro mesi fa non sapevamo nemmeno se partire, oggi possiamo già contare su un piccolo gruppo di fedeli lettori che aumenta in maniera lenta e costante. La scelta di introdurre la lettura del magazine anche online su Issuu, affiancata al classico download del PDF (sia lodato Paolo Franchini per l’hosting), si è rivelata vincente ed ha portato molti potenziali lettori a dare una pigra occhiata alla rivista. Pigra occhiata che, a quanto dicono le statistiche, si è trasformata in più di un caso in soggiorni reiterati presso i nostri lidi. Se pensate di esservi persi qualcosa, fate un salto su http://issuu.com/babel/docs/babel004.

É per questo motivo che credo sia ragionevole rispondere al feedback dei lettori, positivo o negativo che sia – e cerchiamo di farlo, giuro, sui forum e nei newsgroup – cercando di coinvolgere anche te, amico orsacchiotto, nel processo propositivo che ci porterà progressivamente a scrivere una rivista migliore.

L’assist in questo caso mi arriva da una discussione incendiatasi sul forum di Ars Ludica (http://arsludica.org/forum/index.php), relativa al muro di Berlino metaforico che da sempre divide lettori e recensori: i voti.

AIO (lo stesso di RadioGame, se siete pratici di podcast), ci dice “[recensioni] così brillanti, ma che poi sfoggiano il famigerato voto numerico? Almeno Ring tentò la via della valutazione in lettere per uscire dal banale. Ragazzi, avete la libertà di sperimentare: non sciupatela” e ancora, con ironia “Sì, infatti i videogiochi, che sono per gente in età scolare, hanno bisogno del voto. Il cinema, la musica o i libri, che sono per gente più adulta, invece no. Rendiamoci conto di quello che il voto numerico sta portando ignobilmente avanti a livello culturale”. Marco “Il Pupazzo Gnawd” Barbero, aggiuntosi recentemente alla redazione ma da anni fra le nostre conoscenze più fidate, ribatte con un “Potremmo ergerci a educatori delle masse ed eliminare il voto. Oppure potremmo confidare nell’intelligenza di chi ci segue e sperare che per lui il voto non sia il sacro Graal su cui far vertere l’intera discussone in merito a un dato articolo.”

La questione è indubbiamente delicata e complessa. Fiumi di parole – che neanche i Jalisse – sono stati spesi fin dal diciottesimo secolo cercando di venirne a capo senza risultati apprezzabili. Il problema, antico Giano Bifronte, ha due facce, e sfortunatamente una esclude l’altra: il voto, di qualsiasi tipo, numerico o altro, permette di farsi un’idea del gioco ancora prima di iniziare a leggere. Per contro, spesso si trasforma nell’unica cosa importante della recensione, diventa il fulcro della polemica e lascia i recensori confusi e infelici, mentre brancolano nel buio cercando di capire se qualcuno ha speso anche due minuti a leggere la loro opinione.

Il motivo per cui Babel ha iniziato il suo percorso ripiegando sulla classica scala da 1 a 10 (senza mezzi voti) è presto detto: è semplice da capire, è il sistema che adotta anche la più nota rivista anglosassone e, vista l’assenza dei mezzi voti, ben si presta a generare rumore attorno al progetto. Per contro, con l’innalzarsi della qualità media dei titoli (mai come quest’anno ne abbiamo infilzati tanti nello stesso spiedo) corriamo il rischio di ritrovarci, come è successo su Babel 003, con quattro recensioni su sette che si concludono con un 9. Non che sia un dramma recensire bei giochi, ma in prospettiva futura la cosa si fa preoccupante. Il medium inizia a diventare maturo e di giochi orribili ne vedremo – in proporzione – sempre meno. Ha quindi ancora senso fissarsi sul voto quando, tra l’altro, ci vantiamo di avere delle recensioni “diverse dagli altri”, approfondite e ben scritte?

