Burnout Paradise

2 mar 2008 di

Paradiso un cazzo!

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Chi lascia la strada vecchia per quella nuova… c’ha le corna. Non è poi tanto difficile immaginare la fatale riunione che ha partorito questo inusuale seguito. Con tanta voglia di fare i fighi e le bandiere rosse al cielo per gridare rivoluzione, Criterion sgombera il campo dalle accuse di immobilismo e reinventa il suo Burnout. In questo pazzo mondo dell’intrattenimento c’è chi lo definirebbe coraggio. Io guardo in faccia Paradise e gli sputo negli occhi, perché a lanciarsi contro un muro a centoventimila chilometri orari non si è solo coraggiosi: si è pure stronzi.

Il primo giro è una ventata d’aria fresca. Scegli la macchinina, vai dal carrozziere, raccogli punti al benzinaio. L’ingresso al paradiso è come una giornata di merda, ma con più incidenti. C’è un mondo di semafori là fuori, e, se è vero che ognuno reca del divertimento, è pure impossibile ritrovare in tempi brevi la via per un incrocio particolarmente attraente. Tra il disperso e il disperato, il giocatore cerca di montare i pezzi della prima tornata, perché è certo che lo smarrimento diverrà sicurezza e il disagio solo un brutto ricordo. Tra un milione di modalità e cento miliardi di cancelli, cartelloni e salti volanti, però, un uomo saggio sa già intuire dove finisce il mare. E trema spaventato.

Burnout Paradise è come la Nutella sui fiori di zucca fritti: sembra buono all’inizio, ma ha degli effetti collaterali. Al secondo giro, incastrati su una ferrovia che non lascia via d’uscita, i dubbi si son fatti difetti. Primo, è inumano ed amorale chiedere orientamento a chi sta evitando il traffico, contromano e a quinta inserita. E infatti in Paradise ci si schianta, come prima e più di prima, più mentre si cerca di arrivare a destinazione che quando si corre per vincere una gara. Secondo, è folle pretendere di raggiungere la partenza sulle proprie zampe, soprattutto se, per fare lo sborone, hai pensato ad un centro pulsante di vita e ad una montagna buona solo per le vacche. Terzo, e pure mi incazzo, non ha senso sostituire la maschia caccia al takedown con l’innocua e mortificante collezione di sfide di squadra. Quarto, e non ci si crede, ma come diavolo gli è saltato in mente di eliminare i maestosi e tattici incidenti simil flipper? Tra un salto in compagnia e un cartello da spiegare, il saggio somma il bene e sottrae il male e si ritrova in rosso con più di un conto da pagare.

Il terzo giro nella ricca e graficamente maestosa Paradise City non ha un futuro, perché le palle si sono fatte quadrate e la nostalgia ha già preso il sopravvento.

Offline manca la sfida. A pareggiare le difficoltà di un mondo troppo vasto e complesso, Criterion ha strategicamente rincoglionito gli avversari fino a renderli partecipanti senza pretese. L’effetto tira e molla, come prima e più di prima, trasforma la competizione in una ragionata e poco frenetica caccia all’ultimo sprint. Una passeggiata amichevole fino all’ultimo miglio, quello dove non è difficile sorpassare tutti per guadagnare un gettone.

Online manca la guerra, con metà degli amici persi da qualche parte a bestemmiare e l’altra metà assuefatta dalla raccolta di diabolici cancelli. Quello che importa è che, gare vere e proprie alla mano, l’incontro è raro, occasionale e quasi mai gustoso.

Il saggio sono io e quando conto pregi e difetti dell’ultimo takedown, non trovo nulla da raccontare alla famiglia. Tutto quello che in Paradise è nuovo, è pure la brutta copia dei fasti del passato. Tutto quello che in Paradise è vecchio, invece, è stato privato del piacere malato di un’esperienza mordi e fuggi. Come aggiungere le coccole al sesso a pagamento, senza un orgasmo e con un prezzo più alto.

C’è del divertimento sottopelle, ed è per questo che la critica si fa tanto feroce, perché è senz’altro peggio veder sprecata della buona meraviglia che assistere alla morte di un’ignobile nullità. La furia stradale non ha perso colpi, qualche gara ha ancora un buon sapore e di ciccia ce ne sarebbe abbastanza per accontentare un Homer Simpsons. Ma manca il maiale, quello buono, e manca la birra, quella buona, abbastanza per gridare allo scandalo. [6]

Genere: Guida
Piattaforma: 360
Softco: Criterion Games
Publisher: Electronic Arts
Versione: Pal

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  • http://SitoInternet Vincenzo Aversa

    Il suo problema non è l’innovazione in se, ci mancherebbe, il problema di questo titolo è l’essersi persa per strada i suoi migliori pregi. La libertà di paradise ha tradotto in pochi incontri le sfide online (disastro) e ha obbligato a memorizzare alcuni percorsi base nell’offline. Il risultato è che non riusciva a sfruttare la città che prometteva a discapito di un impoverimento online senza precedenti.
    E non dimentichiamo l’assurdità di non poter ripetere una gara. La patch arrivata mesi dopo, a sbugiardare le loro convinzioni, che permetteva invece di farlo, è la dimostrazione che questo gioco aveva più idee che buone idee.

  • http://SitoInternet Giso

    In genere sono d’accordo sulle recensioni che leggo in questo sito che tra l’altro ho scoperto da poco, e ne apprezzo anche il coraggio delle “bocciature eccellenti”, roba che altrove non si legge facilmente al giorno d’oggi.
    Però in questo caso sono in disaccordo. Un 6 politico e soprattutto leggere certe frasi su un gioco cosi mi fa rabbrividire.. certo è diverso dal passato, molto diverso. certo non è perfetto, ma pochi giochi lo sono anzi quasi niuno. certo la mancanza della modalità incidenti si fa sentire eccome, una mancanza scellerata e inspiegabile perchè la hanno sostituita con 2 salti del caxxo, quando poi bastava non sostituire ma solo aggiungere. certo all’inizio può essere dannatamente dispersivo.. ok tutto vero…
    MA.. ma se avessero fatto un gioco identico ai precedenti dopo il porting cosmetico di Burnout Dominator su 360, non avrebbero gridato tutti “Al Rogo!Fate sempre lo stesso gioco!” ?…
    E’ solo diverso, piu vario, piu grosso , piu lungo e tutto intero. Il mordi e fuggi lo si trova ancora ed ha anche un ottimo supporto da parte di Criterion (chi come me ha acquistato Haze e legge dietro la scatola “contenuti scaricabili gratuiti” non sa se ridere o piangere.. brrrr)
    E’ stato anche uno dei primi giochi ad avere una ottimizzazione tecnica sui 3 formati 360 ps3 e pc,almeno per la versione Ultimate Box. Oggi come oggi questi non sono pregi di poco conto.
    Per me vanno aggiunti due punti e BP si prende un sonoro 8
    PER ME.