Luminous Arc

2 dic 2007 di

Moe moe per le streghette nipponiche

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Se siete da non molto un possessori della scatoletta Nintendo e cercate uno strategico non molto complesso e godibile, con cui passare un po’ di tempo rilassandovi, Atlus (sempre sia lodata) ha qualcosa per voi. Niente sfide all’ultimo sangue come in Final Fantasy Tactics, ma qualcosa di più vicino a Jeanne d’Arc. Con quel mix si character design nipponico come solo sanno fare dall’altra parte dell’oceano, con un sistema di gioco “umano” e una discreta realizzazione in generale.

Luminous Arc non pretende di fare altro che intrattenere l’utente medio di queste produzioni, o chi vi si avvicina per la prima volta. La trama non avanza grosse pretese, ma anzi, propone cose un po’ già viste per chi bazzica nel settore. Almeno, però, lo fa sceneggiando e scrivendo il tutto piacevolmente, inserendo qua e là qualche colpo di scena che cambia le carte in tavola. Piccola pecca, i personaggi sono davvero troppi, tra quelli utilizzabili in battaglia e vari comprimari. Non c’è grande spazio per tutti nelle trenta ore di gioco richieste per arrivare alla fine (cinquanta, se vorrete fare tutto ciò che il titolo vi offre). Risulta quindi apprezzabile una delle peculiarità di LA, cioè la possibilità, dopo ogni battaglia, di scegliere un proprio membro del party con cui intavolare una breve conversazione. Questi siparietti sono utili non solo per conoscere meglio il personaggio scelto, ma anche per aumentare la vostra affinità con lui/lei, rispondendo in maniera ottimale a una domanda che inevitabilmente vi verrà posta alla fine della scenetta. Aumentando l’affinità potrete ricevere dei pacchi dono contenenti un oggetto, mentre nel caso riusciate ad aumentarla al massimo, riceverete più oggetti utili oltre che una bella illustrazione speciale. Ci sono centocinquanta siparietti da vedere, e il collezionista che c’è in ognuno di voi, lo so, non potrà resistere…

Luminous Arc è uno strategico sui cui campi di battaglia, realizzati in una prospettiva isometrica con fin troppi dislivelli, all’interno di una classica griglia e seguendo un classico sistema di turni si muovono personaggi bidimensionali. A differenza di molti strategici le fasi di attacco non sono divise in Player Phase e Enemy Phase, ma tutte le unità in campo (massimo otto per voi) agiscono più o meno velocemente a seconda del proprio coefficiente di velocità. Con la semplice pressione di un tasto si può portare in sovrimpressione, accanto ad ogni unità, la sua barra HP e un numero che indica fra quanti turni potrà agire. Questa possibilità, però, mette in luce un difetto sul quale non si può soprassedere: i rallentamenti. Avere tutte quelle barre sullo schermo fa crollare il frame rate a livelli imbarazzanti. Forse proprio a causa di questo problema i programmatori hanno deciso di non inserire icone per indicare i cambiamenti di stato che a seguito degli attacchi nemici affliggono i propri PG, preferendo fornire queste informazioni direttamente nell’apposita voce tra le statistiche nello schermo superiore. Rimane comunque piuttosto brutto vedere un nugolo di sprite, tutti grigio chiaro, e non poter sapere con il solito colpo d’occhio quale fra i tanti gode di temporanei potenziamenti.

Per il resto Luminous Arc si gioca come uno strategico ordinario, fatte salve alcune piccole regole, come il fatto che colpire un avversario di fianco o da dietro aumenta la possibilità di fare centro e il danno inferto. Sembra una banalità, ma dopo aver giocato Soul Nomad & the World Eaters per PS2, non si possono più avere certezze. Il fatto poi che gli scenari siano in prospettiva isometrica ma non in 3D, causa un po’ di difficoltà nell’avere chiara l’intera morfologia del terreno, con alcuni casi in cui potreste sbagliare a piazzare le truppe, visto che l’inquadratura non può essere ruotata o zoomata a piacere. A proposito di piazzamento delle truppe, prima di ogni battaglia si possono scegliere i personaggi da schierare, ma questi verranno disposti a caso dalla CPU nell’apposita area di partenza.

Altre scelte da notare riguardano l’impossibilità di guadagnare esperienza colpendo i propri compagni, anche se è sempre possibile arrecargli dei danni tramite l’uso di tecniche e magie. Nel primo caso, i personaggi che basano tutto il loro essere su attacchi da corpo a corpo e abilità fisiche faticheranno abbastanza per stare al passo con la mole di personaggi dotati di magie di stato e di cura. Mentre i primi continueranno a sudarsi ogni level-up i secondi potranno abusare delle loro magie e continuare a incamerare notevoli quantità di punti esperienza. Non è molto difficile ritrovarsi con un party sovrapotenziato in poche ore, ma con più di venti livelli di differenza fra i suoi membri. Sempre a proposito di magie, queste colpiscono anche i propri personaggi, non solo i nemici. Lo stesso vale per le magie di cura, quindi è bene scegliere con attenzione i propri obiettivi onde evitare di massacrarsi con le proprie mani o di aiutare gli avversari, anche se in quest’ultimo caso è abbastanza utile per tenere in vita il boss di turno e continuare a incamerare punti esperienza con i tre personaggi di cui sopra. Cosa più unica che rara, l’esecuzione delle magie è veloce, indolore, efficace, snella, piacevole. Luminous Arc e Dragoneer’s Aria non si conoscono. Per fortuna.

LA è un gioco estremamente facile. Nessuno degli scontri obbligatori vi impegnerà più di tanto, e nel caso non riusciate ad avanzare potrete sempre riaffrontare una delle battaglie già vinte nella mappa del mondo. A questo proposito sarebbe stato saggio se i programmatori vi avessero sempre concesso l’opzione di rifiutarvi di combattere, nel caso il vostro party sia più forte di quello nello scenario in cui siete capitati. La possibilità purtroppo sembra data a caso, quindi vi ritroverete a rifare battaglie e a perdere tempo per miseri guadagni, magari mentre cercate di spostarvi da una zona all’altra del mondo per completare una side quest. Che il tutto venga aggiustato per il seguito? [7]

Genere: SJRPG
Sviluppatore: Image Epoch,
Produttore: Atlus
Piattaforma: DS
Versione: USA
Provenienza: JAP

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