Ai tempi di Ring un compromesso l’avevamo trovato. Il metodo SABCD (Super Alphabetic Blessing Code Deluxe) consentiva di categorizzare un gioco in maniera diversa da quella di una pagella scolastica. Una lettera indicava se il prodotto in questione spostasse in avanti l’intero settore, fosse “solo” ottimo, avesse dei buoni momenti accompagnati da alcune colpevoli mancanze, meritasse il cestone dell’usato o fosse proprio merda sciolta. Inoltre, il cosiddetto Ring Seal ci garantiva di “marchiare positivamente” anche brutti giochi che per un motivo o per l’altro erano assolutamente da provare per un qualche tipo di illuminazione che, pur non portata a compimento, rappresentava un’assoluta novità nel settore. Il SABCD (di cui potete leggere una descrizione estesa e meno semplicistica di quella appena esposta a questo indirizzo: http://issuu.com/babel/docs/ring09, pagina 12) non era esente da difetti ma in generale funzionava bene. Molto bene, oserei dire.

Nell’esperienza Babel, questo metro di giudizio fu inizialmente scartato per prendere le distanze da Ring, visto il nome nuovo, il ricambio redazionale e i rinnovati obiettivi della rivista. Ma forse, per così dire, siamo stati un po’ frettolosi nello spazzare la polvere sotto al tappeto. Magari nell’urna cineraria di Ring c’è ancora qualche osso in buono stato che vale la pena rosicchiare.

Prendetevi un attimo, riflettete sulla questione, visionate il SABCD ed, eventualmente, proponeteci le vostre idee sul blog o suoi forum: Babel ha bisogno di sapere se votare è un suo diritto oppure no.

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  • utente anonimo

    Come ho gia’ detto sopra, se la recensione e’ ben fatta, ed analizza tutti gli aspetti del gioco, toglie di mezzo l’utilita’ di qualunque voto ma anche di qualunque commento finale. La presenza di questi (commenti finali, voti) induce sicuramente molti lettori a non leggere le recensioni, o a non leggerle attentamente. Il lettore deve fare il suo sporco lavoro di lettore ed estrapolare dal testo tutto le informazioni necessarie ad avviare o meno l’acquisto del gioco.

    C’e’ bisogno pero’ di buone recensioni. Ma queste non mi sembra che manchino qui su babel, cosi’ come non mancavano su Ring.

    Saluti

  • utente anonimo

    Beh, non devi necessariamente considerale svincolate, le “due righe”… :P Se si enucleano sapientemente i concetti nel corpo della recensione mentre questa si dipana, risolvi l’arcano dilemma.

    Morale, sarebbe bello che il redattore X della testata Y cercasse di far maturare il giudizio in seno al lettore leggendo pedissequamente gli aspetti del game in base alla sua sensibilità ed alle sue esperienze.

    Detto questo, la “schedina finale” può anche non esserci, tanto il lavoro è già stato svolto. :D

    Ad ogni modo non è un discorso direttamente rivolto a Babel. Il mio è semplicemente uno sguardo d’insieme sul panorama della letteratura media sull’argomento.

    Generalizzo come al mio solito. ;)

    Saluti, Marte(W).

  • http://ringcast.splinder.com GatsuRing

    Perfetto, ma se per ogni aspetto del gioco dobbiamo scrivere due righe, perchè non leggere direttamente la rece? ^__^

  • utente anonimo

    Vabbè, in fin dei conti ai voti ci siamo abituati, no? ;) Fin dalle elementari siamo cresciuti a “Male!”, “Ottimo!!!” e via discorrendo. Questa notazione fanciullesca, poi, si evolve di pari passo con la scuola dell’obbligo. Approdati alle superiori il tutto diventa più serio e tangibile con la “numerologia” 0-10 (che poi, all’università, viene addirittura moltiplicata per 10!!! WOW! ;) ).

    Ad ogni modo, sai che ti dico? I voti passano… In tal senso, nell’immaginario collettivo il voto è sempre collegato ad una singola “prova sul campo” (un orale, uno scritto…). Il singolo voto è un minuscolo mattoncino (a volte insignificante…) che ha uno scopo finale molto più nobile. Quello di formare il tanto agognato: “GIUDIZIO FINALE”! (e qui ci vorrebbe un sottofondo orchestrale eroico… A quando i commenti multimediali? :P ).

    Scherzi a parte, il concetto che vorrei esprimere è che, a mio parere, se vogliamo trattare il media VG con maturità, bisogna iniziare anche a sviscerarlo dando un giudizio compiuto su ogni sua componente…

    Parlando in generale del settore, forse è giunta l’ora di andare oltre il limitato “GRAFICA=6, GIOCABILITA’=5, LONGEVITA’=2″ da rivista patinata ed iniziare ad esprimere giudizi competenti e linguisticamente articolati dai quali emergano i pregi del titolo in esame anche in funzione dei gusti del recensore.

    Questo per un valido e ragionevole motivo. ES: Se ad un recensore piace il Jazz ed il tal VG ha una colonna sonora integralmente in questo stile, il singolo valore numerico soggettivo che esprimerà il voto del “sottosistema audio” sarà tendenzialmente alto per “affinità musicale”. Se, diversamente, sulla componente audio venisse espresso un giudizio articolato, il lettore entrerebbe in possesso dei metri di valutazione del recensore e, comprendendo le valutazioni del giudizio, sarebbe altresì in grado di valutare in manierà più precisa quanto questo punto di vista di discosta eventualmente dal suo…

    Moltiplicando questo approccio per tutti gli aspetti da valutare in un VG, si otterrebbe una bella “pagella finale” con il quale promuovere un titolo, conferirgli “debiti formativi” o bocciarlo. ;)

    Conclusione: Il VG si applica costantemente e con la sua struttura multilevel affascina per lungo tempo. Diversamente, durante le sessioni è solito emettere rumori molesti che disturbano il vicinato al punto che più di una volta è stato punito azzerando il volume del televisore. Ammesso con riserva al successivo anno scolastico. :P

    Saluti, Marte(W).

  • utente anonimo

    Scusate, si era un problema mio con Safari (mac) non lo prendeva, Firefox va alla grande.

    Sto riprendendo anche i vecchi ring, continuate così, complimenti!

  • utente anonimo

    Scusate ragazzi non sapevo dove scrivere…

    Volevo segnalarvi che il numero 002 non si riesce a scaricare, problema solo mio?

  • http://ringcast.splinder.com GatsuRing

    Grazie delle tue considerazioni. Annotiamo… :)

  • utente anonimo

    Trovo che il dare un voto ai videogiochi sia una pratica bambinesca. Personalmente giudico sufficiente una buona recensione (se buona probabilmente e’ anche obiettiva) piu’ un bel commento finale, senza bisogno del voto (il piu’ delle volte troppo soggettivo, anche quando la recensione non lo e’). Il voto e’ il piu’ delle volte fuorviante e porta a discussioni largamente inutili. La strada che dovreste seguire e’ quella della sua completa eliminazione.

    Sono convinto che molte recensioni non vengono neanche lette dai lettori per via di un voto non in linea con le aspettative, o che un gioco acquistato in seguito ad un voto visto in una recensione non rispecchi assolutamente il proprio voto soggettivo.

    Limitatevi a recensire i giochi, a commentarli. Il voto se lo creera’ il lettore nella propria testa, se proprio deve

  • http://ringcast.splinder.com GatsuRing

    Grazie dei commenti, adesso vi ri-raggiungo su Ars Ludica ;)

  • http://arsludica.org utente anonimo
  • http://radiogame.splinder.com RADIOGAME

    Esempio di articolo interattivo, almeno per quel che mi riguarda in questo caso; molto puntuale lo sviluppo dallo spunto fornito, spero davvero che abbiate modo di coinvolgere sempre più persone all’interno di vari discorsi videoludico-culturali (cosa ahimé per niente semplice). Avanti così, e via libera alla sperimentazione in tutti i sensi.

  • http://ringcast.splinder.com GatsuRing

    Il link a Babel#004 su Issuu sarà ovviamente attivo quando l’intero numero sarà pronto. Nelle nostre previsioni, si parla di una decina di giorni. Nel frattempo divertitevi con il numero003, se non l’avete ancora fatto:

    http://issuu.com/babel/docs/babel003